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Alla Scoperta della Nuova Guida delle Birre d’Italia 2025: La presentazione presso Birreria Dogana di Torino

La nuova edizione della Guida alle Birre d’Italia 2025, edita da Slow Food Editore, è stata presentata con grande entusiasmo presso la Birreria Dogana Torino, sabato 8 giugno 2024. Una guida che riflette l’impegno e la passione di un vasto gruppo di collaboratori. Eugenio Signoroni, uno dei curatori, ha condiviso dettagli interessanti sull’evoluzione e l’importanza di questa guida nel panorama birrario italiano.

Signoroni ha evidenziato come la guida sia passata dalla prima edizione del 2008, con circa 200 birrifici, agli attuali 465, su un totale di 1200 birrifici artigianali. Questo incremento non solo testimonia la crescita del settore, ma anche la crescente severità nella selezione, volta a garantire un elevato standard qualitativo.

Quest’anno, oltre alle Chiocciole, assegnate ai migliori birrifici e produttori di sidro in Italia, è stato introdotto il premioFiliere“, assegnato ai birrifici che lavorano sull’orzo e il luppolo italiani. L’introduzione di questo premio mira a riconoscere l’impegno verso la qualità e la filiera corta, elementi fondamentali per il futuro del settore.

Un’altra novità significativa è la sezione dedicata ai sidri, curata da Marco Manfrini e Andrea Bedini. Questa sezione, che include 46 produttori, riflette l’interesse crescente per il sidro. La guida mappa non solo i produttori tradizionali, ma anche quelli che hanno iniziato a produrre sidro come estensione della loro attività principale.

Il lavoro di squadra è al cuore di questa guida, con 101 collaboratori sparsi per l’Italia che visitano i birrifici, assaggiano le birre e contribuiscono alla stesura delle recensioni. Questo approccio permette di avere una visione ampia e dettagliata della scena birraria italiana, garantendo una selezione variegata e accurata.

La guida non si limita ai birrifici, ma include anche una sezione dedicata ai locali: il “Locale Eccellente“, che si distingue per la qualità della selezione e del servizio, e il “Locale Goloso“, che combina una proposta gastronomica eccellente con una buona selezione di birre. Questi riconoscimenti premiano i locali che non solo offrono una buona birra, ma che contribuiscono attivamente alla cultura birraria del loro territorio.

Un aspetto interessante è l’intenzione di rendere la sezione dei locali più dinamica e attuale, con aggiornamenti digitali che superano la biennalità della guida. Questo permetterà di avere una fotografia costantemente aggiornata della scena birraria italiana, offrendo ai lettori informazioni sempre fresche e pertinenti.

Durante la presentazione è stato possibile assaggiare due birre e un sidro.

Iniziamo con la Royal Wave, una English Golden Ale del Birrificio La Piazza in collaborazione con Dogana Torino. Con una gradazione alcolica leggera, questa birra offre una morbida nota di cereali e una punta di mela gialla data dal lievito. Spillatura a pompa, è una birra poco carbonata, perfetta per chi ama lo stile tradizionale inglese.

Un’altra birra presentata è una sour ispirata al noto stile brasiliano dai sapori estremamente estivi: la Be Grapeful with Brewfist, una Exotic Grape Catharina Sour. Nata dal progetto Be Grapeful, una serie di collaborazioni internazionali in cui il Birrificio della Granda ha ospitato famosi birrai europei per realizzare reinterpretazioni originali dello stile Italian Grape Ale (IGA). Tutte le birre di questa linea hanno in comune l’utilizzo di mosto d’uva di moscato tra gli ingredienti. La Exotic Grape Catharina Sour è realizzata dal Birrificio della Granda insieme a BrewFist, birrificio lombardo dallo spirito fresco e innovativo. La birra è caratterizzata da una lieve torbidezza e, grazie al processo del kettle sour, sprigiona una gradevole acidità e sentori lattici. L’ananas, il mango e la guava si uniscono per regalare al palato un’esperienza esotica e tropicale, quasi priva di amarezza data la bassa percentuale di luppoli amari utilizzati. Questa birra si distingue per il suo profilo gustativo, caratterizzato da una freschezza marcata e una nota acidula, risultante dalla fermentazione lattica. Questa caratteristica, seppur di nicchia, è apprezzata da un pubblico sempre più curioso e disposto a esplorare nuovi sapori.

Durante la discussione, è emerso un aspetto culturale interessante: a Torino si tende a essere più abitudinari rispetto ad altre città come Roma, dove le birre acide hanno un maggiore riscontro. Nonostante questa apparente “pigrizia“, Torino si distingue per le sue associazioni culturali e gruppi di degustazione, che promuovono una cultura birraia dinamica e aperta alle novità.

Un altro momento dell’evento è stato l’intervento di Ivo Arlotto e Davide della Società Agricola L’Ostal S.S., produttori di sidro della Valle Grana, in provincia di Cuneo. La loro azienda, nata dalla coltivazione di mele, ha deciso di recuperare varietà antiche e autoctone per la produzione di sidro. Questo impegno ha portato alla creazione di prodotti come il “Pataras“, un sidro di ghiaccio ottenuto attraverso un processo di congelamento del succo di mela. La fermentazione lenta e a bassa temperatura permette di mantenere gli aromi e i profumi caratteristici delle mele utilizzate.

La varietà di mele coltivate, ben quaranta, è un elemento distintivo dell’azienda. Questo approccio consente di ottenere sidri dalle caratteristiche organolettiche uniche, che variano in base all’annata e alle varietà utilizzate. La diversità delle mele contribuisce a creare sidri con profili gustativi complessi, ideali per diversi abbinamenti gastronomici, dal digestivo all’aperitivo.

In conclusione, la presentazione della guida alle birre ha evidenziato come la curiosità dei consumatori e l’impegno dei produttori nel sperimentare nuove tecniche e ingredienti stanno contribuendo a una vera e propria rivoluzione nel settore, rendendo ogni degustazione un’esperienza indimenticabile.

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