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Le Cattedrali del Vino a Canelli: Coppo

Un labirinto di gallerie sotterranee, scavate nella roccia tufacea delle colline piemontesi, si snoda per oltre 5 chilometri sotto la città di Canelli. Un luogo magico e suggestivo, noto come Le Cattedrali del Vino a Canelli, dove riposa uno dei tesori più pregiati d’Italia: il vino.

La storia della cantina Coppo ha inizio nel 1892, quando Piero Coppo, un pioniere della viticoltura locale, decise di espandere i locali di produzione scavando una serie di tunnel sotterranei. L’intuito di Coppo era semplice ma geniale: sfruttare le condizioni climatiche ideali – temperatura costante, umidità controllata e assenza di luce – per affinare i suoi vini in modo naturale.

Piero Coppo, capostipite della famiglia e fondatore dell’azienda, era una persona attenta e meticolosa che supervisionava tutte le fasi della produzione, sempre alla ricerca di una qualità senza compromessi. Dopo il matrimonio con Clelia Pennone, l’azienda si espanse con l’aggiunta delle Cantine situate in via Alba, che sono diventate la sede aziendale attuale. Questa cantina è una delle Cattedrali Sotterranee.

All’inizio del XX secolo, l’azienda produceva una vasta gamma di vini, dai spumanti ai vini rossi tipici del Piemonte, esportando anche in terre d’oltreoceano. Nel 1948, una massiccia alluvione devastò la Cantina. In quegli anni, Luigi Coppo subentrò al padre, introducendo tecnologie all’avanguardia per quel periodo.

Tra gli anni ’70 e ’80, con l’entrata in azienda dei quattro fratelli Piero, Gianni, Paolo e Roberto, avvenne una vera svolta. Iniziarono le prime sperimentazioni sui vini bianchi, pur mantenendo la vocazione dell’azienda per i vini rossi, in particolare la Barbera. Il 1984 segnò la prima vendemmia di quello che diventerà nel tempo il vino simbolo dell’azienda: la Barbera d’Asti Pomorosso, a cui si affiancò, l’anno successivo, il Camp du Rouss.

Negli anni 2000, la quarta generazione fece il suo ingresso, portando l’azienda verso la modernità con l’adozione della comunicazione digitale. Sotto la direzione di Luigi Coppo, furono inaugurati percorsi di visita alle storiche cantine e degustazioni per visitatori provenienti da tutto il mondo.

Nel 2021 il testimone è passato alla famiglia Lanci – Soldadino.

Nel corso degli anni, le gallerie si sono ampliate e arricchite, trasformandosi in un vero e proprio capolavoro architettonico. Le volte maestose, sorrette da pilastri robusti, creano un’atmosfera solenne e suggestiva. Le nicchie scavate nella roccia ospitano botti di rovere di diverse dimensioni, dove riposano i vini più pregiati della cantina.

Le Cattedrale di Coppo custodisce una vasta selezione di vini, i gioielli della produzione sono rappresentati dalla Barbera e dagli Spumanti Metodo Classico. Di pari livello sono lo Chardonnay e il Moscato d’Asti, quest’ultimo a partire dall’annata 2024 è a tutti gli effetti Canelli DOCG con denominazione a sé stante, non più considerato una sottozona.
Inoltre, vengono prodotte alcune DOCG classiche, come il Gavi, la Barbera d’Asti, il Nizza e il Barolo, che Coppo ha il diritto di vinificare al di fuori della zona di produzione. Infine, è presente una selezione di Grappe.

La filosofia aziendale si basa sull’agricoltura integrata, con una riduzione o rinuncia a pratiche invasive, e sull’accrescimento naturale delle viti. Questo approccio rispettoso per la vigna e l’attenta selezione dei terroir adatti a esaltare le caratteristiche del vitigno costituiscono i principi fondamentali della produzione aziendale.

Il nostro tour è stato organizzato grazie a Landscape Storymovers, che ci ha accompagnato nelle affascinanti storiche Cattedrali Sotterranee del vino di Bosca, Coppo e Contratto.

Visitare Le Cattedrali del Vino a Canelli è un’esperienza indimenticabile. Un viaggio sensoriale che accompagna il visitatore alla scoperta della storia, della tradizione e della cultura del vino piemontese.

Le Cattedrali sono un luogo simbolo della cultura enologica italiana. Un patrimonio da preservare e valorizzare, che guarda al futuro con rinnovata energia e passione.

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