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Venerdì 18 luglio 2025, Eremo di San Vitaliano: Zonazione Viticola e Futuro del Vino dell’Alta Campania

Un progetto strategico per il futuro del comparto vitivinicolo dell’Alta Campania prenderà il via venerdì 18 luglio 2025 alle 18 presso l’Eremo di San Vitaliano di Casertavecchia. Questo primo incontro pubblico è dedicato al progetto di ricerca sulla zonazione viticola dell’Alta Campania, nato dalla collaborazione tra l’Università degli Studi di Napoli Federico II – Dipartimento di Enologia di Avellino e la Strada del Vino del Casavecchia di Pontelatone e dell’Alta Campania. Un’iniziativa che coinvolge istituzioni, enti di ricerca, produttori e tecnici, inserendosi in un percorso più ampio per restituire centralità alla viticoltura dell’area, puntando su ricerca scientifica e innovazione.

L’incontro si concentrerà sulla zonazione viticola, strumento essenziale per approfondire le caratteristiche pedoclimatiche e agronomiche del territorio, valorizzarne le potenzialità e indirizzare le pratiche verso una viticoltura di qualità, sostenibile e radicata nel territorio. La ricerca, destinata a proseguire per altri tre anni, si concluderà con la pubblicazione di un volume dedicato alla storia e alla zonazione dell’Alta Campania.

La scelta dell’Eremo di San Vitaliano non è casuale: antico luogo di spiritualità tra i boschi di Casola di Casertavecchia, conserva una vocazione alla ricerca, all’ascolto e alla presenza attiva sul territorio, dedicato a San Vitaliano, vescovo dell’antica Capua.

La conferenza, rivolta a produttori, enologi, agenti di commercio, distributori, sommelier e giornalisti, sarà suddivisa in tre sezioni. Dopo i saluti istituzionali di Cesare Avenia, presidente del Consorzio Vitica, Andrea Granito, presidente della Strada del Vino di Pontelatone, e Pietro Iadicicco, delegato AIS Caserta, la prima parte offrirà una panoramica storica del vino. Claudio Calastri, archeologo e ricercatore presso il Parco Archeologico del Colosseo, illustrerà la funzione del vino nell’Alta Campania greco-romana; Nicola Busino, docente di Archeologia all’Università di Napoli “L’Orientale”, approfondirà il periodo medioevale, mentre Tommaso Tartaglione, presidente del Centro Studi di Caserta, racconterà la storia della viticoltura di Terra di Lavoro dal periodo borbonico ad oggi.

La seconda parte sarà dedicata agli aspetti tecnico-scientifici. Maurizio Boselli, già professore ordinario presso le Università di Verona e Napoli, esaminerà i vitigni Casavecchia, Pallagrello Bianco e Pallagrello Nero; Carla Scotti, pedologa e coordinatrice del progetto di zonazione dell’Alta Campania, presenterà i primi risultati delle indagini condotte nei vigneti locali; Paola Piombino, docente di Enologia presso l’Università di Napoli Federico II, illustrerà i dati sulle caratteristiche aromatiche dei tre vitigni autoctoni. Infine, Francesca Alliata Bronner, giornalista esperta in turismo enogastronomico, società e cultura, interverrà sul tema del turismo slow ed esperienziale nell’Alta Campania. A moderare sarà il giornalista enogastronomico Luciano Pignataro.

La terza sessione proporrà un confronto tra due realtà di zonazione italiane, Piemonte e Sicilia, con la partecipazione di importanti produttori: Paolo Manzone (Azienda Agricola Manzone), Giorgio Conterno (Azienda Giacomo Conterno), Salvo Foti (Azienda I Vigneri) e Vincenzo Lo Mauro (Azienda Passopisciaro). Il dibattito sarà guidato dalla giornalista Lidia Luberto e offrirà un’occasione di confronto su come la mappatura e la valorizzazione dei terroir possano influire positivamente sul settore.

Numerose aziende del territorio prenderanno parte all’evento: Aia delle Monache, Alepa, Alois, Calatia, Canestrini Wine, Cantina di Lisandro, Davide Campagnano, Della Valle Jappelli, I Cacciagalli, Il Verro, La Masserie, Le Fontanelle, Masseria Piccirillo, Palmieri Domus Vinaria, Scaramuzzo, Sclavia, Tenuta Fontana, Tenuta Pezzapane, Terre dell’Angelo, Vestini Campagnano, Vigne Chigi, Viticoltori del Casavecchia, Tenuta Ievoli.

L’Alta Campania coincide con l’area storica della Campania Felix, celebrata da Plinio il Vecchio per la sua straordinaria fertilità. Il territorio si sviluppa lungo l’alto e medio Volturno, i rilievi del Matese, e in particolare nelle catene dei monti tifatini e dei monti trebulani, note anche per aver ospitato Annibale durante la seconda guerra punica. Dal punto di vista normativo, questa zona coincide con l’area dell’IGT Terre del Volturno, che comprende numerosi comuni tra cui Alife, Alvignano, Bellona, Capua, Casagiove, Casapulla, Castel Morrone, Castello del Matese, Dragoni, Formicola, Giano Vetusto, Gioia Sannitica, Presenzano, Raviscanina, Riardo, Roccaromana, Ruviano, San Gregorio Matese, San Potito Sannitico, Sant’Angelo d’Alife, Sant’Andrea del Pizzone, Teano, Tora e Piccilli, Vairano Patenora, Vitulazio e i comuni della DOC Casavecchia di Pontelatone: Caiazzo, Castel Campagnano, Castel di Sasso, Liberi, Pontelatone, Ruviano, Formicola e Piana di Monteverna.

All’interno di quest’area insistono anche quattro denominazioni di origine controllata: DOC Galluccio, caratterizzata da suoli vulcanici e dalla presenza di Aglianico e Falanghina; DOC Falerno del Massico, considerata erede del leggendario vino degli imperatori romani; DOC Roccamonfina, zona collinare tra Sessa Aurunca e Roccamonfina, che esalta le varietà locali su suoli vulcanici; DOC Asprinio di Aversa.

Nel contesto della Campania Felix e della sua storia agricola, il Regno dei Borbone ha avuto un ruolo centrale nella conservazione dei vitigni autoctoni. Le vigne sperimentali borboniche – come Torretta, Pomarello, Arcone e Spigonardo intorno al Belvedere di S. Leucio, documentate dal Cavalier Antonio Sancio su incarico di Ferdinando I di Borbone – sono tra i primi esempi italiani di ricerca agronomica per la selezione di varietà locali, tra cui Pallagrello Nero, Pallagrello Bianco e Casavecchia. In parallelo, il Real Sito di San Leucio è stato anche un importante centro per la produzione della seta, rendendo celebre l’artigianato campano a livello europeo. Questo spirito di innovazione e valorizzazione delle risorse locali viene oggi rilanciato attraverso il progetto di zonazione e promozione integrata del territorio.

Uno degli esiti più concreti del progetto sarà il lancio del “Tour dell’Alta Campania: quattro giornate dedicate alle eccellenze enogastronomiche, artigianali e paesaggistiche del territorio. Dal laboratorio della mozzarella di bufala alle degustazioni di olio e vino, passando per la visita all’Acquedotto Carolino, il Museo della Seta di San Leucio, le esperienze in vigna e i birrifici artigianali, il tour propone un viaggio nella cultura rurale dell’entroterra casertano. L’iniziativa sarà curata dalla Pro Loco Real Sito di San Leucio e, entro settembre 2025, sarà online un sito dedicato con tutte le informazioni utili su date, modalità di prenotazione e programmi.

Al termine dell’incontro, i vini dei produttori dell’Alta Campania e delle aziende partecipanti saranno protagonisti dei banchi di assaggio, curati dai sommelier AIS Caserta, con la partecipazione dello chef Antonio Papale che proporrà una selezione di prodotti locali in abbinamento.

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