La degustazione annuale Vite in Riviera si è svolta lunedì 23 marzo 2026 nella chiesa sconsacrata di San Lorenzo ad Albenga, uno spazio raccolto che favorisce concentrazione e assaggio consapevole.
Dal 2016 l’associazione riunisce produttori delle province di Savona e Imperia con l’obiettivo di promuovere i prodotti tipici del Ponente ligure, in particolare i vini della Riviera Ligure di Ponente DOC e gli oli DOP Riviera Ligure. La degustazione walk-around del 22 e 23 marzo ha confermato la vitalità di un territorio complesso e frammentato, capace di esprimere vini con identità precise.
Le denominazioni e i vitigni
La Riviera Ligure di Ponente DOC comprende diverse tipologie — Pigato, Vermentino, Rossese, Granaccia, Moscato — e include sottozone come Albenganese, Finalese e Quiliano. I disciplinari definiscono varietà e percentuali minime per le etichette monovarietali, garantendo coerenza tra quanto dichiarato e il contenuto della bottiglia.
Accanto alla DOC, le denominazioni IGT — Colline Savonesi e Terrazze dell’Imperiese — offrono maggiore flessibilità, permettendo sperimentazioni, blend e interpretazioni meno vincolate, spesso utilizzate per annate più complesse.
Il Pigato resta il bianco simbolo del Ponente. Probabilmente originario di Salea d’Albenga, oggi copre circa 260 ettari tra Savona e Imperia. Dal punto di vista genetico è riconducibile al Vermentino e alla Favorita, ma mantiene un profilo distintivo: bucce macchiate, agrumi maturi, frutta esotica e a nocciolo, note di pietra bagnata e una componente salina con una leggera tannicità.
Il Vermentino, diffuso in tutta l’area mediterranea, mostra un registro più lineare: agrumi, frutta bianca, erbe mediterranee e una chiusura salina con accenni fenolici.
Il Rossese, autoctono della zona di Dolceacqua e legato alla famiglia Tibouren, è coltivato su superfici limitate — tra 80 e 100 ettari — e si esprime con frutti rossi, agrumi rossi, spezie leggere e una marcata impronta salino-minerale.
La Granaccia, corrispondente alla Grenache, occupa circa 30–40 ettari e presenta frutti rossi e neri, spezie dolci ed erbe mediterranee, con uno stile più fresco rispetto alle aree più calde. L’Alicante, della stessa famiglia, sopravvive in piccoli impianti. Il Moscato Bianco, su 10–15 ettari, dà vini leggeri e influenzati dalla vicinanza al mare.
A completare il quadro, una serie di varietà locali — Malvasia, Lumassina, Bianchetta Genovese, Rollo, Barbarossa — insieme a piccole presenze di Syrah e Sangiovese, oltre a vitigni rari come Cimixià, Garnaccia Bianca e Moscatello di Taggia.
L’annata 2025
L’anteprima dell’annata 2025 è stata il fulcro della degustazione: «un’annata caratterizzata da un clima non ideale, che ha causato una diminuzione generale della produzione di circa il 20%, chiaramente compensata dall’alto livello qualitativo».
Si tratta di un’annata più calda e secca rispetto al 2023–2024, senza raggiungere gli estremi del 2022. L’inverno mite e la primavera precoce hanno anticipato il ciclo vegetativo, mentre l’estate stabile e con minori precipitazioni ha portato a una vendemmia leggermente anticipata, soprattutto per Pigato e Vermentino.
Ne derivano vini con maggiore maturità, acidità leggermente più contenuta e un profilo più mediterraneo. Le rese ridotte e una selezione più attenta in vigna hanno inciso in modo diretto sulla qualità finale.
Nei bianchi (Pigato, Vermentino, Rollo) emergono frutti più maturi, tonalità di frutta gialla e un’acidità meno incisiva. Lo stile risulta più rotondo rispetto alle annate precedenti. Molti campioni, tuttavia, erano appena imbottigliati: alcuni vini in vasca mostravano maggiore tensione aromatica, con scorza di agrumi, fiori bianchi, erbe mediterranee e una chiusura salina.
Il Vermentino si presentava ancora molto aperto e floreale, mentre il Pigato evidenziava già note di pietra bagnata. Valutazione rimandata dopo l’estate.
Nei rossi (Rossese e Granaccia) si riscontra una maggiore maturità del frutto, tannini più morbidi e una gradazione leggermente più elevata. I vini mostrano compattezza, equilibrio e una struttura adatta a un affinamento di medio periodo. L’approccio generale privilegia la leggibilità del territorio rispetto all’intervento tecnico.
Il mercato
Il mercato della Riviera Ligure di Ponente resta prevalentemente locale. La produzione complessiva è limitata — circa 1,2–1,5 milioni di bottiglie annue — e viene assorbita quasi interamente dalla Liguria, in particolare tra Savona, Imperia e Genova, dove ristorazione e turismo coprono il 70–80% delle vendite.
Un ulteriore 15–20% si dirige verso il Piemonte, soprattutto Torino e Langhe. Il resto d’Italia incide in modo marginale: Milano rappresenta circa il 2–3%, Roma meno dell’1%.
Le esportazioni restano contenute. Per molti produttori si tratta di poche centinaia di bottiglie l’anno destinate a importatori in Svizzera, Stati Uniti, Nord Europa e Giappone, per un totale inferiore al 5% della produzione.
Un nodo critico riguarda i tempi di consumo. Il mercato locale richiede vini giovani, spesso imbottigliati da poche settimane, mentre molti bianchi mostrano il loro potenziale dopo 12–18 mesi. Questo scarto tra domanda e sviluppo del vino limita la possibilità di esprimere pienamente il potenziale qualitativo.
Due osservazioni dalla degustazione
La prima riguarda l’unità d’intenti tra i produttori: nonostante differenze dimensionali e stilistiche, emerge una visione condivisa legata alla cura del territorio e alla qualità.
La seconda riguarda il sistema locale: una rete di relazioni consolidate tra vignaioli, ristoratori e operatori che sostiene l’economia del territorio e mantiene una forte coesione, con circa l’80% del vino consumato nell’area di produzione.
I migliori assaggi
Pigato Bruna Russeghine 2024
Sapido, potente, speziato, con pompelmo e pesca gialla matura.
Pigato Rocca Madre – La Vecchia Cantina 2024
Ginestra, pesca, erbe aromatiche e resina, con acidità e sapidità marcate.
Pigato e Vermentino Dell’Erba 2024
Profilo rustico, erbe mediterranee, limone e cedro maturi.
Pigato di Albenga Saleasco Calleri 2024
Pesca matura, salvia, freschezza vibrante.
BioVio Granaccia 2024
More, lamponi acerbi e freschezza mediterranea.
Innocenzo Turco Granaccia 2024
Impostazione più diretta, spezie e macchia, giocata sulla freschezza.
Miglior rosato: BioVio 2025
Rosa canina e fragoline con nota agrumata.
Migliore etichetta Gen Z: Upupunk Anfossi 2025 (Vermentino/Pigato)
Beva immediata, equilibrio tra agrumi e note floreali.
Ultra rari
Cuxii – Il Baggio Pellegrino
Vino rosso intenso, con equilibrio tra sapidità e acidità e tannino medio.
Rossese di Dolceacqua Ramoino
Floreale, fresco, agile nella struttura.
I vignaioli presenti
aMaccia (Ranzo, IM)
Anfossi Luigi Blaise (Albenga, SV)
BioVio (Albenga, SV)
Bruna (Ranzo, IM)
Cantine Calleri (Albenga, SV)
Cascina Feipu dei Massaretti (Albenga, SV)
Cascina Nirasca (Pieve di Teco, IM)
Dell’Erba (Albenga, SV)
Distilleria Salsano (Albenga, SV)
Enrico Dario (Albenga, SV)
Fontanacota (Pornassio, IM)
Foresti Marco (Camporosso, IM)
Il Baggio Pellegrino (Cosio d’Arroscia, IM)
Innocenzo Turco (Quiliano, SV)
La Rocca di Perti Mare (Finale Ligure, SV)
La Vecchia Cantina (Albenga, SV)
Ramoino (Chiusavecchia, IM)
RoccaVinealis (Roccavignale, SV)
Sommariva (Albenga, SV)
Tenuta Maffone (Pieve di Teco, IM)
Torre Pernice (Albenga, SV)
Viticoltori Ingauni (Ortovero, SV)
Viarzo (Quiliano, SV)













