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Vino e spirits, le tendenze del 2026 secondo Proposta Vini

Nel dibattito sul futuro del beverage, Proposta Vini traccia una mappa dettagliata delle tendenze che guideranno il mercato del vino e degli spirits nel 2026, forte di un catalogo che supera le 4.000 referenze wine e le 600 spirits, costruito in oltre quarant’anni di attività. Le linee guida per i prossimi mesi saranno presentate ufficialmente dal 17 al 19 gennaio negli spazi della Stazione Leopolda, in occasione della presentazione del catalogo 2026.

Le tendenze wine

Secondo Gianpaolo Girardi, fondatore di Proposta Vini, realtà della distribuzione wine con sede a Pergine Valsugana, il mercato del vino nel 2025 ha seguito una dinamica molto simile a quella dell’anno precedente. Il bilancio si è chiuso in positivo, con un lieve incremento di fatturato dell’1%, mentre lo scenario per il 2026 lascia intravedere una crescita contenuta.

Lo Champagne continua a registrare una flessione sulle etichette di fascia alta, un andamento già evidente nel 2024 e destinato a proseguire anche nel prossimo futuro. Per i vini rossi, il 2025 ha segnato un rallentamento nel calo dei consumi e, dopo una fase di stabilizzazione, si intravede una possibile inversione di tendenza. Rimane invece strutturale la contrazione nel canale Horeca dei grandi rossi, come Supertuscan e importanti tagli bordolesi, penalizzati da prezzi elevati e da una gradazione alcolica sempre meno in linea con le preferenze del pubblico.

L’interesse verso i vini naturali resta costante, ma con un approccio più selettivo: cresce l’attenzione verso prodotti puliti dal punto di vista gustativo, senza difetti, in una visione che lega il consumo a temi di salute e a una sensibilità sempre più marcata verso l’ambiente.

«Da decenni il mondo del vino sta assistendo a una progressiva e continua diminuzione del consumo pro capite. Non si registrano cali sensibili nella ristorazione e nell’hotellerie e, purtroppo, come è sempre stato, i giovani prediligono altre bevande. Finalmente si comincia a raccontare il vino attraverso la sua dimensione storico – culturale, la sua appartenenza al territorio e il suo legame con la cucina. Per questo auspichiamo che il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio UNESCO contribuisca a incentivare il consumo di vino – promuovendolo come elemento fondamentale della storia di un territorio – e valorizzare i prodotti di natura artigianale e i tanti vitigni storici che caratterizzano il nostro Paese» afferma Gianpaolo Girardi.

Le tendenze spirits

Sul fronte dei distillati, le indicazioni arrivano da Antonio Beneforti, selezionatore di Proposta Spirits, la divisione dedicata agli spirits che nel 2025 ha registrato una crescita del 34%.

Il Vermouth rappresenta una delle scommesse più rilevanti per il 2026. Negli ultimi anni ha conosciuto uno sviluppo costante e oggi si propone come punto di contatto tra liquoristica ed enologia. Dall’aperitivo nella versione torinese del Vermuttino, con soda e scorza di agrumi, alle interpretazioni più moderne con la tonica, il Vermouth trova spazio non solo nell’happy hour ma anche come alternativa al vino da dessert, grazie al suo profilo speziato. Un prodotto capace di parlare a pubblici diversi: memoria e consuetudini per gli over 50, mixology e linguaggi contemporanei per le generazioni più giovani.

Il gin continua a mantenere una crescita a doppia cifra anche nel 2025, sostenendo la produzione a discapito degli spritz, che mostrano un calo di attenzione. Il mercato appare però vicino a una fase di saturazione, con molti marchi presenti e una probabile selezione naturale a favore dei produttori capaci di raccontare in modo credibile territorio e identità.

Diverso l’andamento per amari e brown spirits. Il comparto dell’after dinner ha risentito nel 2025 di un calo di interesse, legato anche all’entrata in vigore del nuovo Codice della strada, con un impatto evidente soprattutto sugli amari. Segnali incoraggianti arrivano invece dai brown spirits – rum, whisky, brandy e cognac – che stanno conquistando spazio nelle drink list di locali e ristoranti, sostenuti da una base di appassionati in crescita.

La sostenibilità, infine, da tema emergente è diventata una variabile strutturale. Dopo il cambio di passo registrato nel 2025, l’attenzione verso prodotti e pratiche responsabili continuerà anche nel 2026, con un numero crescente di locali impegnati in cocktail list dedicate o in iniziative sociali e ambientali coerenti con le scelte dei produttori.

Proposta Vini, una visione costruita nel tempo

Fondata nel 1984 in Trentino da Gianpaolo Girardi, Proposta Vini nasce come azienda di distribuzione pura, con l’obiettivo di creare un collegamento diretto tra vignaioli e canale Horeca. Il modello si basa sulla consegna in groupage, senza vendita diretta al privato e senza minimi d’ordine, garantendo tempi certi e continuità di servizio.

La missione è valorizzare il lavoro delle cantine selezionate, puntando su qualità, artigianalità e radici contadine. «Ci adoperiamo per permettere ai piccoli produttori di concentrarsi sul lavoro in vigna, che possono delegare a noi tutti gli aspetti di commercializzazione e distribuzione: una collaborazione continua con i produttori rappresentati. Ci poniamo l’obiettivo di dare visibilità a produttori di qualità, spesso di dimensione molto piccole, che non hanno la possibilità di organizzare la parte commerciale, offrendo canali di visibilità nazionale ed internazionale», spiega Andrea Girardi, oggi alla guida dell’azienda insieme al padre.

Proposta Vini gestisce 18 progetti interni dedicati a vitigni, territori e paesaggi, tra cui Vini dell’Angelo, Vini Estremi, Vini Franchi, Vini delle Isole Minori, Bollicine da uve italiane e Vini Vulcanici. Dal 2021, con la nascita di Proposta Spirits, il mosaico si è ampliato al mondo della distillazione artigianale, con 100 realtà selezionate in Italia e all’estero.

Oggi l’azienda è tra i principali operatori della distribuzione wine nel settore Horeca italiano e opera anche sui mercati internazionali. L’organico conta 36 collaboratori e 130 agenti attivi su tutto il territorio nazionale. Il catalogo comprende 4.000 referenze per 417 cantine e 100 produttori di spirits; il fatturato 2024 ha superato i 28 milioni di euro, con oltre 2,8 milioni di bottiglie vendute.

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