HomeEventiGrignolino: il Nobile Ribelle 2026 conquista Grazzano Badoglio

Grignolino: il Nobile Ribelle 2026 conquista Grazzano Badoglio

Nel Monferrato, dove le colline disegnano profili antichi e la terra racconta la sua storia, esiste un vitigno che non si lascia addomesticare facilmente. È il Grignolino, un vino che ha saputo mantenere intatta la sua anima anarchica, celebrato ogni anno a Grazzano Badoglio con l’evento “Grignolino: il Nobile Ribelle“.

Un’anima antica: la storia del vitigno

Il Grignolino non è un nuovo arrivato tra i filari piemontesi. Le prime testimonianze storiche della sua presenza risalgono addirittura al 1200. Documenti del Cinquecento ne attestano la diffusione in tutto il Piemonte, ma è tra le colline astigiane e il Monferrato casalese che ha trovato la sua area di elezione.

Nonostante oggi sia visto come un vino di nicchia, nel Settecento e nell’Ottocento il Grignolino era un protagonista delle tavole più prestigiose. Era il vino prediletto dalla corte dei Savoia e dai circoli aristocratici, che ne apprezzavano la finezza e quell’eleganza che lo rendeva, appunto, “nobile“.

L’evento “Grignolino: il Nobile Ribelle” nasce da una precisa volontà di valorizzazione di questo vitigno. L’idea prende forma dall’incontro tra il territorio di Grazzano Badoglio e la visione di Paolo Poncino, Delegato AIS Asti, e Eleonora Giroldi, Relatrice AIS. Sin dalla prima edizione, la collaborazione con la delegazione AIS Casale e con il suo delegato Daniele Guaschino ha permesso alla manifestazione di crescere, raccogliendo interesse da parte di enoappassionati, professionisti e operatori HORECA. L’obiettivo era chiaro: dimostrare che il Grignolino non è solo un vino, ma un’attitudine.

L’evento: Grignolino il Nobile Ribelle (28-30 marzo 2026)

L’appuntamento di Grazzano Badoglio, giunto nel 2026 alla sua V edizione, è diventato un riferimento per chi vuole scoprire questo vitigno in tutte le sue sfaccettature. Organizzato da AIS Piemonte, l’evento trasforma il borgo in una vetrina per oltre 100 produttori e 140 etichette.

Tre giorni dedicati non solo alle degustazioni, ma anche a masterclass, incontri tecnici e momenti culturali negli spazi dell’ex scuola di Grazzano Badoglio, per raccontare un vino che sta vivendo una nuova fase di attenzione.

Mercoledì 25 marzo – MasterclassAnarchico e gentiluomo: le metamorfosi del Grignolino“, tenuta dal presidente AIS Piemonte Mauro Carosso e dalla Relatrice AIS Eleonora Giroldi nella sala degustazioni di Tenuta Santa Caterina.
Un viaggio nel tempo partito dal Grignolino d’Asti 2025 di Luigi Spertino, per comprenderne le caratteristiche varietali in acciaio, seguito dalle mini-verticali storiche di Tenuta Montemagno, Braida e Accornero. In assaggio anche il Monferace di Tenuta Santa Caterina, prima della chiusura con un Grignolino d’Asti 1988 del Castello di Lignano, che ha dimostrato una notevole capacità di evoluzione, con complessità e freschezza.

Venerdì 27 marzo – Cena dell’associazione “Barbera e Barbere” al ristorante “Il Bagatto”, con un menù dedicato al festival e pensato per valorizzare i diversi stili di Grignolino: spumantizzato, affinato in acciaio oppure in legno. La cena con abbinamento è stata condotta da Isella Zanutto, Relatrice AIS, insieme ai produttori presenti, che hanno evidenziato la vocazione gastronomica del Grignolino, adatto ad accompagnare la cucina piemontese e non solo.

Sabato 28 e domenica 29 marzo (ore 11:00 – 19:00) – Apertura dei banchi d’assaggio. Dai Metodo Classico alle anfore e barrique, dalle annate giovani (2025) a quelle più evolute (2017), i visitatori hanno potuto osservare le diverse interpretazioni produttive e i terroir piemontesi.

Lunedì 30 marzo (ore 10:00 – 17:00) – Giornata dedicata prevalentemente agli operatori del settore (HORECA) e alla stampa. La presenza di operatori anche da fuori regione ha confermato l’interesse per il Grignolino e la sua attualità sul mercato.
Nel pomeriggio l’associazione “Monferace” ha organizzato una masterclass guidata da Davide Canina (Wine Specialist), Pierluigi Bianco (Degustatore AIS), Mario Ronco (enologo), con ospite speciale Francesco Palumbo (Maitre della Locanda Sant’Uffizio). Serviti alla cieca 11 vini di annate diverse, seguiti da un abbinamento cibo-vino realizzato dal Ristorante Centrale di Moncalvo.

Laboratori di abbinamento (sabato e domenica) – Una delle novità di quest’anno, pensata per mettere a confronto percezioni e opinioni su come i diversi stili di Grignolino interagiscono con il cibo. I quattro laboratori gratuiti (15 partecipanti per sessione), guidati dai Degustatori AIS, sono stati particolarmente apprezzati dal pubblico.

Vino ospite e associazione “Più Freisa – Un elemento distintivo di questa edizione è stato il dialogo con la Freisa. Grazie alla collaborazione con l’associazione “Più Freisa, l’evento si è aperto a un confronto tra due vitigni che condividono parentela genetica con il Nebbiolo, oltre a un carattere deciso e una grande versatilità gastronomica.

Il Ristorante Centrale al “Grignolino Nobile Ribelle – Per tutta la durata dei banchi d’assaggio, gli ospiti hanno potuto degustare un menù dedicato al festival, curato dal Ristorante Centrale di Moncalvo. Ogni portata è stata pensata per valorizzare le caratteristiche del Grignolino e i sapori del territorio.

L’incontro tra arte e vino – Tra i banchi d’assaggio ha trovato spazio anche un dialogo tra arte contemporanea e territorio. Grazie allo studio di Paolo Albertelli e Mariagrazia Abbaldo, le sale di degustazione hanno acquisito una precisa identità visiva, invitando i visitatori a soffermarsi sui dettagli.

L’allestimento dedicato – Le sale e gli spazi esterni sono stati curati con elementi come fiori, erbe, colori e spezie, scelti in relazione al profilo organolettico e cromatico del Grignolino.

Ma perché Nobile e Ribelle?

Il Grignolino è un vino di contrasti, ed è proprio questo a renderlo così interessante.

● Il nome deriva probabilmente da grignòle, termine piemontese che indica i vinaccioli. Il Grignolino ne contiene molti di più rispetto ad altre uve (fino a 4 o 5 per acino), caratteristica che spiega la sua carica tannica nonostante il colore scarico.

Luigi Veronelli lo definì un vino “testabalorda“: difficile da coltivare, esigente in termini di clima e terreno, con maturazione irregolare.

● Grazie alla sua acidità e alla struttura sottile, è uno dei pochi vini rossi adatti anche a piatti di pesce grasso, oltre che alla cucina tradizionale piemontese.

● Studi recenti sul DNA hanno evidenziato una parentela stretta con il Nebbiolo, di cui il Grignolino sarebbe una sorta di nipote.

Oltre il bicchiere

Il successo della quinta edizione conferma l’interesse per vini capaci di raccontare il territorio senza filtri. Come ricorda Paolo Poncino, definire questo vitigno “Nobile Ribelle” significa riconoscerne l’eleganza d’altri tempi insieme a un carattere indomito e “testabalorda“.
Grazie a questa visione, la rassegna è passata in pochi anni da scommessa a appuntamento consolidato nel panorama del vino piemontese.

Il Grignolino continua a sorprendere. Grazzano Badoglio dà appuntamento alla prossima edizione per proseguire questo racconto.

E tu… ti senti più nobile o più ribelle?

Victoria Bakalinskaya
Victoria Bakalinskaya
Sommelier e Degustatrice AIS, gestisce un'enoteca ad Agliano Terme e tiene corsi di formazione sulla materia. La sua passione per il vino è iniziata come un gioco, è diventata stile di vita.

“EVO Wine Day 2025” a Olivola (AL), dove l’Olio incontra il Vino

Se vi trovate nel Basso Monferrato, non lontano da Casorzo e Vignale Monferrato, c’è un paese chiamato Olivola. Il ramo d’ulivo sullo stemma e...

Ultimi Articoli