Lunedì 7 settembre, all’Istituto Tecnico Agrario Carlo Gallini di Voghera, tra i banchi di OltreGusto – Oltrepò Terra di Pinot Nero 2026, abbiamo incontrato Valeria Radici Odero di Frecciarossa, storica azienda di Casteggio che da più di un secolo lega il proprio nome al Pinot Nero e ai vitigni dell’Oltrepò Pavese.
La storia comincia nel 1919 con Mario Odero, genovese e commerciante di carbone tra l’Italia e l’Inghilterra, che dopo la Prima guerra mondiale acquistò la tenuta sulle prime colline di Casteggio. Con il figlio Giorgio iniziò la riorganizzazione dei vigneti e della cantina; già negli anni Venti uscirono le prime bottiglie con il marchio Frecciarossa e nel 1934 l’azienda ottenne dall’Istituto Nazionale per le Esportazioni il marchio numero 19, entrando tra i primi vini italiani destinati al mercato statunitense dopo la fine del Proibizionismo.
A quella fase seguono le generazioni successive. Margherita Radici Odero rinnova cantina e vigneti a partire dagli anni Novanta; poi arriva Valeria, che dal 2011 torna stabilmente a Casteggio e accompagna l’azienda verso la conversione biologica. Il percorso prende avvio tra il 2014 e il 2017, anno della prima vendemmia certificata bio. Oggi Frecciarossa vinifica esclusivamente uve proprie, raccolte a mano in cassetta.
Durante il nostro incontro Valeria Radici Odero ha ripercorso proprio questa continuità familiare, arrivata ora alla quinta generazione con il figlio Pietro, già coinvolto nell’attività della tenuta. Un passaggio che non interrompe il lavoro precedente ma introduce una nuova presenza in una famiglia nella quale, generazione dopo generazione, qualcuno ha scelto di occuparsi direttamente dei vigneti e della cantina.
Dal Metodo Classico al Pinot Nero vinificato in rosso
Il Pinot Nero occupa una parte importante della produzione di Frecciarossa e viene lavorato in più direzioni.
Sul fronte delle bollicine, l’azienda produce Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG Extra Brut da Pinot Nero e una versione Rosé Extra Brut, anch’essa da Pinot Nero. Le vigne utilizzate per questi vini si trovano sulle prime colline di Casteggio, tra i 140 e i 200 metri, con esposizioni prevalentemente nord-est e nord-ovest.
Questi vini si inseriscono oggi nel percorso del Classese, rilanciato dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese come marchio identitario del Metodo Classico DOCG da Pinot Nero. Nel 2026 il progetto è entrato in una fase nuova, con regole più restrittive su raccolta manuale, provenienza collinare delle uve, percentuale minima di Pinot Nero e tempi di affinamento sui lieviti.
Accanto alle bollicine, il Pinot Nero viene vinificato anche in rosso. Carillo Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese DOC è l’interpretazione più immediata e giovane, affinata prevalentemente in acciaio. Giorgio Odero, dedicato al figlio del fondatore, nasce invece da una selezione più rigorosa delle uve ed è pensato per un’evoluzione più lunga. Le uve provengono anche dalla storica Vigna del Pino e da un vigneto più fresco esposto a nord.
Ma fermarsi al Pinot Nero restituirebbe soltanto una parte di Frecciarossa.
Nelle vigne di Casteggio continuano infatti a trovare spazio varietà storiche dell’Oltrepò. Anamari nasce da un vecchio vigneto adiacente alla tenuta dove sono state mantenute Croatina, Barbera, Uva Rara e, nelle annate più recenti, anche Vespolina. Le viti hanno un’età media di circa cinquant’anni.
Le Praielle è invece una Barbera dell’Oltrepò Pavese DOC proveniente dalle prime colline di Casteggio, mentre Uva Rara mantiene in purezza un’altra varietà che appartiene da tempo al patrimonio viticolo della zona.
La dimensione agricola della tenuta non finisce nei vigneti. La proprietà comprende anche altre coltivazioni e attività legate all’ospitalità, con l’Agriturismo Frecciarossa e la Corte degli Inappetenti. Nel menu entrano anche prodotti dell’orto aziendale e di piccoli produttori della zona.
L’incontro con Valeria Radici Odero al Gallini ha quindi portato dentro OltreGusto – Oltrepò Terra di Pinot Nero una storia che attraversa più di cent’anni: dall’acquisto della tenuta da parte di Mario Odero nel 1919 alle prime esportazioni, dal lavoro di Giorgio e Margherita alla conversione biologica seguita da Valeria, fino all’ingresso di Pietro.
Nel mezzo ci sono il Pinot Nero in rosso e in Metodo Classico, il percorso del Classese, ma anche Barbera, Croatina e Uva Rara. Vitigni e vini differenti che, nel caso di Frecciarossa, restano legati alle colline di Casteggio e a una proprietà che continua a vinificare soltanto ciò che coltiva.



