Quando si parla del rapporto tra esseri umani e natura, spesso si tende a considerarlo una verità acquisita: stare all’aria aperta, circondati dal verde, ci fa stare meglio. Ma quali sono le reali basi scientifiche dietro questa percezione?
Kathy Willis, docente di Biodiversità presso l’Università di Oxford e già direttrice scientifica dei Royal Botanic Gardens di Kew, offre una prospettiva sorprendente e aggiornata grazie al suo nuovo saggio “La natura che cura“. L’autrice, impegnata in un progetto internazionale sui benefici sociali delle piante, si è imbattuta in dati che hanno rivoluzionato il suo modo di guardare al mondo naturale. Una delle scoperte più sorprendenti riguarda i pazienti ospedalieri: coloro che potevano vedere alberi dalla finestra si riprendevano dopo un intervento chirurgico con una velocità nettamente superiore rispetto a chi aveva di fronte solo edifici.
Negli ultimi dieci anni, le ricerche in questo campo si sono moltiplicate, portando a risultati che ridefiniscono l’importanza del verde nelle nostre vite quotidiane. Willis guida il lettore attraverso un percorso fatto di esperimenti condotti a livello globale, intrecciando dati provenienti da biobanche e rilevamenti satellitari. Questi studi mostrano come avere semplicemente un vaso di fiori sulla scrivania o una parete vegetale in ufficio abbia effetti positivi sul benessere psico-fisico. Il contatto diretto con il suolo organico sostiene la salute del microbioma, mentre i paesaggi naturali contribuiscono a ridurre lo stress, migliorare attenzione e memoria e, in alcuni casi, persino abbassare la pressione sanguigna. Non mancano effetti benefici anche dai suoni: il canto degli uccelli e il fruscio delle foglie agiscono come un balsamo sull’ansia, mentre il legno sotto le dita regala una sensazione di calma profonda, specialmente se irregolare.
Questo volume non si limita a raccogliere dati, ma suggerisce strategie concrete per migliorare la qualità della vita quotidiana. Le scuole, ad esempio, dovrebbero permettere ai bambini di trascorrere più tempo all’aperto per favorire salute e concentrazione. Allo stesso modo, le città dovrebbero aumentare la presenza del verde urbano, contribuendo così a un ambiente più salutare per tutti. I risultati della ricerca più avanzata entrano così nelle nostre case e nei luoghi di lavoro, dimostrando come il rapporto con la natura possa ridurre i costi sanitari e rendere i centri urbani più vivibili.
Il libro è arricchito da una traduzione attenta di Teresa Albanese e si inserisce nella collana Saggi Human Ecology.
Formato 15 x 22,5 cm, 324 pagine, ISBN 9788855233354, € 28,00.
Dicono del libro:
“Un libro pieno di consigli pratici che dimostra che aumentare anche solo di poco la nostra esposizione alle piante può fare una grande differenza sul nostro benessere.“
The Guardian
“La scienza conferma il nostro istinto sui benefici dell’interazione con il mondo naturale. Un libro chiaro e leggibile che dimostra come ‘la prescrizione sia la natura’.“
Daily Mail
“Non serve essere esperti di piante o avere il pollice verde per apprezzare questo libro sulla terapia naturale e il suo impatto sulla salute. Anche urbanisti e responsabili delle politiche sanitarie pubbliche potrebbero trarne vantaggio.“
Library Journal
“L’esposizione alla natura, e in particolare alle piante, può ridurre lo stress, abbassare la pressione sanguigna e rafforzare il sistema immunitario. Willis offre consigli pragmatici su come sfruttare questi risultati. Un libro affascinante.“
Publishers Weekly
Kathy Willis non è solo una scienziata di primo piano, ma anche una grande divulgatrice: ha guidato iniziative internazionali sulla biodiversità, collaborato con la BBC per programmi scientifici e nel 2015 ha ricevuto la Medaglia Michael Faraday per la comunicazione scientifica. Oggi vive a Oxford, continuando a dedicarsi alla ricerca e alla diffusione delle conoscenze sulla biodiversità vegetale.



