Dal 5 al 7 settembre 2025, Cocconato d’Asti ha vissuto ancora una volta la sua trasformazione annuale più attesa: il borgo, incastonato a 491 metri di altitudine tra le colline del Monferrato, è diventato per tre giorni il palcoscenico della ventiquattresima edizione di Cocco Wine, confermandosi una delle manifestazioni enogastronomiche più amate e partecipate del Piemonte.
I numeri raccontano di un successo oltre le aspettative: oltre 14.000 degustazioni con calice e taschina, più di 60 cantine partecipanti e un pubblico qualificato arrivato non solo dal territorio piemontese ma anche da Lombardia e Liguria. Il centro storico si è trasformato nella tradizionale “Via del Gusto”, dove degustazioni di vini e prodotti tipici del territorio hanno creato quell’atmosfera unica che da un quarto di secolo caratterizza questo evento.
Grandi Ospiti e Atmosfera di Festa
A tagliare il nastro della manifestazione Peppone Calabrese, volto noto di Rai1 e conduttore di “Linea Verde” e “Camper”, che ha partecipato sia all’anteprima dedicata al Barbera d’Asti sia all’inaugurazione ufficiale. Una sorpresa gradita è stata la visita di Emanuele Filiberto di Savoia, che sabato ha passeggiato tra i banchi di assaggio, dimostrando ancora una volta come Cocco Wine sappia attrarre personalità di rilievo.
Ma il vero protagonista è stato il pubblico: famiglie, giovani appassionati, esperti del settore e semplici curiosi hanno animato le vie del borgo in un’atmosfera festosa che ha unito la scoperta del vino alla bellezza del territorio. “La dimostrazione che il mondo giovane è interessato al vino“, ha sottolineato Luigi Dezzani, portavoce del Consorzio Cocconato, evidenziando la forte partecipazione di un pubblico giovane desideroso di sentire raccontare il vino e le esperienze della viticoltura.


L’Anteprima del “Salotto”: Barbera in Scena
L’evento ha preso il via venerdì sera con “Il Salotto di Cocco Wine“ presso il Ristorante Cannon d’Oro in piazza Cavour. Una serata esclusiva dove ogni cantina del Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato ha presentato la propria Barbera d’Asti insieme a un “vino del cuore” in abbinamento a un menu studiato dalla famiglia Tortia, che gestisce il locale da oltre 50 anni.
La degustazione guidata condotta da Gianpiero Gerbi ha messo in luce dieci Barbera d’Asti dalle annate più recenti fino al 2017, permettendo un approfondimento tecnico sulle caratteristiche delle etichette locali. Il menu ha spaziato dalla battuta di Fassone con tuorlo marinato agli agnolotti verdi di seirass e Castelmagno, fino allo stracotto di vitello all’uva, creando un perfetto dialogo tra i sapori del territorio e le etichette di eccellenza.







Cantine Locali e Ospiti d’Eccezione
Il cuore dell’evento sono state le cantine di Cocconato: Bava, Benefizio di Cocconito, Giulio Cocchi Spumanti, Maciot, Marovè, Nicola Federico, Paoletti e Poggio Ridente, realtà che in gran parte fanno capo al Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato, nato per promuovere le cantine del territorio e gli artigiani del gusto.
A loro si sono unite numerose altre eccellenze piemontesi: dalla Cantina di Casorzo alla Cantina Sociale di Castagnole Monferrato, da Cascina del Pozzo di Castellinaldo a Tenuta Genevrina di Ozzano Monferrato, creando un parterre di qualità che ha saputo raccontare la diversità del territorio piemontese.
Una delle tradizioni più apprezzate sono state le “Isole del Vino“, ideate per arricchire l’offerta con vini di altre regioni. L’edizione 2025 ha proposto tre temi principali: i vini della Sardegna, i vini eroici e l’Alta Langa.
I vini eroici, ospitati nella parte alta del centro storico presso la Locanda Martelletti, hanno raccontato quella viticoltura di montagna praticata in condizioni orografiche difficili. La domenica si è aggiunta una quarta isola dedicata al Moscato Wine Festival, celebrando una varietà ricca di storia diffusa in tutto il Piemonte meridionale.
Tra le novità dell’edizione 2025 spicca “Camminare il borgo”, una passeggiata guidata di 45 minuti nella parte alta del centro storico tra portici gotici, chiese, scorci medievali e affacci sulla viticoltura eroica. Le visite, comprese nel carnet degustazioni, hanno permesso ai visitatori di vivere Cocconato non solo come luogo di degustazione, ma come scrigno di storia che si intreccia con la tradizione vitivinicola.
Il percorso partiva da piazza Statuto e arrivava all’area della Locanda Martelletti, unendo la scoperta del patrimonio architettonico alla comprensione delle tradizioni viticole. Un’iniziativa che riflette perfettamente la filosofia di Cocco Wine: il vino come esperienza totale che abbraccia territorio, cultura e comunità.
Masterclass Sold Out e Approfondimenti
Il programma ha incluso due degustazioni guidate andate sold out, tenute domenica presso il cortile di Casa Fasoglio. La prima, dedicata a “Il vitigno Barbera a Cocconato, nel Monferrato e in Italia“, ha esplorato le diverse espressioni che la Barbera assume dal territorio locale fino ad altre zone di riferimento. La seconda ha raccontato i “Percorsi di vino tra Cocconato e Albugnano“, narrando le storie di viticoltura che si intrecciano in questo angolo dell’Astigiano.
Il Territorio
Cocconato non è solo vino: il borgo, inserito tra i “Borghi più Belli d’Italia” e insignito della Bandiera Arancione del Touring Club, è conosciuto come “Riviera del Monferrato” per il suo clima mite che permette la crescita di ulivi, mimose e palme. Il centro storico conserva il Palazzo Comunale del Quattrocento e la Parrocchiale di Santa Maria della Consolazione, raggiungibili attraverso ripide vie acciottolate con affacci panoramici sulle colline.
“Storia, cultura enogastronomica, paesaggio, ambiente si coniugano come fattore di sviluppo sociale ed economico“, spiegano gli organizzatori. Monica Marello, sindaco di Cocconato, ha sottolineato come la manifestazione abbia valorizzato il borgo in tutte le sue parti storiche e paesaggistiche.
Con un format in continua crescita e numeri da record, Cocco Wine si conferma un modello di riferimento per l’enoturismo piemontese. Come ha anticipato Luigi Dezzani: “ci vediamo nel 2026“, mentre l’evento “cresce ogni anno con sempre maggiore consapevolezza“, dimostrando che quando territorio e ospitalità si incontrano, il risultato è un’esperienza che va oltre la degustazione per diventare un vero viaggio nell’anima di un territorio.



