Domenica 6 settembre 2026 le vie di La Morra si sono animate per Degusta La Morra, l’evento che ogni anno trasforma il centro storico di uno dei borghi simbolo delle Langhe in un percorso diffuso di degustazione. Una via piena di calici si è riempita di banchi d’assaggio e produttori pronti a raccontare la propria interpretazione del Nebbiolo, in una giornata che ha confermato La Morra come punto di riferimento imprescindibile per chi vuole capire davvero il Barolo.
Il territorio: La Morra, il balcone delle Langhe
Non è un caso che un evento come questo nasca proprio qui. La Morra è il comune più esteso dell’area del Barolo e occupa una posizione altimetrica tra le più elevate della denominazione, con vigneti che si spingono fino a 500 metri di quota. Questa collocazione regala al comune un affaccio panoramico che spazia su gran parte delle Langhe, ma soprattutto definisce uno stile di Nebbiolo riconoscibile: suoli prevalentemente calcareo-marnosi, più sciolti e permeabili rispetto a quelli argillosi di Serralunga o Monforte, che restituiscono vini tendenzialmente più eleganti, profumati e verticali, con tannini setosi piuttosto che imponenti.
Le celebri MGA di La Morra – Rocche dell’Annunziata, Brunate, Cerequio, La Serra, Fossati, Conca dell’Annunziata, solo per citarne alcune – sono da sempre considerate tra le espressioni più raffinate e “femminili” del Barolo, capaci di conciliare struttura e finezza aromatica.
Barolo 2022: un’annata che ha imparato a convivere con il clima che cambia
Il fulcro delle degustazioni di quest’anno è stato senza dubbio il Barolo 2022, vendemmia che arriva sul mercato preceduta da aspettative contrastanti. Il 2022 è stato un anno segnato dal caldo intenso e dalla siccità prolungata, condizioni che nei mesi estivi avevano fatto temere il peggio per la salute delle viti. Il lavoro in vigna, però, ha fatto la differenza: lavorazioni del terreno mirate a favorire l’assorbimento idrico, gestione attenta della chioma e, in diversi casi, uso di reti ombreggianti per proteggere i grappoli dall’eccessiva insolazione.
Il risultato, alla prova del bicchiere, ha sorpreso positivamente tanto i tecnici quanto i produttori: vini energici, freschi e identitari, meno opulenti di quanto la stagione calda avrebbe potuto far pensare. Rispetto alle tre annate eccellenti che l’hanno preceduta (2019, 2020, 2021), il 2022 si presenta come un’annata più “classica” nel bicchiere, con tannini levigati, acidità ben calibrata e un frutto maturo ma non surmaturo.
È un Barolo che parla di adattamento: la testimonianza di un territorio e di una generazione di vignaioli che ha imparato a leggere le nuove normalità climatiche senza perdere il carattere del Nebbiolo. A La Morra, in particolare, l’altitudine e i suoli calcarei hanno giocato un ruolo protettivo importante, restituendo campioni spesso più freschi e verticali rispetto ad altre zone della denominazione.
Langhe Nebbiolo 2023 e 2024: due annate, due caratteri diversi
Accanto al Barolo, grande protagonista dei banchi d’assaggio è stato il Langhe Nebbiolo, nelle sue due annate più recenti, che raccontano due storie climatiche molto diverse tra loro.
Il 2023 è stato un’annata partita in salita: dopo la siccità dell’anno precedente, un inverno più rigido e piogge significative fino a fine febbraio hanno permesso alla vite di recuperare la propria attività fisiologica. La primavera ha alternato fasi siccitose a perturbazioni frequenti nei mesi di maggio e giugno, in un clima generalmente fresco che ha favorito lo sviluppo vegetativo, ma ha richiesto grande attenzione contro le fitopatie.
Il momento chiave è stato il 6 luglio, quando un violento evento temporalesco ha colpito in modo disomogeneo l’areale albese, risparmiando però la Langa del Barolo. Da lì in poi, l’estate è stata calda e stabile, senza gravi stress idrici, portando a una vendemmia qualitativamente solida. Nel calice, i Langhe Nebbiolo 2023 degustati domenica hanno mostrato un profilo aromatico intenso, con note di frutti di bosco, spezie e liquirizia, tannini già ben integrati e una piacevole succosità che li rende godibili fin da subito, pur non mancando di struttura.
Il 2024 si presenta invece come un’annata più equilibrata e “gentile” dopo due anni di siccità prolungata: un inverno finalmente piovoso ha ricostituito le riserve idriche del suolo, mentre una primavera precoce e mite ha anticipato il germogliamento. Ne è derivata una stagione vegetativa regolare, senza gli estremi termici degli anni precedenti e si è conclusa sotto la pressione di piogge abbondanti che hanno costretto ad una raccolta accelerata con il risultato di ottenere Nebbioli di pronta beva ma comunque espressivi.
I campioni assaggiati a Degusta La Morra hanno confermato questa lettura: vini più snelli e immediati rispetto al 2023, con frutto croccante, freschezza acida ben presente e tannini morbidi, perfetti per raccontare al pubblico lo stile “junior” del grande Nebbiolo da Barolo, ma già capaci di anticiparne l’identità territoriale.
Un mosaico di produttori, un’unica anima
A rendere possibile questo racconto en primeur delle ultime annate sono stati oltre quaranta produttori, un mosaico che ha rappresentato sia le grandi realtà storiche sia le aziende familiari di più recente affermazione: da Oddero Luigi e Figli, Poderi Marcarini e Ratti – nomi che hanno scritto la storia del Barolo moderno – a realtà come Rocche Costamagna, Corino Giovanni, Viberti Eraldo, Eugenio e Osvaldo, Molino (nelle sue declinazioni E., Franco, Mauro e Renato), fino a cantine più piccole ma appassionate come Erbaluna, L’Illuminata, Campàro o Spirito Agricolo Ballarin.
Presenti anche Francesco Rinaldi, Sandrone Giorgio, Marengo Mario, Malvirà, Arnaldo Rivera, Dosio Vigneti, Revello Carlo e figli e Revello fratelli, Mascarello Michele, Gagliasso Mario e Stefano Gagliasso, Borgogno Francesco e Borgogno Serio Batista, Oberto Egidio e Oberto Mattia, Bosco Pierangelo, Buganza Renato – Radici & Filari, Castrum Roche, Curto, Ellena Giuseppe, Gheddo, Marrone Gianpiero, Morra Diego, Olivero Mario, Ramello Gianni, San Biagio, Stroppiana e Alberto Ballarin: una fotografia completa e corale della viticoltura lamorrese contemporanea.
Un appuntamento che conferma la propria identità
Al di là dei singoli calici, Degusta La Morra si conferma un’occasione preziosa per capire come il territorio stia rispondendo alle sfide poste dal cambiamento climatico, senza rinunciare alla propria identità enologica.
Passeggiare tra i banchi d’assaggio lungo le vie del paese ha permesso di mettere a confronto, fianco a fianco, lo slancio giovane e immediato dei Langhe Nebbiolo 2023 e 2024 con la profondità più meditata del Barolo 2022, in un percorso che è insieme degustazione e racconto di un territorio che continua a reinventarsi, restando fedele a se stesso.

















