Vent’anni di vini poco conosciuti, varietà recuperate e produttori che hanno scelto di continuare a coltivarle. Martedì 22 settembre, all’Hotel Palatino di Roma, Go Wine festeggia i vent’anni di “Buono…non lo conoscevo!”, appuntamento nato nel 2006 per raccontare l’Italia del vino attraverso i suoi vitigni autoctoni.
L’idea era semplice già allora: mettere nel bicchiere vini capaci di sorprendere anche gli appassionati più esperti e riportare l’attenzione sul rapporto tra vitigno, territorio e lavoro del produttore. Da quella prima edizione romana è nato un format che negli anni si è consolidato e che oggi apre un percorso in sei grandi città italiane, in programma da settembre a gennaio.
A Roma saranno rappresentati complessivamente oltre 80 vitigni provenienti da numerose regioni, dai nomi più conosciuti fino a varietà che sopravvivono grazie al lavoro di poche aziende.
È proprio su queste ultime che si concentra una delle iniziative pensate per il ventennale: un’enoteca speciale con 20 vitigni e vini rari, scelti perché prodotti da uno o da pochissimi viticoltori.
Venti rarità da tutta Italia
La selezione attraversa la penisola e racconta una viticoltura spesso lontana dai circuiti più prevedibili.
- Vuillermin – Valle d’Aosta Vuillermin 2022, La Vrille, Verrayes (Aosta)
- Uvalino – Monferrato Rosso Uceline 2017, Cascina Castlet, Costigliole d’Asti (Asti)
- Uvalino – Monferrato Rosso Valino 2025, Tenuta La Marchesa, Novi Ligure (Alessandria)
- Lumassina – Colline Savonesi IGP Lumassina 2025, Cantina Casanova, Finale Ligure (Savona)
- Merera – Bergamasca IGT Rosso Medera 2025, Castello di Grumello, Grumello del Monte (Bergamo)
- Roter Veltliner, Grüner Veltliner e Nosiola – Blanc de Sers 2023, Cantine Monfort, Lavis (Trento)
- Gruajo – Gruajo 2022, Firmino Miotti, Breganze (Vicenza)
- Tazzelenghe – Tazzelenghe Riserva 2016, La Viarte, Prepotto (Udine)
- Barbarossa – Monopòle Vigna Spungone Barbarossa 2025, Fattoria Paradiso, Bertinoro (Forlì-Cesena)
- Longanesi – Ravenna IGT Bursôn Etichetta Nera 2019, Longanesi, Bagnacavallo (Ravenna)
- Pugnitello – Toscana Valdarno di Sopra Pugnitello 2021, Mannucci Droandi, Montevarchi (Arezzo)
- Cesenese Nero – Lazio IGP Cesenese Nero L’Ultimo Baluardo 2023, Cantina Le Macchie, Rieti
- Pampanaro – Pampanaro del Frusinate IGT Radiche 2025, Tenuta Cervelli, Broccostella (Frosinone)
- Maiolica – Maiolica Abracadabra 2025, Chiusa Grande, Nocciano (Pescara)
- Sciascinoso – Campania IGT Sciascinoso Sciascì 2025, Capolino Perlingeri, Castelvenere (Benevento)
- Aglianicone – Paestum IGP Rosso Misterioso 2022, Viticoltori De Conciliis, Prignano Cilento (Salerno)
- Ottavianello – Ostuni Ottavianello Stu’ne 2024, Amalberga, Ostuni (Brindisi)
- Bianco d’Alessano – Valle d’Itria IGP Bianco Cupa 2025, I Pastini, Martina Franca (Taranto)
- Mantonico – Calabria IGT Bianco Efeso 2024, Librandi, Cirò Marina (Crotone)
- Nocera – Sicilia Nocera 2024, Planeta, Menfi (Agrigento)
- Granatza – Barbagia IGT Granazza 2024, Giuseppe Sedilesu, Mamoiada (Nuoro)
Una carta che permette di incontrare, nello stesso pomeriggio, varietà difficili da trovare insieme e in alcuni casi coltivate ormai su superfici molto limitate.
Dai vitigni rari alle grandi varietà territoriali
L’enoteca del ventennale rappresenta soltanto una parte della degustazione. Ai banchi saranno infatti presenti numerose cantine provenienti da tutta Italia, con un panorama che supera gli ottanta vitigni.
Accanto a Nebbiolo, Barbera, Sangiovese, Aglianico, Montepulciano e Primitivo compariranno varietà come Albarossa, Centesimino, Famoso, Nascetta, Pelaverga, Piculit Neri, Quagliano, Ribona, Slarina, Susumaniello, Tintilia e Ucelùt.
Il quadro comprende anche molte uve che identificano con precisione singole aree italiane: Petit Rouge, Petite Arvine e Cornalin per la Valle d’Aosta; Ruchè e Freisa per il Piemonte; Schioppettino e Ribolla Gialla per il Friuli Venezia Giulia; Biancolella e Piedirosso per la Campania; Perricone per la Sicilia.
Fra le aziende coinvolte figurano Marchesi di Barolo, Marisa Cuomo, Umani Ronchi, Conti Zecca, Ippolito 1845, Cieck, Francone, Alessandro di Camporeale, Fontanavecchia, La Source, I Vini di Emilio Bulfon, Tenuta Borgo Conventi, Villa Simone e molte altre realtà distribuite lungo la penisola.
Il filo conduttore resta quello scelto da Go Wine fin dalla nascita dell’appuntamento: portare l’attenzione non soltanto sul vino in sé, ma sulle varietà da cui nasce e sul lavoro di chi continua a coltivarle.
In vent’anni il tema ha assunto un significato ancora più preciso. Molti vitigni che all’inizio degli anni Duemila erano conosciuti soprattutto nei rispettivi territori hanno conquistato maggiore spazio, mentre altri continuano a sopravvivere grazie a pochi produttori. È proprio questa parte meno visibile della viticoltura italiana che “Buono…non lo conoscevo!” continua a cercare.
La degustazione all’Hotel Palatino
L’appuntamento è martedì 22 settembre all’Hotel Palatino, in via Cavour a Roma.
Dalle 18 alle 22 il banco d’assaggio sarà aperto agli enoappassionati. Il biglietto costa 22 euro, ridotto a 18 euro per i soci delle associazioni di settore e a 15 euro per i soci Go Wine. La quota comprende la degustazione libera dei vini presenti ai banchi e due assaggi nella speciale enoteca dedicata ai 20 vitigni rari.
Gli ingressi saranno contingentati e su prenotazione. Chi sceglierà di associarsi a Go Wine in occasione dell’appuntamento potrà accedere gratuitamente alla degustazione, con iscrizione valida fino al 31 dicembre 2027.
Da Roma partirà inoltre il nuovo tour di “Buono…non lo conoscevo!”, che toccherà complessivamente sei grandi città italiane tra settembre e gennaio. Vent’anni dopo la prima edizione, il titolo conserva così il senso con cui era nato: quel momento in cui un nome mai incontrato prima arriva nel calice e spinge a chiedere da quale uva, da quale luogo e da quale storia provenga.



