Nel giardino dell’Istituto Tecnico Agrario Carlo Gallini di Voghera, durante Oltrepò Terra di Pinot Nero e OltreGusto 2026, abbiamo incontrato Elisa Piaggi di Lefiole, azienda di Montalto Pavese nata dalle vigne di famiglia e oggi portata avanti insieme alla sorella Silvia e al padre Enzo.
Il nome scelto per la cantina racconta già molto del progetto. Lefiole, nel dialetto oltrepadano, significa “le ragazze“: un’espressione affettuosa che rimanda direttamente alle due sorelle e alla loro decisione di dare continuità al lavoro iniziato in famiglia, costruendo una gamma concentrata soprattutto sul Pinot Nero.
È proprio questo vitigno a occupare il posto principale nella produzione. Sul fronte delle bollicine troviamo Isabèl, Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG da Pinot Nero, affiancato da Isabèl in rosa, la versione rosé. Due interpretazioni che lavorano sulla stessa uva cambiandone espressione e stile.
Il Pinot Nero ritorna anche nei vini fermi con Alené, Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese DOC, e con Amadì, la Riserva. Dietro le etichette non ci sono nomi scelti casualmente: Alené nasce dall’unione di Angela ed Enzo, i genitori di Elisa e Silvia, mentre Amadì è dedicato alle nonne Ida e Maria.
Anche Isabèl guarda alla famiglia e alla generazione più giovane, proseguendo un sistema di nomi che lega le bottiglie alle persone che fanno parte della storia aziendale.
La stessa logica ritorna in Elivià, Pinot Grigio dell’Oltrepò Pavese DOC, il cui nome nasce dall’unione di Elisa e Silvia. È una delle poche etichette che si allontanano dal Pinot Nero e completa una produzione volutamente contenuta, senza moltiplicare le referenze.
Le vigne si trovano sulle colline di Montalto Pavese, una delle zone storicamente legate alla viticoltura dell’Oltrepò. Da qui parte un progetto che ha preferito lavorare su pochi vini e approfondire soprattutto le diverse possibilità offerte dal Pinot Nero, tanto nella rifermentazione in bottiglia quanto nella vinificazione in rosso.
L’incontro con Elisa Piaggi, tra i banchi del Gallini, ha permesso di conoscere Lefiole attraverso le sue bottiglie ma anche attraverso le persone che le hanno ispirate. Una cantina nella quale i nomi delle etichette costruiscono quasi un piccolo albero genealogico e accompagnano un lavoro che resta fortemente radicato a Montalto Pavese.



