Il Consorzio Vini Mandrolisai cambia presidente e affida la guida a Sebastiano Etzo, titolare dell’omonima azienda vitivinicola di Atzara, nella Sardegna centrale. Subentra a Massimiliano Mura, che rimane nel consiglio di amministrazione come consigliere, dopo aver accompagnato la nascita e i primi anni di attività dell’organismo costituito nel 2024.
Il nuovo consiglio vede Antonio Marras, dell’azienda Fradiles, nel ruolo di vicepresidente, affiancato da Maria Cadeddu, della Vitivinicola Cadeddu, ed Elisa Carboni, di Cantine Carboni. Confermato anche Francesco Saverio Russo come Project Manager, incarico assunto nel 2025 per coordinare le iniziative di promozione della denominazione e far conoscere i vini del Mandrolisai sui mercati nazionali e internazionali.
Il cambio alla presidenza arriva dopo una prima fase di crescita che ha portato il Consorzio a riunire 18 aziende vitivinicole, sviluppando un calendario di degustazioni, incontri professionali e partecipazioni a manifestazioni di settore. Un lavoro avviato sotto la guida di Mura, al quale Etzo ha già contribuito come vicepresidente fin dalla costituzione.
«Prima di tutto voglio ringraziare Massimiliano Mura – dice il neo presidente Etzo – che ha avuto l’importante compito di condurre il Consorzio nei primi fondamentali passi sui quali abbiamo costruito il futuro e dai quali partiamo per continuare a crescere e portare il Mandrolisai in Italia guardando sempre di più anche all’estero».
Il nuovo presidente conosce direttamente le caratteristiche della viticoltura locale. La sua azienda, Vitivinicola Etzo, è nata nel 2019 e coltiva circa sei ettari con metodo biologico. Tra i vigneti figurano anche vecchi impianti ad alberello, compreso un appezzamento risalente al 1950, conservato tra i vigneti storici del Mandrolisai.
Il Consorzio ha intanto definito i primi impegni del nuovo mandato. Tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre sono previsti due incontri a Milano e Roma, destinati a far conoscere le cantine e le caratteristiche della produzione locale. È inoltre in preparazione un appuntamento nelle Langhe, rivolto agli operatori del settore, mentre sono già iniziate le attività di programmazione per il 2027.
Particolare attenzione continuerà a essere riservata agli incoming, attraverso i quali il Consorzio intende portare professionisti italiani e stranieri direttamente nei luoghi di produzione. Un’attività già avviata nei mesi scorsi con visite ai vigneti, degustazioni e incontri con le aziende, per approfondire aspetti che difficilmente possono essere compresi attraverso il solo assaggio.
Il Mandrolisai, una DOC legata ai vigneti d’altura e al Muristellu
Per comprendere il lavoro del Consorzio bisogna partire dalla denominazione stessa. Il Mandrolisai DOC, riconosciuto nel 1981, prende il nome dalla regione storica situata nella parte centrale della Sardegna, tra rilievi granitici, vallate e piccoli centri nei quali la viticoltura conserva pratiche tramandate da generazioni.
L’area di produzione comprende i territori comunali di Atzara, Desulo, Meana Sardo, Ortueri, Samugheo, Sorgono e Tonara. I vigneti si trovano prevalentemente in collina, spesso oltre i 500 metri di altitudine, con appezzamenti di dimensioni contenute e numerose vecchie piante allevate ad alberello. Alcune superano il secolo di età e testimoniano una continuità agricola che ha contribuito a preservare il paesaggio rurale della zona.
La particolarità della DOC risiede anche nella composizione dei vini, basata su tre vitigni storicamente coltivati insieme. Il disciplinare prevede almeno il 35% di Bovale sardo, chiamato localmente Muristellu, affiancato dal Cannonau e dalla Monica, ciascuno in proporzioni comprese tra il 20 e il 35%. È inoltre ammesso, entro il limite del 10%, l’impiego di altre varietà autorizzate.
Nei vigneti più antichi queste uve possono convivere nello stesso appezzamento, talvolta senza una netta separazione dei filari. Una pratica che precede le moderne specializzazioni varietali e che costituisce uno degli aspetti più riconoscibili della viticoltura del Mandrolisai.
La denominazione comprende Rosso, Rosso Superiore e Rosato, ottenuti da varietà che contribuiscono in modo differente alla struttura e al profilo dei vini. Per il Rosso Superiore è previsto un invecchiamento minimo di due anni, di cui almeno uno in botti di legno.
L’altitudine, i suoli prevalentemente derivati dal disfacimento granitico e le escursioni termiche contribuiscono a differenziare la produzione da quella di altre aree dell’isola. A queste condizioni si aggiunge il patrimonio dei vigneti storici, la cui conservazione richiede lavorazioni spesso manuali e una gestione attenta delle vecchie piante.
Sono caratteristiche sulle quali il Consorzio Vini Mandrolisai intende continuare a investire, lavorando sia sulla conoscenza della denominazione sia sulla presenza dei produttori nei principali appuntamenti del settore.
«Stiamo lavorando tutti insieme con grande attenzione alla qualità del prodotto e con la consapevolezza che il nostro territorio abbia davvero qualcosa anche dal punto di vista storico e paesaggistico. Ci piace, infatti pensare il vino come il prodotto di una storia millenaria integrata in un territorio unico», conclude il presidente Sebastiano Etzo insieme al vicepresidente Antonio Marras.



