A pochi chilometri da Greve in Chianti, in località Pancole, si trova una piccola realtà agricola che ha fatto della biodiversità e del rispetto della terra la sua cifra distintiva. Santa Cristina a Pancole non è soltanto una cantina, ma un’azienda agricola biodinamica che vive in equilibrio tra vigne, uliveti, orti e allevamenti.
L’azienda si estende su circa dieci ettari: 1,5 ettari sono dedicati alla vigna, con vitigni autoctoni come Sangiovese, Canaiolo, Pugnitello, Malvasia e Trebbiano, coltivati con potature manuali, gestione diretta delle piante e vendemmia rigorosamente a mano. Accanto alle vigne ci sono 600 olivi, un ampio orto che garantisce autosufficienza alimentare, galline ovaiole e pecore al pascolo. Ogni elemento contribuisce a creare un ecosistema agricolo che riflette la filosofia aziendale: coltivare in modo naturale e sostenibile, riducendo al minimo gli interventi esterni.
In cantina si lavora con lo stesso approccio artigianale: le fermentazioni sono spontanee, affidate ai lieviti indigeni, senza aggiunta di solfiti o additivi chimici. I vini nascono così come espressione diretta del territorio, con profili organolettici che raccontano l’annata e la natura delle uve senza mediazioni. È un modo di fare vino che privilegia l’autenticità rispetto all’omologazione, e che restituisce al consumatore un prodotto vivo, capace di evolvere.
Santa Cristina a Pancole ha deciso di non aderire alle certificazioni biologiche ufficiali, ma partecipa a reti come Genuino Clandestino e alla Garanzia Partecipata. Si tratta di strumenti che mettono al centro il rapporto diretto tra chi produce e chi consuma, basati sulla fiducia, sulla trasparenza e sulla responsabilità condivisa. È un approccio che va oltre il mercato tradizionale e che si inserisce in un percorso collettivo di tutela del territorio e delle comunità rurali.



