HomeVino e BevandeMonchiero, una storia di vigna e famiglia nelle Langhe del Barolo

Monchiero, una storia di vigna e famiglia nelle Langhe del Barolo

Fondata nel 1954, l’azienda Monchiero nasce nel territorio del Barolo e coincide, fin dall’inizio, con la vicenda di una famiglia che ha scelto di restare legata alla terra e alla vita agricola. Un percorso lungo quasi un secolo, segnato da scelte non sempre facili, ma sostenuto da una conoscenza profonda dei luoghi e da una continuità generazionale che ancora oggi guida il lavoro quotidiano.

La proprietà vitata si estende su dodici ettari complessivi. Nove si trovano tra i comuni di Castiglione Falletto e La Morra: a Castiglione Falletto nasce il Barolo Rocche di Castiglione, etichetta simbolo dell’azienda, mentre a La Morra sono collocati i vigneti del Barolo del Comune di La Morra. I restanti tre ettari si distribuiscono nel comune di Alba, nella frazione di Scaparone, dove prendono forma Nebbiolo d’Alba, Barbera d’Alba, Langhe Arneis e Moscato, oltre ad altre parcelle nel territorio di Treiso.

La varietà dei suoli e delle esposizioni contribuisce a una gamma espressiva ampia e articolata. Nella zona di Scaparone, la presenza delle cave di gesso influenza in modo diretto le caratteristiche dei terreni, mentre nelle aree vocate all’Arneis prevalgono suoli sabbiosi. Le parcelle più ricche di gesso favoriscono una maturazione più precoce delle uve, incidendo sul profilo alcolico dei vini.

Alla guida dell’azienda c’è Vittorio Monchiero, proprietario ed enologo, che segue in prima persona il lavoro tra i filari e in cantina, affiancato dalla nuova generazione rappresentata dai figli Luca e Stefano. Il suo percorso professionale inizia in un’epoca in cui l’enologia si basava soprattutto sull’osservazione diretta del vigneto, sulla capacità di interpretarne i segnali senza il supporto delle tecnologie attuali. Anni di assaggi, confronti e analisi lo hanno portato a sviluppare una sensibilità rara nel cogliere anche le variazioni più sottili di ogni parcella.

Nel tempo, gli strumenti moderni e l’aggiornamento costante hanno ampliato le sue competenze, senza mai allontanarlo dal rapporto quotidiano con la terra, che resta il punto di riferimento del suo lavoro. Accanto a lui, la famiglia è parte integrante dell’azienda: oltre ai figli, anche la moglie Daniela, figura centrale nella gestione, contribuisce a custodire e trasmettere una memoria agricola profondamente radicata nel Piemonte vitivinicolo.

Sul fronte agricolo, l’azienda adotta pratiche attente e misurate. Una stazione meteorologica consente il monitoraggio delle piogge, mentre la difesa fitosanitaria si basa sulla lotta integrata, con interventi limitati ai soli casi necessari. Non vengono utilizzati diserbanti: le erbe spontanee sono controllate con macchine automatiche impiegate nella viticoltura di precisione. Ogni vigneto è seguito singolarmente, con tecniche colturali calibrate sulle sue specifiche esigenze.

La vendemmia è interamente manuale e coinvolge tutta la famiglia, con una selezione rigorosa dei grappoli. La Barbera rappresenta un esempio significativo dell’evoluzione stilistica aziendale: nel tempo ha affinato il proprio profilo, attenuando le asperità grazie a scelte agronomiche e di cantina mirate. I nuovi impianti sono stati collocati valutando attentamente suolo ed esposizione, mentre il diradamento ha permesso di raggiungere un equilibrio preciso tra struttura alcolica e freschezza.

In cantina il lavoro richiede attenzione costante e pazienza. Barolo e Barbera maturano in grandi botti di rovere di Slavonia, seguendo percorsi distinti ma accomunati da un elemento essenziale: il tempo. Per Vittorio Monchiero l’attesa è una componente irrinunciabile del processo, necessaria perché il vino trovi una propria armonia.

Prolungare l’affinamento significa permettere al vino di esprimere al meglio le sue qualità organolettiche, dando vita a profili complessi, equilibrati e capaci di accompagnare la degustazione con naturalezza e profondità. Un risultato che nasce dall’esperienza, dall’ascolto del vigneto e da una visione che continua a guardare avanti senza perdere il legame con le proprie radici.

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