Alle OGR di Torino, la decima edizione di Grandi Langhe e il Piemonte del Vino 2026 ha superato le 6.500 presenze tra operatori, buyer e stampa specializzata, confermandosi come piattaforma di riferimento per il comparto vitivinicolo piemontese. In questo contesto abbiamo incontrato Luca della Cantina Mario Costa, realtà del Roero con sede a Canale.
L’azienda nasce nel 1952 per iniziativa di Giuseppe Costa e della moglie Giuseppina Pelassa. Oggi il testimone è passato alla famiglia, con Luca impegnato nella gestione e nella continuità del percorso avviato oltre settant’anni fa. I vigneti si estendono tra Canale e Montà, su suoli sabbiosi che caratterizzano in modo netto il profilo delle uve e contribuiscono a definire lo stile dei vini.
La struttura resta a dimensione familiare e ogni fase produttiva, dalla coltivazione alla vinificazione fino all’affinamento, è seguita internamente. Nel tempo l’azienda ha investito negli spazi dedicati alla cantina e all’accoglienza, consolidando un’impostazione orientata alla valorizzazione delle denominazioni del territorio, senza espansioni fuori area.
La produzione comprende Roero Arneis DOCG, Roero DOCG e Roero Riserva, accanto a interpretazioni di Barbera e ad altre etichette legate alle varietà coltivate in azienda. L’Arneis rappresenta un asse portante per i bianchi, mentre il Nebbiolo del Roero viene proposto sia in versioni più immediate sia in affinamenti più lunghi. Ne emerge una gamma che alterna freschezza e struttura, mantenendo come riferimento costante l’identità dei suoli e delle vigne.
A Grandi Langhe 2026, il confronto con Luca ha permesso di approfondire il lavoro di una cantina radicata nel Roero da più generazioni, con una produzione che attraversa le principali denominazioni dell’area e restituisce una lettura coerente di varietà, territorio e scelte produttive.



