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Abbazia di Novacella, viaggio d’estate tra giardini barocchi, arte e vigneti della Valle Isarco

Alle porte di Bressanone c’è un luogo dove da quasi nove secoli fede, arte, studio, agricoltura e paesaggio convivono in un equilibrio raro. È l’Abbazia di Novacella, uno dei complessi monastici più importanti dell’Alto Adige, che con l’arrivo dell’estate riapre al pubblico il suo storico Giardino Abbaziale e amplia il programma delle visite dedicate a chi desidera conoscere da vicino la sua storia, il museo, i vigneti e la cantina.

Fondata nel XII secolo, l’Abbazia di Novacella non è soltanto un monastero. È un luogo abitato dalla memoria, attraversato nei secoli da canonici agostiniani, studenti, pellegrini, artisti, viticoltori e viaggiatori. Ancora oggi conserva una forte identità culturale e spirituale, ma anche un legame concreto con la terra che la circonda. I filari della Valle Isarco, i giardini racchiusi dalle mura e le sale del complesso abbaziale raccontano una storia lunga 900 anni, fatta di preghiera, sapere, lavoro e cura del paesaggio.

Tra maggio e settembre, uno degli spazi più attesi torna ad aprirsi ai visitatori: il Giardino Abbaziale, considerato uno degli esempi più rilevanti di giardino barocco del Tirolo. Restaurato nel 2004 seguendo fedelmente la sua configurazione storica, conserva ancora l’idea di ordine, misura e armonia propria del paesaggio barocco.

Racchiuso all’interno delle mura del monastero, il giardino si sviluppa in tre aree distinte. C’è il giardino degli alberi, con il suo padiglione; c’è l’orto, dove crescono circa 75 specie di erbe officinali e aromatiche; e c’è il giardino ornamentale, con fontane, voliera e lo storico laghetto dei pesci. Spazi diversi, ma legati da una stessa funzione: nutrire la comunità e offrire un luogo di raccoglimento.

Passeggiando tra i ginkgo e una sequoia secolare, si comprende come il giardino non sia mai stato un semplice elemento decorativo. Per secoli ha rappresentato un punto di equilibrio tra utilità e contemplazione, tra lavoro quotidiano e ricerca di quiete. È in questo dialogo silenzioso che risuonano le parole di Sant’Agostino: “Nutre la mente solo ciò che la rallegra”.

La visita al giardino si inserisce in un percorso più ampio, pensato per far conoscere le molte anime dell’Abbazia di Novacella. Il museo accompagna i visitatori attraverso quasi nove secoli di arte, architettura e spiritualità, restituendo la ricchezza di un complesso che ha avuto un ruolo centrale nella storia culturale del territorio.

La chiesa abbaziale, tra gli esempi più significativi del tardo barocco nell’area tedesca meridionale, racconta la forza espressiva dell’arte sacra. Il chiostro gotico, con i suoi affreschi, apre invece una finestra sul Medioevo e sulla vita comunitaria del monastero. La biblioteca rococò, con quasi 100.000 volumi, è uno degli ambienti più affascinanti del percorso: un luogo in cui la conoscenza diventa architettura, ordine visivo, memoria custodita.

Il museo conserva anche manoscritti miniati, altari tardogotici legati alla scuola di Michael Pacher, opere barocche, strumenti scientifici e collezioni che documentano il ruolo dell’abbazia come centro intellettuale della Valle Isarco. Ogni sala aggiunge un tassello a una storia che non appartiene soltanto al passato, ma continua a dialogare con il presente.

Accanto all’arte e alla spiritualità, c’è poi il vino. I vigneti che circondano il monastero sono parte integrante dell’identità di Novacella e raccontano una cultura vitivinicola secolare ancora pienamente viva. Le visite guidate tra i filari permettono di conoscere la storia della viticoltura abbaziale, le pratiche agronomiche adottate oggi e la filosofia produttiva di una delle aziende vinicole più antiche ancora in attività.

Il percorso nei vigneti si conclude con una degustazione guidata di quattro vini rappresentativi della Cantina dell’Abbazia. È un passaggio fondamentale per comprendere il rapporto profondo tra monastero e territorio: qui il vino non è soltanto prodotto agricolo, ma racconto del paesaggio, dell’altitudine, del clima e di un sapere tramandato nel tempo.

Per chi desidera una visita più approfondita, la Visita Guidata Deluxe propone un itinerario di tre ore che unisce arte, cultura ed enogastronomia. Oltre al monastero e al museo, il percorso consente di accedere ad ambienti normalmente non aperti al pubblico, tra cui la Galleria dei ritratti. La conclusione è affidata a una degustazione di otto etichette della storica cantina abbaziale, accompagnate dai formaggi a latte crudo selezionati dall’affinatore Hansi Baumgartner.

È un’esperienza pensata per chi vuole leggere l’Abbazia di Novacella nella sua interezza: non solo come monumento, non solo come luogo religioso, non solo come cantina, ma come organismo vivo, in cui ogni elemento contribuisce a raccontare il rapporto tra comunità, cultura e paesaggio.

Dal silenzio del Giardino Abbaziale ai tesori custoditi nel museo, dai vigneti che modellano il territorio alla cantina che ne interpreta l’identità, Novacella si presenta come una destinazione capace di tenere insieme memoria, spiritualità e cultura del vino. Un viaggio lento, da vivere attraverso stanze, filari, profumi e racconti che restituiscono la profondità di uno dei luoghi più rappresentativi dell’Alto Adige.

Il Museo dell’Abbazia è aperto dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 17. Il Giardino Abbaziale è visitabile da maggio a settembre negli orari di apertura del museo.

Le visite guidate all’Abbazia di Novacella sono disponibili su prenotazione dal lunedì al venerdì alle 11 e alle 14.30, e il sabato alle 11. Le visite ai vigneti con degustazione si svolgono, sempre su prenotazione, dal lunedì al venerdì alle 16 e il sabato alle 14.30. La Visita Guidata Deluxe è disponibile su richiesta.

L’Abbazia di Novacella si trova in Via Abbazia 1, a Varna, in provincia di Bolzano.

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