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Augusta è fiera del vino, cento produttori e un mese di incontri prima del Bunker, 8-9 novembre 2026

Augusta torna a Torino l’8 e il 9 novembre 2026 per la quarta edizione della fiera dedicata al vino naturale. Al Bunker sono attesi circa cento produttori e produttrici, affiancati da agricoltori e artigiani impegnati nella coltivazione, nell’allevamento e nella trasformazione delle materie prime secondo pratiche attente al lavoro, alla terra e all’ambiente.

La fiera, però, quest’anno comincia molto prima dell’apertura dei banchi. Tra ottobre e novembre Augusta porta infatti in città degustazioni, incontri, presentazioni di libri e confronti sul modo in cui produciamo, scegliamo e comunichiamo vino e cibo. Due i programmi che precedono e accompagnano l’appuntamento del Bunker: “Il sapore vero delle cose non esiste“, ospitato nelle Case del Quartiere, e “Augusta pensa il vino”, che dal 6 al 9 novembre coinvolgerà autori, vignaioli e studiosi.

L’idea, spiega Piero Crocenzi, ideatore e curatore della manifestazione, è allargare il lavoro della fiera oltre i due giorni dedicati agli assaggi: “Per la prossima edizione di Augusta abbiamo pensato a momenti di avvicinamento alla fiera dedicati sia a chi ama già il vino naturale, sia a chi vuole conoscerlo meglio anche attraverso l’assaggio di prodotti ad esso affini. Augusta arriva nelle Case del Quartiere, luoghi di incontro e cittadinanza attiva, per riflettere sulla produzione e sul consumo consapevole di cibo e vino. Inoltre, per estendere il progetto culturale della fiera, organizzeremo prima e durante l’evento, presentazioni di libri e dibattiti con ospiti italiani e internazionali di grande autorevolezza.“

Prima del vino: birra, formaggio, caffè e cacao

Il primo capitolo è “Il sapore vero delle cose non esiste“, tre appuntamenti in programma il 1°, 15 e 23 ottobre alle 19 nelle Case del Quartiere di Torino.

Il titolo parte da una domanda semplice: quanto del gusto che attribuiamo a un alimento deriva davvero dal prodotto e quanto, invece, dalle abitudini costruite negli anni dall’industria, dalla distribuzione e dal consumo quotidiano?

Si comincia giovedì 1° ottobre a Più SpazioQuattro, in piazza Paravia, con birra e formaggio. In degustazione ci saranno la birra di Cantina Errante e i formaggi di La Servaja, messi a confronto con sapori più familiari per ragionare sulle differenze tra lavorazioni artigianali e industriali.

Giovedì 15 ottobre il programma si sposta alla Casa del Quartiere di San Salvario, in via Oddino Morgari 14, con Santaromero e Cacao Disidente. Protagonisti saranno caffè e cacao, due materie prime che arrivano da lontano e attraversano molte trasformazioni prima di diventare espresso o cioccolato. L’assaggio servirà a risalire alle origini, alle lavorazioni e alle caratteristiche che spesso si perdono nei prodotti standardizzati.

Il 23 ottobre, sempre a San Salvario, si arriva infine al vino con Martina Panarese di Cascina Barban ed Erica Perrino di Testalonga. Due produttrici per affrontare il significato che oggi assume parlare di naturalità, dal lavoro in vigna alle scelte di cantina, fino alle implicazioni sociali e ambientali della produzione.

Le degustazioni costano 7 euro, ridotti a 3 per studenti e studentesse.

Augusta pensa il vino

A novembre la riflessione entra più direttamente nel settore vitivinicolo con “Augusta pensa il vino“, quattro incontri tra Pollenzo, Torino e il Bunker.

Venerdì 6 novembre, alle 11.30, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ospita Valentin Morel per la presentazione di Another Wine, edizione inglese del suo Un Autre Vin, in uscita nel 2026 per TTC Editions. Con lui ci sarà Aaron Ayscough, traduttore del volume, mentre l’incontro sarà moderato da Eugenio Signoroni e si terrà in inglese.

Il libro nasce dall’esperienza personale dello stesso Morel, che nel 2014 lasciò il lavoro nella pubblica amministrazione per tornare ai vigneti della famiglia. Mosche, oidio, inverni rigidi, estati sempre più calde e gli effetti del cambiamento climatico diventano il punto di partenza per parlare di agricoltura biologica, vitigni ibridi, lavoro manuale e responsabilità del vignaiolo.

Il giorno successivo, sabato 7 novembre alle 18, la Libreria Luxemburg di Torino ospiterà Rachel Signer, giornalista e vignaiola americana, autrice di Bere il vino naturale, pubblicato da Slow Food Editore nel 2026. Con Piero Crocenzi e uno dei produttori presenti nel libro, Signer affronterà i principi del vino naturale e le forme che questo mondo ha assunto negli ultimi anni: dagli orange wine ai pét-nat, fino alla rete di produttori, fiere ed enoteche cresciuta soprattutto tra Italia e Francia. A moderare sarà Carlo Bogliotti, amministratore delegato di Slow Food Editore.

Al Bunker con Alice Feiring, Nicola Perullo e i vignaioli

Domenica 8 novembre, primo giorno della fiera, il programma culturale entra direttamente al Bunker. Alle 12 è previsto “Il vino secondo Augusta“, incontro con Nicola Perullo, rettore e presidente dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, e Alice Feiring, giornalista e scrittrice newyorkese tra le voci internazionali più conosciute sul vino naturale. Con loro ci saranno due produttori: Elena Pantaleoni de La Stoppa, in Emilia-Romagna, e Franz Strohmeier, vignaiolo della Stiria austriaca. La discussione partirà dal vino per arrivare al lavoro agricolo, al cambiamento climatico e alle scelte che riguardano il modo di coltivare e produrre.

Lunedì 9 novembre, sempre alle 12, “Fuori di vino“ sposterà invece l’attenzione sul mercato agricolo e sugli artigiani presenti ad Augusta. Parteciperanno Francesco d’Alessandro di Sgranocchia Forno Contemporaneo, Lorenzo de Laugier dell’Azienda Agricola Miele San Lorenzo e Maria Stella Carbone di Semi di Tuscia, con Eugenio Signoroni alla moderazione. Pane, miele, sementi e agricoltura diventano così parte dello stesso discorso affrontato dalla fiera sul vino: come produrre oggi tenendo insieme sostenibilità economica, lavoro e impatto ambientale.

Cento produttori al Bunker

Il centro di Augusta resta comunque la fiera dell’8 e 9 novembre. Circa cento vignaioli e vignaiole porteranno al Bunker le proprie bottiglie, accanto ad agricoltori e artigiani del cibo.

Il pubblico potrà incontrare direttamente chi produce e assaggiare vini provenienti da territori e pratiche molto differenti. L’impostazione della manifestazione non separa il prodotto dalle persone che lo realizzano: il banco diventa anche il luogo in cui chiedere come si lavora una vigna, quali scelte vengono compiute in cantina e come stanno cambiando le condizioni agricole.

Questa attenzione spiega anche la presenza di produttori non strettamente vitivinicoli. Augusta mette insieme vino e cibo partendo dal lavoro agricolo e dalla trasformazione delle materie prime, evitando di considerare il naturale come una semplice categoria commerciale.

All’interno della fiera sarà presente anche uno spazio dedicato all’editoria indipendente e alle riviste di settore. Accanto al media partner Cook_inc. torneranno L’Integrale e Pipette Magazine, insieme a Bromio e Verticale, con la collaborazione della Libreria Luxemburg di Torino e di Edicola 518 di Perugia.

La quarta edizione di Augusta, organizzata da E23, arriva così al Bunker dopo più di un mese di appuntamenti. Prima gli assaggi nelle Case del Quartiere, poi libri e incontri con chi il vino lo produce, lo studia e lo racconta; infine i banchi dell’8 e 9 novembre, dove quelle discussioni torneranno alle bottiglie e alle persone che stanno dietro a ciascuna etichetta.

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