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50 Best Discovery 2026: 650 nuovi ristoranti, bar, hotel e vigneti

Da Piazzetta Milù a Castellammare di Stabia fino ai lodge delle Galápagos, passando per le cantine della Toscana, i bar del Giappone e i resort nel deserto saudita: nel 2026 la mappa internazionale di 50 Best Discovery si allarga con più di 650 nuovi indirizzi dedicati alla ristorazione, all’ospitalità e al vino.

L’aggiornamento porta per la prima volta sulla piattaforma oltre 75 città e località, ampliando una selezione che oggi comprende più di 3.500 strutture distribuite in oltre 800 destinazioni nel mondo. Tra i nuovi ingressi figurano più di 210 ristoranti, 110 bar e 130 hotel. A questi si aggiungono oltre 190 vigneti, introdotti come nuova categoria della guida digitale.

L’ingresso delle aziende vitivinicole estende il raggio d’azione di 50 Best Discovery, fino a oggi concentrato soprattutto su ristoranti, cocktail bar e strutture alberghiere. Tra le tenute inserite compaiono nomi di primo piano come Antinori nel Chianti Classico in Toscana, Moët & Chandon nella regione francese della Champagne e Catena Zapata a Mendoza, in Argentina.

La piattaforma si propone come strumento di orientamento per viaggiatori, appassionati di cucina e frequentatori del mondo della mixology. Non è una classifica autonoma, ma un’estensione delle graduatorie annuali curate da 50 Best per ristoranti, bar, hotel e, da quest’anno, vigneti.

A determinare gli ingressi sono i voti espressi da oltre 3.000 componenti delle Academy internazionali, formate da esperti dei rispettivi territori. I giurati non votano direttamente per l’inserimento in 50 Best Discovery, ma indicano le esperienze che considerano migliori nei diversi ambiti. I risultati contribuiscono a formare sia le classifiche globali e regionali sia il più ampio archivio della piattaforma.

La selezione nasce quindi dalla somma delle valutazioni di professionisti e conoscitori delle scene gastronomiche, alberghiere, enologiche e dei bar internazionali. Un sistema che consente alla guida di includere non soltanto le insegne più conosciute, ma anche progetti nati lontano dalle rotte maggiormente frequentate.

Dalle nuove destinazioni ai grandi nomi del vino

L’edizione 2026 segna il debutto sulla piattaforma di Paesi come Armenia, Kirghizistan e Giamaica, confermando la crescente attenzione verso aree finora meno rappresentate nei circuiti internazionali dell’ospitalità.

Negli Stati Uniti entrano nuove città, tra cui Ojai, in California, con Ojai Valley Inn; Omaha, in Nebraska, con il ristorante Yoshitomo; e Webster Groves, in Missouri, con Balkan Treat Box.

Si amplia in modo significativo anche la presenza del Giappone, che supera i confini delle grandi metropoli per raggiungere località meno note al pubblico internazionale. Tra le nuove strutture figurano Rosewood Miyakojima, nella prefettura di Okinawa, il bar Tie&Loose a Miyazaki e Mimosa Pudica a Kobe.

La guida guarda inoltre alle destinazioni remote e ai soggiorni costruiti attorno al rapporto con il paesaggio. Entrano così Pikaia Lodge nelle Galápagos, The Singular Patagonia a Puerto Natales, Desert Rock Resort a Umluj, in Arabia Saudita, e Londolozi nella riserva di Sabi Sands, in Sudafrica.

Anche il Messico rafforza la propria presenza. Tra le nuove località compare Punta Mita, rappresentata dal ristorante Rubra e dagli hotel Four Seasons Resort Tamarindo Naviva e Susurros del Corazón. A Città del Messico entra invece il bar Less Is More.

In Medio Oriente e Nord Africa la selezione continua a estendersi attraverso progetti che riuniscono ristorazione, accoglienza e vita notturna. Tra i nuovi nomi ci sono il ristorante Majora ad Amman, in Giordania, e El Fenn a Marrakech, presente nelle categorie hotel, ristorante e bar.

L’America Latina mostra una geografia sempre più articolata. Cali, in Colombia, debutta con il ristorante Domingo; Valencia, in Venezuela, con Dining Room; e San Vicente, in Cile, con Iche. In Brasile entra inoltre Botanique Hotel Experience, situato a Campos do Jordão.

L’aggiornamento raggiunge anche le coste e le aree più isolate dell’Oceania. Tra gli ingressi figurano Qualia nelle isole Whitsunday, Raes on Wategos a Byron Bay e Flockhill Lodge nella regione neozelandese di Canterbury. A Balmoral Beach, nei pressi di Sydney, si aggiunge il ristorante Bathers’ Pavilion.

L’Italia amplia la sua presenza nella guida

Nel nuovo aggiornamento trova spazio anche una rappresentanza italiana più ampia, distribuita tra ristoranti e cocktail bar al di fuori dei percorsi più prevedibili.

Tra i ristoranti entra Piazzetta Milù a Castellammare di Stabia, in Campania, mentre il mondo della miscelazione è rappresentato da Cinquanta – Spirito Italiano a Pagani e da Jeffer a Pisa.

L’ampliamento si accompagna all’arrivo dei vigneti, categoria nella quale l’Italia è rappresentata da Antinori nel Chianti Classico. La cantina toscana si inserisce in una selezione internazionale che comprende alcune delle realtà vitivinicole più riconoscibili, offrendo ai viaggiatori un ulteriore criterio per progettare itinerari legati al gusto e ai territori di produzione.

La presenza europea resta consistente anche al di fuori dell’Italia. Nei Paesi nordici entra Ræst, ristorante delle Isole Faroe noto per il lavoro sulla cucina locale e sulle tecniche di fermentazione. In Francia si aggiunge Arborescence a Croix, mentre la Spagna accoglie OSA a Madrid e Mont Bar a Barcellona.

La nuova mappa non punta dunque soltanto sulle capitali o sulle destinazioni consolidate. Accanto alle grandi città trovano posto centri minori, isole, zone rurali, località costiere e strutture difficili da raggiungere. È una lettura dell’ospitalità internazionale che segue la crescita di territori emergenti e la ricerca di esperienze sempre più legate all’identità dei luoghi.

Una guida che cambia insieme all’ospitalità

50 Best Discovery viene aggiornata ogni anno sulla base dei risultati più recenti delle votazioni espresse dalle Academy globali. L’ingresso nella piattaforma non è permanente: alcune strutture possono essere rimosse in seguito alla chiusura, a cambiamenti sostanziali nel progetto o alla perdita dei requisiti richiesti.

Per questa ragione il numero complessivo degli indirizzi può variare da un’edizione all’altra. Il sistema permette alla guida di seguire le trasformazioni del settore, registrando nuove aperture, evoluzioni dei format e spostamenti dell’interesse internazionale verso destinazioni ancora poco esplorate.

Con oltre 650 nuovi ingressi e l’apertura al mondo dei vigneti, l’aggiornamento 2026 restituisce una geografia dell’ospitalità più estesa e meno prevedibile. Una mappa che affianca alle insegne delle grandi capitali ristoranti di provincia, bar lontani dai circuiti più noti, hotel nella natura e aziende vinicole capaci di trasformare la visita in una parte essenziale del viaggio.

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