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DoloViniMiti 2026, vini d’alta quota, muretti a secco e trekking nelle Valli di Cembra e Fiemme dall’1 al 4 ottobre

Dall’1 al 4 ottobre 2026 le Valli di Cembra e Fiemme, nel Trentino orientale, tornano a raccontare la montagna attraverso il vino con la quarta edizione di DoloViniMiti, il festival dedicato alle produzioni d’alta quota e ai paesaggi che ne determinano carattere e identità.

Degustazioni, spettacoli, cammini tra i vigneti, soste gourmet nei baiti e incontri di approfondimento compongono un programma che mette al centro la Val di Cembra, aprendosi anche alla vicina Val di Fiemme e al confronto con altre aree vitivinicole italiane accomunate da condizioni estreme di coltivazione.

Organizzato dall’Associazione Turistica Val di Cembra con il supporto di ApT Fiemme Cembra, il festival arriva nel momento in cui l’estate lascia spazio ai primi colori autunnali e il paesaggio cambia volto. È proprio il territorio, prima ancora del calendario degli appuntamenti, a spiegare il significato della manifestazione: pendii ripidi, vigneti terrazzati, piccoli paesi e una viticoltura costruita nei secoli metro dopo metro.

Dopo aver dedicato le precedenti edizioni al tema della viticoltura eroica, nel 2026 DoloViniMiti concentra l’attenzione sui muretti a secco, elemento decisivo nella storia agricola della valle e tecnica costruttiva riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale.

Il tema sarà al centro del convegno inaugurale, che metterà a confronto territori molto diversi tra loro, dalla Val di Cembra all’Etna, dal Chianti alla Costa d’Amalfi. A unirli è un paesaggio modellato dal lavoro dell’uomo e la scelta di proteggerlo attraverso percorsi di riconoscimento e salvaguardia, dai sistemi Giahs della FAO ai Pris, i Paesaggi Rurali di Interesse Storico, fino ai programmi Unesco. I vini provenienti da queste aree saranno poi protagonisti, nella giornata successiva, di una degustazione dedicata.

In Val di Cembra i muri costruiti pietra su pietra senza malta raggiungono complessivamente circa 700 chilometri: una lunghezza paragonabile alla distanza tra Roma e Vienna. Sostengono circa 700 ettari di vigneti terrazzati, spesso ricavati su pendii che arrivano al 40 per cento di pendenza.

È qui che crescono Müller Thurgau, Chardonnay, Pinot Nero, Riesling, Kerner e Schiava, quest’ultima legata da tempo alla storia viticola della valle. Sono proprio le caratteristiche di questi terreni a spiegare la definizione di “vini verticali” scelta dal festival: verticale è innanzitutto la geografia, fatta di appezzamenti ripidi e dislivelli, ma lo è anche il profilo dei vini, segnato dall’acidità delle uve, dalla longevità e dalla componente sapida favorita dai suoli prevalentemente porfirici.

Il racconto della valle non passa però soltanto dalla vite. C’è anche la grappa, distillato profondamente legato alla storia economica e sociale di queste montagne. A lei è dedicato “Spiriti in scena“, cena-spettacolo organizzata all’interno di una distilleria in collaborazione con l’Istituto Tutela Grappa del Trentino.

Tra una portata e l’altra, gli interventi teatrali ripercorreranno con ironia storie, personaggi e vicende legate al mondo della distillazione, compreso il contrabbando che nel secondo dopoguerra rappresentò per molte famiglie della zona una risorsa necessaria alla sopravvivenza. Una pagina della storia locale che il festival recupera senza trasformarla in semplice folklore.

Il teatro arriverà anche nelle strade di Faver, dove la compagnia Miscele d’Aria accompagnerà il pubblico in uno spettacolo itinerante tra viuzze, piazze e porticati. Il percorso, calice alla mano, permetterà di osservare anche murales e affreschi che dal 2024 stanno modificando l’aspetto del piccolo centro, costruendo un dialogo tra arte contemporanea e architettura rurale.

Tra gli appuntamenti centrali torna il Wine Trekking Gourmet, una camminata di cinque chilometri scandita da soste gastronomiche nei baiti della Val di Cembra. Le proposte degli chef locali saranno coordinate dallo stellato Alessandro Gilmozzi, mentre i vini della valle verranno presentati dai sommelier AIS.

La tavola diventa così parte del percorso, senza separarsi dal paesaggio in cui nascono le materie prime e le bottiglie servite durante il cammino. I baiti, costruzioni che appartengono alla vita agricola e pastorale della zona, diventano punti di sosta lungo un itinerario pensato per leggere la montagna attraverso sapori, vigneti e lavoro umano.

Il programma si sposta anche in Val di Fiemme con il tradizionale Trekking Dolomitico, una passeggiata accompagnata da una degustazione di formaggi locali e vini della Val di Cembra. Un percorso che porta il pubblico più vicino alle Dolomiti, quando le giornate iniziano ad accorciarsi e l’aria di ottobre cambia colori e profumi dei boschi.

Accanto al vino e alla gastronomia trova spazio anche l’anima sportiva di queste valli. Sono previste esperienze in e-bike e attività dedicate al curling, disciplina che insieme al ciclismo richiama una storia locale segnata da campioni, maglie rosa e medaglie olimpiche.

È questa pluralità a definire DoloViniMiti 2026: non soltanto una rassegna enologica, ma un modo per leggere la Val di Cembra partendo dalle sue pendenze, dalle pietre che sostengono i vigneti, dai distillati, dai prodotti di montagna e dalle persone che continuano a lavorare un territorio difficile senza cancellarne il carattere.

Le informazioni sul programma e sulle modalità di partecipazione sono disponibili sui canali di Visit Trentino.

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