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Derthona Due.Zero 2026, il Timorasso consolida la crescita tra nuove annate, export e tutela della denominazione

A Tortona il Timorasso conferma una fase di forte crescita e prepara un nuovo passaggio nella propria evoluzione. La sesta edizione di Derthona Due.Zero, andata in scena dal 28 al 30 marzo 2026 negli spazi del Museo Orsi, ha riunito oltre cinquanta produttori attorno alle nuove annate del vino simbolo dei Colli Tortonesi, mentre il Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi lavora al rafforzamento della denominazione attraverso il possibile blocco dei nuovi impianti e l’introduzione della futura sottozona Derthona.

Per tre giorni operatori del settore e appassionati hanno potuto degustare in anteprima i Derthona Timorasso 2024 e le Riserve 2023, due vendemmie molto diverse tra loro per andamento climatico e profilo stilistico. L’anteprima ha offerto così una fotografia aggiornata di un territorio che negli ultimi anni ha visto crescere superfici, produzione e presenza sui mercati esteri.

È stata un’edizione ricca di spunti, che conferma questo appuntamento come imprescindibile per fare il punto sul vino portabandiera del nostro territorio e di un’intera comunità di produttori” afferma Gian Paolo Repetto, presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi. “Siamo una denominazione coesa, che oggi raggruppa 117 soci, e in ascesa, come dimostra il crescente successo sui mercati, con il 50% della produzione ormai destinato all’export, con Stati Uniti, Canada e i paesi del Nord Europa come bacini consolidati, e Corea del Sud, Australia e Giappone, tra quelli in cui la domanda è in crescita

Il dato sull’export restituisce la dimensione raggiunta oggi dal Derthona Timorasso. La metà della produzione prende ormai la strada dei mercati internazionali, con Stati Uniti, Canada e Nord Europa tra le destinazioni più consolidate. A questi si aggiungono Corea del Sud, Australia e Giappone, Paesi nei quali il Consorzio registra una domanda in aumento.

Anche i numeri produttivi mostrano con chiarezza il percorso compiuto. Nel 2025 la superficie vitata dedicata al Timorasso ha superato i 500 ettari, mentre la produzione ha raggiunto circa 1,7 milioni di bottiglie. Un volume quasi doppio rispetto al 2024, annata penalizzata dalla peronospora, e comunque superiore alla media storica, che si collocava intorno al milione di bottiglie.

La crescita non viene letta dal Consorzio come un punto di arrivo, ma come una fase da accompagnare con strumenti capaci di mantenere saldo il rapporto tra il vino e il territorio che ne ha costruito la reputazione. Da qui nasce il lavoro su due fronti: la proposta di blocco dei nuovi impianti e il percorso verso l’introduzione della sottozona Derthona.

C’è grande interesse attorno al Derthona Timorasso e il nostro obiettivo è tutelarne la crescita, senza mai derogare a qualità e tipicità. Per questo – prosegue Repetto siamo orientanti a varare la proposta di blocco di nuovi impianti e a portare a termine l’introduzione della sottozona Derthona con la modifica dell’attuale disciplinare di produzione (attualmente in fase d’esame presso il Comitato Nazionale Vini Dop e Igp del MASAF), con l’obiettivo di preservare e rafforzare ulteriormente l’identità del vino ottenuto da uve Timorasso”.

La direzione indicata da Repetto è dunque quella di una crescita più definita sul piano produttivo e normativo. Il possibile blocco dei nuovi impianti mira a evitare un’espansione troppo rapida delle superfici, mentre la sottozona Derthona consentirebbe di attribuire maggiore forza al legame tra il nome ormai conosciuto dal mercato e l’area dei Colli Tortonesi.

Il tema non riguarda soltanto la dimensione produttiva. Negli ultimi anni il Timorasso è passato dall’essere un vitigno conosciuto soprattutto da appassionati e addetti ai lavori a occupare uno spazio sempre più rilevante nella ristorazione, nelle enoteche e sui mercati internazionali. Parallelamente, il nome Derthona ha acquisito una riconoscibilità sempre maggiore, fino a diventare uno dei riferimenti più immediati per identificare il bianco ottenuto da uve Timorasso sulle colline tortonesi.

L’obiettivo del Consorzio è ora consolidare questo percorso senza disperdere le caratteristiche che hanno reso il vino riconoscibile: provenienza, capacità di evoluzione, struttura e rapporto con un’area geograficamente precisa.

Due annate, due letture del Timorasso

Nel bicchiere, l’edizione 2026 di Derthona Due.Zero ha permesso di confrontare due vendemmie segnate da condizioni meteorologiche molto diverse.

Il 2024 è stato un millesimo complesso sui Colli Tortonesi. Le precipitazioni abbondanti, superiori alle medie stagionali, insieme a un livello elevato di umidità, hanno richiesto una gestione molto attenta del vigneto e interventi puntuali durante l’intero ciclo vegetativo.

Queste condizioni si ritrovano nel carattere dei vini presentati a Tortona. I Derthona Timorasso 2024 mostrano in media un profilo più fresco e verticale, con una trama gustativa tesa e un’espressione olfattiva fine. L’annata restituisce vini meno orientati sulla potenza e maggiormente giocati sulla precisione e sull’equilibrio.

La 2023 racconta invece un’altra stagione. Dopo le piogge primaverili, l’estate si è presentata più calda e soleggiata, con un andamento complessivamente più regolare. Nelle Riserve, queste condizioni hanno prodotto vini più ricchi e strutturati, con maggiore omogeneità e una profondità che lascia intravedere buone prospettive di evoluzione nel tempo.

Il confronto tra i due millesimi restituisce bene una delle caratteristiche che negli anni hanno contribuito alla reputazione del Timorasso: la capacità di reagire alle differenze climatiche mantenendo una fisionomia riconoscibile.

La 2024 mette in primo piano freschezza, tensione e slancio; la 2023 offre maggiore ampiezza, struttura e complessità. Due espressioni differenti dello stesso vitigno, entrambe utili a leggere l’evoluzione del territorio e il lavoro dei produttori.

È proprio sul tema del tempo che il Timorasso continua a distinguersi nel panorama dei bianchi piemontesi. La struttura e l’acidità del vitigno gli consentono di affrontare affinamenti prolungati e di sviluppare nel corso degli anni profili sempre più articolati. Per questo il confronto tra Annata e Riserva non rappresenta soltanto una distinzione commerciale, ma consente di osservare da vicino il comportamento del vino durante l’evoluzione.

L’anteprima di Tortona ha mostrato quindi una denominazione che comincia a raccontarsi non più soltanto attraverso il vitigno, ma anche attraverso le differenze tra annate, vigneti e zone di produzione.

Dal vino alle altre produzioni dei Colli Tortonesi

Derthona Due.Zero rientra anche nel progetto di cooperazione L’Isola dei Bianchi del Piemonte: la sua filiera, nato per sviluppare un modello di filiera corta multiprodotto capace di riunire alcune delle produzioni più rappresentative dei Colli Tortonesi.

Il vino resta il riferimento principale, ma il progetto guarda a un sistema territoriale più ampio. Accanto al Derthona Timorasso trovano spazio i salumi e il Salame Nobile del Giarolo, l’Ortolana Derthona, le conserve di verdure, i formaggi, il Montebore, le pesche di Volpedo con marmellate e confetture, le fragole e le ciliegie di Garbagna.

L’intento è quello di costruire un paniere riconoscibile che permetta alle diverse produzioni di presentarsi insieme, rafforzando la percezione dei Colli Tortonesi come area agricola e gastronomica con caratteristiche proprie.

La notorietà raggiunta dal Timorasso può in questo senso svolgere un ruolo di traino. La crescita del vino ha infatti aumentato l’attenzione verso il territorio da cui proviene, creando uno spazio utile anche per prodotti che, pur avendo una forte identità locale, dispongono di una visibilità più limitata al di fuori del Piemonte.

La sesta edizione di Derthona Due.Zero restituisce così l’immagine di una denominazione che sta entrando in una fase più matura. Crescono le bottiglie, aumentano gli ettari e l’export ha ormai raggiunto il 50% della produzione, ma insieme ai numeri cresce anche la volontà di definire con maggiore precisione le regole del futuro.

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