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Il Nizza È a Nizza Monferrato, più di 120 Nizza DOCG incontrano 17 vini del Collio, 3-5 ottobre 2026

Dal Monferrato al Collio, due territori vitivinicoli lontani per geografia, vitigni e profilo dei vini si incontrano a Nizza Monferrato dal 3 al 5 ottobre per la settima edizione de Il Nizza È. Dopo il confronto con Bolgheri dello scorso anno, la manifestazione dedicata al Nizza DOCG ospita nel 2026 il Consorzio Tutela Vini Collio, con degustazioni e una tavola rotonda che partirà da un tema ormai decisivo per entrambe le aree: gli effetti del cambiamento climatico su vigneti, cantine e mercato.

Il confronto parte da due produzioni molto diverse. Il Nizza DOCG nasce esclusivamente da Barbera e può essere prodotto in 18 comuni della provincia di Asti, su vigneti collinari con esposizioni regolamentate dal disciplinare. Il Collio, tra il fiume Judrio e l’Isonzo, in provincia di Gorizia, conta invece circa 1.300 ettari vitati ed è conosciuto soprattutto per i suoi bianchi, dalla Ribolla Gialla al Friulano, fino al Collio Bianco.

Diversità che rendono più interessante il tema scelto per questa edizione: capire come aree viticole con condizioni, varietà e modelli produttivi differenti stiano reagendo a stagioni sempre meno regolari.

Prima dell’apertura dei banchi, sabato mattina l’Ex Chiesa della Santissima Trinità ospiterà alle 10.30 i saluti di Simone Nosenzo e Mauro Damerio. Alle 10.45 seguiranno l’intervento di Silvio Barbero e la consegna, insieme a Piercarlo Albertazzi, della Borsa di Studio intitolata a Tullio Mussa, destinata agli studenti dell’Istituto Pellati e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

«Il Collio è un territorio di grande identità e tradizione vitivinicola – commenta Simone Nosenzo, Sindaco di Nizza Monferrato e Presidente della Provincia di Asti –. Averlo come ospite di questa edizione de “Il Nizza È” rappresenta un’importante occasione di confronto tra due realtà diverse, ma accomunate da un forte legame con il proprio territorio. Un dialogo che ci permette di guardare insieme alle sfide che attendono il mondo del vino, a partire dal cambiamento climatico, e di portare ancora una volta a Nizza Monferrato esperienze e competenze di grande valore».

Alle 11.15, l’Ex Chiesa della Santissima Trinità ospiterà la tavola rotonda “Nizza e Collio – Il cambiamento climatico: aspetti enologici, territoriali e di mercato”. Interverranno Stefano Chiarlo, presidente dell’Associazione Produttori del Nizza, Luca Raccaro, presidente del Consorzio Tutela Vini Collio, la direttrice Lavinia Zamaro, il professor Vincenzo Gerbi e il produttore e sommelier Davide Canina.

Per Mauro Damerio, presidente dell’Enoteca Regionale di Nizza, il passaggio da Bolgheri al Collio permette di spostare l’attenzione su problemi che non riguardano più soltanto singole denominazioni: «Con Bolgheri abbiamo parlato di identità e di territorio. Quest’anno vogliamo parlare di futuro. Con il Collio condividiamo la sfida di preservare l’identità dei nostri territori in un clima che cambia. Sarà un confronto tecnico, ma anche un dialogo tra due comunità di produttori».

La questione entra direttamente nel lavoro in vigna e nelle decisioni prese dopo la raccolta. Temperature più alte, maturazioni accelerate e variazioni nell’acidità delle uve modificano tempi e modalità di intervento, imponendo una conoscenza sempre più precisa della materia prima. «Il cambiamento climatico ha messo a dura prova anche le decisioni di cantina – sottolinea il Prof. Vincenzo Gerbi –. Mosti generalmente più zuccherini e meno acidi rendono indispensabili il controllo della temperatura e una perfetta conoscenza della composizione dell’uva, condizioni fondamentali per programmare una corretta vinificazione.»

Per i produttori del Nizza, il 2026 rende il tema particolarmente concreto. «Il cambiamento climatico, in un’annata come il 2026, è sotto gli occhi di tutti e non rappresenta più un’eccezione – sottolinea Stefano Chiarlo, Presidente dell’Associazione Produttori del Nizza –. Il confronto con un territorio di fama internazionale come il Collio e con professionisti competenti, sia sul fronte della produzione sia su quello dei consumi dei vini premium, rappresenta un momento di confronto costruttivo e di grande importanza per tutti i produttori del Nizza».

Dal Friuli, Luca Raccaro porta nel dibattito anche un’altra questione che oggi accompagna quella climatica: la contrazione dei consumi. «Il nostro ruolo è trovare le migliori soluzioni perché la viticoltura possa affrontare le sfide che ha davanti, dal cambiamento climatico alla riduzione dei consumi. Il confronto con uno dei territori più vocati d’Italia rappresenta una grande opportunità: attraverso la condivisione delle esperienze e un’unione di intenti possiamo individuare insieme nuove strategie e la strada da seguire».

Il mercato sarà affrontato anche dal punto di vista di Davide Canina, che sposta l’attenzione dai volumi alle modalità con cui oggi il vino viene scelto e consumato. «Il calo dei consumi di vino non può essere ricondotto semplicemente al disinteresse delle nuove generazioni. Stanno cambiando i luoghi, i format e le modalità di consumo e dobbiamo essere capaci di ripensare l’esperienza del vino, tornando a mettere al centro le persone e la relazione con il consumatore.»

Oltre 120 Nizza DOCG a Palazzo Crova

La parte dedicata al confronto aprirà un fine settimana costruito soprattutto intorno all’assaggio. Da sabato 3 a lunedì 5 ottobre Palazzo Crova ospiterà “Le sfumature della DOCG“, con oltre 120 Nizza DOCG provenienti da più di 70 produttori. I vini saranno distribuiti in sei postazioni, organizzate per permettere di approfondire le principali aree della denominazione con il supporto dei sommelier della delegazione astigiana di AIS Piemonte.

Il Nizza nasce da Barbera 100% e il disciplinare delimita la produzione a 18 comuni. I vigneti devono trovarsi esclusivamente in collina, con esposizioni comprese tra sud-est, sud e sud-ovest. Per la tipologia base sono previsti almeno 18 mesi di affinamento, sei dei quali in legno; per la Riserva si sale a 30 mesi complessivi, con almeno dodici in legno.

La suddivisione dei vini nelle sei postazioni permette quindi di andare oltre una degustazione costruita semplicemente per produttori, mettendo in evidenza le differenze interne a un areale che si sviluppa tra colline, suoli calcarei e sabbiosi e altitudini generalmente comprese tra 150 e 350 metri.

Il Collio avrà una propria postazione con 17 etichette selezionate dal Consorzio, offrendo la possibilità di passare nello stesso percorso dalla Barbera del Monferrato ai vini bianchi friulani.

Torna inoltre Il Nizza È – Roccaverano, con un banco dedicato al Roccaverano DOP, realizzato insieme al Consorzio dei Produttori del Roccaverano DOP. Vino e formaggio rimangono quindi affiancati nel programma, ma con spazi distinti e facilmente leggibili per chi partecipa alla degustazione.

Le degustazioni a Palazzo Crova saranno aperte sabato 3, domenica 4 e lunedì 5 ottobre, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 20. L’accesso sarà organizzato in turni di tre ore, con prenotazione obbligatoria della fascia oraria. Il biglietto costa 25 euro; per i soci AIS, FISAR, FIS, ONAV, ASPI e Slow Food è prevista la tariffa ridotta di 15 euro.

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