A Romans d’Isonzo, in provincia di Gorizia, Cantina Puiatti introduce una novità nella propria produzione con Sconfine, un vino bianco che riunisce Chardonnay, Friulano e Sauvignon. Dopo oltre cinquant’anni dedicati alla vinificazione delle singole varietà e all’utilizzo esclusivo dell’acciaio, l’azienda friulana, oggi parte di Angelini Wines & Estates, sceglie per la prima volta l’assemblaggio e sperimenta l’affinamento in cemento.
Il progetto nasce in un territorio segnato dalla vicinanza delle Prealpi e del mare Adriatico, dove le influenze climatiche continentali e mediterranee si incontrano lungo il corso dell’Isonzo. Una posizione geografica che ha contribuito alla storia agricola e culturale dell’area, da sempre attraversata da popolazioni e lingue differenti.
Da questo contesto deriva anche il nome Sconfine, scelto per esprimere l’identità di una regione nella quale il concetto di frontiera ha assunto, nel corso dei secoli, significati diversi. Nel vino, il riferimento si traduce nella decisione di lavorare insieme tre vitigni che Puiatti ha storicamente interpretato separatamente.
Fondata nel 1967, la cantina si è distinta per una produzione centrata sulla riconoscibilità delle singole uve, privilegiando la freschezza, la componente sapida e il carattere varietale. Una scelta accompagnata dal rifiuto del legno in affinamento, per evitare che le note cedute dalle botti modificassero il profilo aromatico dei vini.
Con Sconfine questa impostazione viene ampliata senza introdurre il rovere. Il cemento permette infatti di prolungare l’affinamento sulle fecce fini in un contenitore che non apporta aromi legnosi, intervenendo sulla consistenza e sull’evoluzione del vino.
Alberto Lusini, Presidente e CEO di Angelini Wines & Estates, sottolinea il significato del progetto all’interno del gruppo: «La forza di un gruppo come Angelini Wines & Estates non sta nell’omologare, ma nel valorizzare le differenze. Siamo una costellazione di tenute, ciascuna con un proprio territorio: ogni cantina deve avere gli strumenti per esprimere al meglio la propria identità. Sconfine è l’esempio più chiaro di questa filosofia: un progetto profondamente friulano, che nasce dal know-how di Cantina Puiatti e dalla sua lettura di un territorio ancora ricco di potenziale inespresso. Elevare i territori significa proprio questo — mettere l’identità di ogni tenuta al centro, perché è dove risiede il valore autentico del nostro Made in Italy».
Tre vitigni e sei mesi di affinamento in cemento
La composizione di Sconfine prevede il 55% di Chardonnay, il 30% di Friulano e il 15% di Sauvignon. Percentuali studiate per ottenere un bianco nel quale struttura, freschezza e componente aromatica abbiano un peso riconoscibile.
Le uve provengono da vigneti con un’età media di quindici anni, allevati a Guyot doppio capovolto. I terreni presentano caratteristiche differenti, con zone più sassose e altre maggiormente argillose, accomunate dalla presenza di una componente calcarea.
La raccolta avviene a piena maturazione, indicativamente all’inizio di settembre, con una selezione dei grappoli direttamente in vigneto. La lavorazione prevede una macerazione prefermentativa a freddo in pressa, modulata secondo le caratteristiche delle singole varietà, seguita da una fermentazione di circa dieci-dodici giorni.
L’affinamento dura sei mesi sulle fecce fini in cemento, prima di un ulteriore riposo di almeno tre mesi in bottiglia. Il tempo trascorso sui lieviti contribuisce alla struttura e alla consistenza del vino, mentre l’assenza del legno lascia maggiore spazio agli aromi delle uve.
Nel profilo sensoriale descritto dalla cantina, lo Chardonnay, che costituisce la parte prevalente dell’assemblaggio, apporta ampiezza, note di frutta a polpa bianca e agrumi maturi. Il Friulano, legato ai terreni alluvionali dell’Isontino, contribuisce con una componente sapida e richiami di mandorla, timo e salvia. Il Sauvignon completa il profilo aromatico con sentori di pompelmo, pesca bianca e una sfumatura vegetale che ricorda la foglia di pomodoro.
L’interesse del progetto sta soprattutto nel lavoro sulle proporzioni e sui tempi di affinamento, necessari per gestire varietà con caratteristiche aromatiche e strutturali differenti.
A seguire lo sviluppo enologico è stato Rinaldo Turus, enologo di Cantina Puiatti e membro del team coordinato da Pietro Riccobono, Direttore di Produzione di Angelini Wines & Estates. «Il Friuli mi ha insegnato a dubitare, perché è un territorio che non è mai scontato— ogni annata può rimettere in discussione quello che credevi di aver capito. Con Sconfine non abbiamo cercato certezze, ma equilibrio. Unire per la prima volta tre vitigni di carattere come Chardonnay, Friulano e Sauvignon significa uscire dalle nostre abitudini e accettare una nuova sfida: far sì che tre voci diverse suonino all’unisono senza che nessuna copra le altre. Il cemento accanto all’acciaio nasce da qui, da un lavoro di precisione dove nulla è lasciato al caso. Ma la tecnica, da sola, non basta mai».
Anche l’aspetto della bottiglia riprende il nome del vino. L’etichetta presenta una grafica essenziale, delimitata da un perimetro netto attraversato dalla tipografia. Una scelta visiva che riprende il tema del confine senza ricorrere a immagini paesaggistiche o riferimenti figurativi al territorio.
Sconfine sarà disponibile a partire da ottobre 2026 attraverso enoteche selezionate, ristoranti e operatori del canale Ho.Re.Ca., con un prezzo consigliato a partire da 35 euro.



