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Barolo en Primeur 2026, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo racconta Alba Capitale dell’arte contemporanea 2027

Al WiMu – Museo del Vino, all’interno del Castello Falletti di Barolo, venerdì 25 settembre abbiamo incontrato Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e dell’associazione Le Fabbriche del Vento, impegnata nella realizzazione del programma di Alba Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027. L’occasione è stata la presentazione della sesta edizione di Barolo en Primeur, l’asta benefica che ogni anno coinvolge il mondo vitivinicolo delle Langhe e artisti di fama internazionale.

Durante l’incontro, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo ci ha parlato soprattutto del percorso che porterà Alba al 2027, un progetto che supera i confini cittadini per coinvolgere anche Langhe, Roero e Monferrato, attraverso mostre, installazioni, iniziative educative e attività aperte al pubblico.

Il titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2027 è stato assegnato ad Alba nell’ottobre 2025 dal Ministero della Cultura, che ha scelto il progetto «Le fabbriche del vento», sviluppato con il coinvolgimento di istituzioni culturali, amministrazioni locali e realtà del territorio.

Il nome riprende due grandi tele realizzate nel 1963 da Pinot Gallizio, artista albese tra i protagonisti della ricerca artistica del secondo Novecento, vicino alle esperienze dell’Internazionale Situazionista. Le opere, intitolate Le fabbriche del vento I e II, sono legate alla sua ricerca sulla pittura industriale e sulla possibilità di portare l’arte fuori dai circuiti convenzionali.

Il programma del 2027 riprende questa attenzione alla sperimentazione e alla partecipazione, prevedendo interventi artistici negli spazi pubblici, residenze, mostre e attività formative. Tra i progetti annunciati figura anche la Biennale delle Langhe, la cui prima edizione è prevista proprio nell’anno in cui Alba sarà Capitale.

Una parte importante del lavoro riguarda le scuole, con laboratori, visite e incontri con artisti contemporanei. L’intenzione è coinvolgere gli studenti non soltanto come visitatori, ma anche attraverso attività che permettano loro di conoscere i linguaggi dell’arte e di partecipare direttamente ai progetti.

Da Alba alle colline: Capitali Sorelle e Vigne ad Arte

Due iniziative mostrano come il programma voglia estendersi al territorio circostante.

Capitali Sorelle coinvolge i Comuni delle Langhe, del Roero e del Monferrato, chiamati a proporre mostre, interventi artistici e attività culturali da inserire nel calendario del 2027. L’obiettivo è costruire una programmazione diffusa, valorizzando anche i centri più piccoli e le realtà che già operano nel settore.

Con Vigne ad Arte, invece, il progetto si rivolge direttamente al mondo dell’enogastronomia. Cantine e ristoranti sono invitati a partecipare attraverso iniziative capaci di portare l’arte contemporanea nei luoghi della produzione vitivinicola e dell’ospitalità.

È un aspetto particolarmente interessante per un territorio nel quale il vino rappresenta una parte importante dell’economia, del paesaggio e dell’offerta turistica. L’iniziativa prevede il coinvolgimento delle imprese, che potranno contribuire alla programmazione culturale mettendo a disposizione spazi e sviluppando proposte insieme agli operatori del settore artistico.

Per Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, questo rapporto tra cultura e territorio non nasce con la candidatura di Alba. La sua esperienza nel Roero risale infatti a quasi trent’anni fa e ha avuto in Guarene uno dei primi luoghi di sviluppo.

Guarene, dalle prime mostre al Parco d’arte

Nel 1997 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo inaugurò la sua prima sede espositiva a Palazzo Re Rebaudengo, edificio settecentesco nel centro storico di Guarene, recuperato e adattato per ospitare mostre e attività culturali.

Il palazzo è stato il punto di partenza di un progetto cresciuto negli anni, con esposizioni, incontri, iniziative educative e residenze dedicate a curatori internazionali.

Nel 2019, sulla vicina collina di San Licerio, la Fondazione ha aperto il Parco d’arte, un museo all’aperto nel quale le opere contemporanee sono distribuite lungo percorsi pedonali tra prati, alberi e vigneti di Nebbiolo.

Il parco è visitabile dal pubblico e permette di osservare installazioni e sculture realizzate da artisti italiani e internazionali, alcune delle quali concepite appositamente per il luogo. Il progetto paesaggistico è stato sviluppato dagli architetti Lorenzo Rebediani e Vera Scaccabarozzi, tenendo conto della conformazione della collina e della disposizione dei campi e dei vigneti.

Tra gli artisti presenti figurano Carsten Höller, Marinella Senatore, Stefano Arienti, Susan Philipsz e Sol Calero. Il percorso offre diversi punti di osservazione sulle opere e sulle colline circostanti, senza separare l’area espositiva dal paesaggio agricolo.

Proprio Sol Calero, artista venezuelana residente a Berlino, ha realizzato per il parco La Cantina de Guarene, un intervento permanente ricavato da un vecchio serbatoio per la raccolta dell’acqua. L’ambiente è stato trasformato attraverso pittura, mosaici, ceramiche e materiali architettonici, con richiami ai colori e alle forme della cultura caraibica.

L’opera è pensata anche come luogo di sosta e di incontro per i visitatori, con sedute dalle quali osservare il paesaggio.

Sol Calero firma l’etichetta di Barolo en Primeur 2026

Il rapporto tra Sol Calero, Guarene e le colline delle Langhe ritorna nell’edizione 2026 di Barolo en Primeur. L’artista è stata infatti scelta per realizzare l’etichetta delle bottiglie del progetto benefico.

L’opera, intitolata Paisaje de vino, raffigura le Langhe di notte, con colline e filari rappresentati attraverso diverse tonalità di verde, turchese, viola e blu. Al centro compare una grande luna luminosa, mentre forme dorate e lavanda richiamano le stelle e i grappoli d’uva.

L’etichetta prosegue una consuetudine avviata fin dalla prima edizione dell’asta, che negli anni ha coinvolto artisti come Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Otobong Nkanga, Susan Philipsz e Giulia Cenci.

La sesta edizione di Barolo en Primeur, promossa dalla Fondazione CRC e da Fondazione CRC Donare ETS, in collaborazione con il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, si è svolta il 23 ottobre al Castello di Grinzane Cavour.

L’asta ha raccolto 1.140.500 euro, portando a oltre 5,6 milioni di euro il totale raggiunto dal 2021 a sostegno di progetti sanitari, sociali, educativi e culturali. Tra i lotti figuravano le barrique di Barolo Vigna Gustava 2025, selezioni di Barolo e Barbaresco donate dalle cantine del Consorzio e, per la prima volta, bottiglie storiche con annate risalenti fino al 1996.

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