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Maculan, il Santalucia 2025 è per la prima volta un vino PIWI: 300 bottiglie per la ricerca sulle malattie oculari

Per la prima volta nella sua storia, Santalucia, il vino solidale dell’azienda Maculan di Breganze, in provincia di Vicenza, nasce da vitigni PIWI, varietà resistenti alle principali malattie fungine della vite. La scelta è arrivata il 28 ottobre 2026, durante la degustazione alla cieca che ha inaugurato la diciassettesima edizione del progetto realizzato insieme alla Fondazione Banca degli Occhi del Veneto ETS.

Sei i campioni sottoposti alla commissione, composta da critici enogastronomici, giornalisti, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni. La preferenza è andata a una barrique dell’annata 2025 ottenuta da Cabernet Volos e Merlot Khorus, dalla quale saranno ricavate 300 bottiglie numerate, destinate a sostenere la ricerca scientifica contro le patologie della retina.

Il progetto Santalucia affianca da diciassette edizioni la produzione vinicola alla raccolta di fondi per la ricerca oftalmologica. Ogni anno una commissione seleziona il vino che verrà imbottigliato in edizione limitata, mentre artisti e realtà impegnate nel sociale si occupano della veste grafica delle bottiglie.

La scelta di un PIWI introduce quest’anno un elemento nuovo anche sul piano viticolo. Si tratta di varietà selezionate per la loro maggiore resistenza a malattie fungine come peronospora e oidio, che consentono di ridurre il numero dei trattamenti fitosanitari necessari durante la stagione.

Maculan ha iniziato a coltivare queste uve nel 2007, ben prima che il tema dei vitigni resistenti acquistasse l’attenzione che riceve oggi nel settore enologico. Il Cabernet Volos e il Merlot Khorus vengono vinificati in piccoli contenitori di acciaio e successivamente affinati in barrique di rovere.

“Santalucia 2025 fa bene alla vista, ma anche all’ambiente! – spiega Fausto Maculan, titolare dell’azienda – Quest’anno, infatti, la commissione ha selezionato il campione da uve PIWI, vitigni resistenti alle malattie fungine che richiedono un minor numero di trattamenti in vigneto. Abbiamo piantato queste varietà nel 2007 con l’obiettivo di incrementare il nostro approccio sostenibile alla viticoltura e anno dopo anno ci stanno dando grandi risultati. I vitigni sono il Cabernet Volos e il Merlot Khorus, vinificati in piccoli tini di acciaio e poi affinati in barrique di rovere. Il vino Santalucia 2025 sfoggia un intenso profumo di frutta rossa, in bocca è ricco e rotondo, con una freschezza e una tannicità che prospettano una lunga vita e un’affascinante evoluzione”.

Le 300 bottiglie sosterranno il Progetto LUCY

Il ricavato delle bottiglie sarà destinato al Progetto LUCY, uno studio dedicato alla degenerazione maculare legata all’età, una malattia che interessa la parte centrale della retina e può compromettere gravemente la capacità di leggere, riconoscere i volti e svolgere le attività quotidiane.

La ricerca, avviata in collaborazione con il National Eye Institute di Bethesda, negli Stati Uniti, studia la possibilità di utilizzare cellule del paziente per sviluppare nuove terapie contro il deterioramento dell’epitelio pigmentato retinico, il tessuto che contribuisce al corretto funzionamento dei fotorecettori. Il procedimento sperimentale prevede di prelevare cellule del sangue e riportarle, attraverso una riprogrammazione, a uno stato simile a quello delle cellule staminali. Da queste si cerca poi di ottenere cellule sane dell’epitelio pigmentato retinico, potenzialmente utilizzabili in futuri trattamenti.

Alla base di questo approccio ci sono anche le ricerche dello scienziato giapponese Shin’ya Yamanaka, insignito del Premio Nobel per la Medicina nel 2012 per gli studi sulla riprogrammazione delle cellule adulte. Non si tratta ancora di una cura disponibile per i pazienti, ma di una prospettiva terapeutica sulla quale la ricerca internazionale sta investendo, anche in considerazione dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle patologie degenerative della retina.

“Grazie a Fausto Maculan e all’azienda Maculan – afferma il Presidente di Fondazione Banca degli Occhi Diego Ponzin – il progetto Santalucia da diciassette anni è per noi l’occasione di incontrare sostenitori attenti agli obiettivi della ricerca e amici del mondo dell’imprenditoria che affiancano Fondazione Banca degli Occhi, in una sinergia tra innovazione scientifica e responsabilità sociale. Quest’anno l’obiettivo è ambizioso e riguarda un progetto di cura delle patologie retiniche, principale causa di cecità nel mondo occidentale”.

Etichette dipinte a mano e presentazione il 10 dicembre

Le 300 bottiglie del Santalucia 2025 avranno ciascuna un’etichetta diversa, realizzata e dipinta a mano dall’atelier In.Perfetto della cooperativa sociale Vite Vere Down DADI di Padova, impegnata nella formazione professionale e nell’inserimento lavorativo di persone con disabilità intellettiva.

L’intervento artistico è parte integrante dell’iniziativa: ogni bottiglia viene numerata e accompagnata da un’etichetta originale, trasformando la produzione limitata in una raccolta di 300 pezzi differenti.

La veste definitiva sarà presentata il 10 dicembre 2026 durante la cena benefica al ristorante Le Calandre di Sarmeola di Rubano, in provincia di Padova, dove il progetto riunirà nuovamente sostenitori, rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale.

Le bottiglie sono già prenotabili attraverso la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto ETS, scrivendo a info@fbov.it oppure telefonando ai numeri 041 9656440 e 041 9656442.

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