localconsulting.it
lunedì, Maggio 27, 2024
localconsulting.it
HomeLibri"Il gusto di cambiare, la transizione ecologica come via per la felicità",...

“Il gusto di cambiare, la transizione ecologica come via per la felicità”, il libro di Carlo Petrini e Gaël Giraud

Il gusto di cambiare, la transizione ecologica come via per la felicità” è il titolo del nuovo libro di Carlo Petrini e Gaël Giraud, due autorevoli figure che si incontrano per la prima volta in un dialogo profondo su cibo, economia, finanza e clima. Papa Francesco ha scritto la prefazione, definendo il libro “un’opera dal sapore di futuro“.
Il libro, edito da Slow Food Editore in collaborazione con la Libreria Editrice Vaticana, è arrivato nelle librerie il 17 maggio ed è già diventato un punto di riferimento per chi si interessa di sostenibilità e cambiamento sociale. La presentazione ufficiale si è tenuta il 19 maggio al Salone del Libro di Torino, dove i due autori hanno condiviso le loro visioni e prospettive con il pubblico.

In questo testo, Petrini e Giraud affrontano in modo approfondito la necessità di un cambio di paradigma culturale, sociale ed economico per garantire un futuro sostenibile al nostro pianeta e per arricchire umanamente la vita di ciascuno di noi.
I due autori, seppur provenienti da ambiti diversi, concordano sulla diagnosi della situazione attuale e sull’approccio necessario per affrontare le sfide che ci troviamo di fronte.

Attraverso le domande di Stefano Arduini, direttore del magazine Vita, Petrini e Giraud analizzano in dettaglio il sistema alimentare, economico e finanziario, mettendo in luce le distorsioni presenti e proponendo cambiamenti radicali. Partendo dalle scelte individuali e comunitarie, il loro obiettivo è quello di influenzare anche le sfere politiche, affinché si adottino strategie in linea con la transizione ecologica.

"Il gusto di cambiare. La transizione ecologica come via per la felicità", il libro di Carlo Petrini e Gaël Giraud

Il libro si presenta come un dialogo a tutto campo, ricco di riflessioni e spunti per una profonda trasformazione del nostro modo di vivere e di interagire con l’ambiente circostante. Petrini, fondatore di Slow Food, Terra Madre e della prima Università di Scienze Gastronomiche al mondo, e Giraud, economista, matematico e teologo, non solo individuano le criticità del sistema attuale, ma offrono anche soluzioni concrete e praticabili per avviare un percorso verso un futuro più sostenibile e felice.

"Il gusto di cambiare. La transizione ecologica come via per la felicità", il libro di Carlo Petrini e Gaël Giraud

Dalle distorsioni del sistema alimentare ai paradossi economici si mettono in luce una serie di dati eloquenti che evidenziano l’urgenza di un cambiamento nelle pratiche alimentari ed economiche. Petrini fa notare che in Italia lo spreco alimentare è funzionale a un modello economico che declassa il cibo a prodotto di scarso valore. Si produce in eccesso in modo che l’offerta superi sempre la domanda e i prezzi rimangano bassi. Sorprendentemente, circa il 30% del cibo prodotto a livello globale non arriva mai sulle tavole delle persone. Considerando che la popolazione mondiale è di 8 miliardi, ma produciamo cibo per 12 miliardi di esseri viventi, si comprende quanto sia elevato lo spreco. Inoltre, i consumi di carne sono eccessivi, con una media di 95 chili pro capite in Italia e addirittura 130 chili negli Stati Uniti, mentre sarebbe più sostenibile aderire a una dieta con un consumo intorno ai 60 chili di carne. Petrini sottolinea che ridurre le proteine animali nella dieta comporterebbe una riduzione dello spreco, del consumo di energia e di acqua, nonché dell’inquinamento. Paradossalmente, l’Italia importa carne dall’Argentina e dal Brasile nonostante la disponibilità interna.
Giraud, invece, esemplifica i paradossi del sistema economico attuale, dove il mercato finanziario è stato elevato a una sorta di divinità. Gli economisti lo definiscono come “onnipotente”, “onnisciente” e talvolta addirittura “benevolo”. Questo atteggiamento ha introdotto una sorta di religione pagana in cui le banche e il mondo degli affari sono divinità intoccabili. Giraud sostiene che il neoliberalismo sta minando l’uguaglianza di fronte alla legge e distruggendo uno dei pilastri della modernità.


Nel libro, si offrono esempi che mettono in luce l’urgente necessità di un cambiamento nelle pratiche alimentari ed economiche. Secondo il Wei-World Engagement Institute, entro il 2040, se non interverremo, ci sarà una riduzione del 20% della disponibilità di acqua nel mondo rispetto ai livelli attuali. Inoltre, l’inquinamento non è causato solo dalla mobilità, come spesso si pensa, ma il sistema alimentare contribuisce al 35% dell’inquinamento globale, il doppio di quanto causato da veicoli e mezzi di trasporto. Sul piano economico, diventa necessario superare l’assolutizzazione del PIL, che viene idolatrato ma non tiene conto di variabili fondamentali come il rispetto dell’ambiente, l’impatto sociale della crescita economica e le ingiustizie sociali.

"Il gusto di cambiare. La transizione ecologica come via per la felicità", il libro di Carlo Petrini e Gaël Giraud


Giraud e Petrini concordano nel sottolineare alcune parole-chiave fondamentali per il futuro, intorno alle quali la società civile deve impegnarsi in una lotta sociale che spinga la politica verso scelte decise e radicali. Giraud la definisce “antropologia relazionale“, che abbandona l’idea dell'”Uomo vitruviano” di Leonardo da Vinci, rappresentante di un uomo isolato, maschile, europeo, privo di connessione con la natura e con gli altri esseri umani. Petrini, invece, individua nella parola “comunità“, in particolare nei movimenti giovanili come i Fridays for Future, uno dei possibili strumenti per attuare cambiamenti prospettici. Questa visione conduce a scelte concrete, praticabili e accessibili: ridurre del 50% il consumo di carne, poiché il 69% dell’acqua che utilizziamo viene destinato agli allevamenti intensivi, che sono anche fonti intense di inquinamento; preferire banche etiche o comunitarie rispetto agli istituti di credito che ostacolano la transizione energetica. Ad esempio, nelle 11 maggiori banche europee, gli investimenti totali nelle energie fossili ammontano a 530 miliardi di euro, corrispondenti a circa il 95% della capitalizzazione di ognuna di queste banche. Queste scelte concrete rappresentano delle vie percorribili verso una svolta significativa nel modo in cui viviamo, consumiamo e ci relazioniamo all’ambiente. Dimezzare il consumo di carne non solo contribuisce a preservare le risorse idriche, ma riduce anche l’impatto ambientale e l’inquinamento causati dall’industria degli allevamenti intensivi. La scelta di appoggiare banche etiche o comunitarie sostiene la transizione verso un’economia più sostenibile, riducendo gli investimenti nelle energie fossili e promuovendo invece fonti energetiche pulite e rinnovabili.

Related Articles

Ultimi Articoli