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La Degustazione delle Birre di Crossover Blendery presso l’Open Baladin di Torino il 21 novembre

Il 21 novembre, presso l’Open Baladin di Torino, si è tenuto un evento molto particolare dedicato agli appassionati di birra artigianale: una degustazione di quattro birre a fermentazione spontanea, tutte rigorosamente firmate Crossover Blendery. La serata è stata arricchita da uno sfizioso aperitivo appositamente pensato per esaltare i sapori delle birre in degustazione.

L’Open Baladin Torino, riconosciuto come un autentico tempio della birra artigianale, offre una selezione straordinaria con oltre 40 varietà alla spina e 100 proposte in bottiglia provenienti da Italia e estero.

Partecipando insieme al gruppo BTT (Beer Tasting Torino), ci siamo immersi in questo affascinante viaggio sensoriale alla scoperta delle birre a fermentazione spontanea prodotte da Crossover Blendery, un birrificio con sede nell’Hertfordshire. Fondato da Charlie Wood e George Stagg, la passione dei due fondatori per i Lambic, tipiche birre a fermentazione spontanea del Pajotteland piccola regione ad ovest di Bruxelles, ha ispirato la creazione di birre, caratterizzate da un tocco distintivo derivato dalle influenze della produzione di sidro e vino.

L’avventura di Crossover inizia nel 2008, quando Charlie e George provano per la prima volta una Gueuze belga, una miscela di birre Lambic di 1, 2 e 3 anni, presso la Brasserie-Brouwerij Cantillon a Bruxelles. Questa esperienza li ha catapultati in un viaggio di sensazioni, aprendo la strada alla creazione di birre a fermentazione spontanea in stile belga.

Nel 2018, il duo ha compiuto un pellegrinaggio a Bruxelles, visitando diverse birrerie e birrifici tradizionali e, soprattutto, la Cantillon Brewery. Durante questa esperienza, hanno approfondito la loro conoscenza della cultura delle birre Lambic, rafforzando così la determinazione di avviare nel Regno Unito la loro beer firm dedicata alla fermentazione spontanea.

Contrariamente alla tradizione, Crossover ha adottato il modello belga di “blendery“, non producendo birra sul sito. Invece, la birra base viene prodotta da Elgoods Brewery a Wisbech, Cambridgeshire, utilizzando l’attrezzatura essenziale per la birra: la coolship. Questa vasca di rame aperta consente di raffreddare il mosto per 12-15 ore, permettendo ai lieviti selvaggi di dare inizio alla fermentazione spontanea. La birra poi invecchia in botti di rovere presso la bottaia di Crossover per 1-4 anni.

Il cuore della missione di Crossover è evidenziare il meglio della frutta, dei cereali e delle erbe britanniche, coltivando relazioni con agricoltori e produttori locali, per l’utilizzo di malti provenienti da Crisp Maltings nel Norfolk e selezionando attentamente frutta di qualità, come le ciliegie Morello provenienti da un piccolo frutteto nel Kent.

L’impegno di Crossover nella sostenibilità si riflette anche in progetti come la partecipazione a Groundswell, una conferenza agricola internazionale organizzata dalla stessa azienda agricola che ospita la bottaia e tap room. Hanno recentemente collaborato a un progetto di agro forestazione, piantando alberi da frutto che, in futuro, saranno utilizzati nella produzione di birra.

Certamente! Le birre degustate durante l’evento di Crossover Blendery offrono una varietà di sapori, risultato di processi artigianali e ingredienti selezionati. Ecco una panoramica delle birre in degustazione:

La Degustazione delle Birre di Crossover Blendery presso l'Open Baladin di Torino il 21 novembre

Cirro 2022:
Il Cirro è una Gose-style wild ale, frutto di un blend di birre a fermentazione spontanea di due anni. La birra è realizzata con malti d’orzo, frumento maltato e non, fermentata spontaneamente e invecchiata in botti di rovere francese. Un tocco distintivo è dato dal dry hopping con il luppolo sperimentale CF161 e dal sale marino inglese di Maldon. Il risultato è una birra secca, vinosa e funky, con una carbonazione simile a quella di un metodo classico.

Alto 2022:
Alto è un blend di birre a fermentazione spontanea di due e tre anni, realizzate con malti d’orzo e frumento. Dopo la fermentazione spontanea, la birra invecchia in botti di rovere francese e viene generosamente dry-hopped con luppolo fresco Harlequin coltivato nell’Herefordshire. Il risultato è una birra con una complessità aromatica data dal luppolo fresco, arricchita dalle caratteristiche della fermentazione spontanea.

La Degustazione delle Birre di Crossover Blendery presso l'Open Baladin di Torino il 21 novembre

La Degustazione delle Birre di Crossover Blendery presso l'Open Baladin di Torino il 21 novembre

The Pershores 2022:
Questa birra è un blend di birre a fermentazione spontanea di uno, due e tre anni, realizzato con malti d’orzo e frumento. Dopo l’invecchiamento in botti di rovere francese, la birra viene fatta rifermentare con l’aggiunta di prugne gialle inglesi della varietà Pershore. Il risultato è una birra dorata con note fruttate e un delicato equilibrio tra l’acidità, le note complesse date dai microrganismi autori della fermentazione spontanea e la dolcezza delle prugne.

Little Moor 2023:
Little Moor è un blend di birre a fermentazione spontanea di uno, due e tre anni, arricchito da ciliegie della varietà Morello provenienti da un piccolo frutteto nel Kent. Dopo l’invecchiamento in botti di rovere francese, la birra subisce una rifermentazione data dal priming che gli conferisce una carbonatazione naturale. Il risultato è una birra da un bel colore rosso che esprime tutto il carattere dato dalle ciliegie.

La Degustazione delle Birre di Crossover Blendery presso l'Open Baladin di Torino il 21 novembre

Queste birre rappresentano un’esperienza per gli amanti della birra artigianale, incanalando l’ispirazione belga. La complessità dei processi di fermentazione spontanea e l’uso di ingredienti britannici di qualità conferiscono a ciascuna birra un carattere distintivo che vale la pena esplorare.

Nonostante il lancio avvenuto durante la pandemia, Crossover Blendery ha saputo costruire una fedele comunità di seguaci online. Attualmente, le sue birre non sono distribuite in Italia e sono difficilmente reperibili sul mercato nazionale.

Probabilmente si! Gli amanti delle birre inglesi potrebbero storcere il naso, soprattutto dopo averlo fatto passare su di un bicchiere pieno di birra di Crossover Blendery e soprattutto se si pensa alla storia e alla cultura birraria britannica!

Effettivamente, bisogna ammettere che l’esperienza di degustazione fatta durante la serata è stata capace di suscitare emozioni strane, diverse e soprattutto ben lontane da quel mondo inglese a cui siamo stati abituati finora.

Ma se due amici, due giovani ragazzi hanno avuto il coraggio di sfidare, non solo il destino, ma anche 1500 anni di storia, riuscendo a trasportare le nostre emozioni oltre manica con le loro creazioni, allora bisogna farsi una semplice domanda:
WHY NOT? 

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