Dai vigneti alle cave di marmo, passando per dimore storiche e luoghi meno convenzionali, il destination wedding in Italia sta cambiando. Le coppie straniere non scelgono più una location soltanto per la bellezza del paesaggio o il prestigio della struttura, ma cercano proposte personalizzate, ambienti originali e servizi che permettano di raccontare il matrimonio anche attraverso i social. A descrivere queste nuove richieste è Valentina Moneglia, wedding planner con oltre 25 anni di esperienza, nominata brand ambassador di Italy for Weddings, la divisione di Convention Bureau Italia dedicata al settore dei matrimoni internazionali.
“Dai vigneti alle cave di marmo, dai contesti naturali alle location più insolite: nel destination wedding cambia il modo di scegliere il luogo del matrimonio. E cambia anche il modo di immaginarlo e raccontarlo, con Instagram e TikTok sempre più presenti nel percorso degli sposi, mentre l’intelligenza artificiale entra già nella fase di ricerca e progettazione”.
Ville, castelli, borghi e residenze storiche continuano a rappresentare una parte importante dell’offerta italiana, ma si affiancano a richieste che fino a pochi anni fa erano meno frequenti. Aziende vitivinicole, spazi ricavati in ambienti naturali e perfino cave di marmo entrano tra le possibilità considerate dalle coppie internazionali, interessate a luoghi che consentano di progettare cerimonie e ricevimenti fuori dagli schemi più consueti.
A influenzare le scelte contribuisce anche la presenza sempre più rilevante delle piattaforme digitali. Instagram e TikTok non vengono utilizzati soltanto per cercare ispirazione, ma intervengono nella progettazione dell’evento e nel modo in cui verrà documentato. L’intelligenza artificiale, osserva Moneglia, comincia a trovare applicazione già nelle prime fasi di ricerca e organizzazione.
Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda l’arrivo di una figura professionale che si sta affermando accanto al fotografo e al videomaker: il wedding content creator, incaricato di produrre immagini e brevi video pronti per essere condivisi durante la giornata stessa.
Per Moneglia è una figura diventata in poco tempo molto richiesta dai clienti internazionali. Il content creator “si affianca al fotografo e al videografo e realizza contenuti istantanei, dal dietro le quinte ai particolari dell’evento, che vengono consegnati in giornata”.
Il servizio risponde a un’esigenza diversa da quella della fotografia matrimoniale classica. Non sostituisce il racconto professionale dell’intera cerimonia, ma permette agli sposi di ricevere rapidamente contenuti informali, dalle fasi di preparazione ai momenti del ricevimento, senza attendere la consegna del servizio fotografico definitivo.
Le richieste cambiano secondo la provenienza degli sposi
L’evoluzione del settore non riguarda soltanto le location o la comunicazione digitale. Un altro aspetto è la crescente differenziazione della domanda in base al Paese di provenienza.
Per chi arriva dagli Stati Uniti, spesso dopo un viaggio intercontinentale, il patrimonio artistico e paesaggistico italiano conserva una forte capacità di attrazione. Diverso può essere l’approccio di coppie provenienti dalla Svizzera, dalla Francia o da altri Paesi europei, che conoscono già l’Italia e desiderano proposte meno prevedibili.
“Non basta più essere belli, non basta più essere italiani: oggi bisogna essere preparati a gestire clienti diversi con richieste diverse in base alla provenienza del Paese del cliente”, sottolinea Moneglia.
Per gli operatori significa conoscere le abitudini delle diverse culture, comprendere le aspettative degli sposi e saper coordinare servizi che coinvolgono strutture ricettive, ristorazione, fornitori, trasporti e professionisti dell’organizzazione matrimoniale.
Un mercato internazionale richiede quindi competenze che vanno oltre la scelta del luogo o dell’allestimento. Diventano importanti anche la capacità di gestire richieste complesse, la preparazione del personale e la conoscenza dei diversi modelli di ospitalità.
È proprio su questi aspetti che si concentra il nuovo incarico affidato a Valentina Moneglia. Attiva come wedding planner dal 1999, negli ultimi quattro anni si è occupata anche di business development e sviluppo strategico e commerciale, maturando una conoscenza delle esigenze sia delle coppie sia delle imprese coinvolte nell’organizzazione.
“La wedding planner che porta il cliente in una location per 25 anni ha modo di capire i problemi di tutti: cosa vuole il cliente, quali sono le necessità della location, cosa vogliono i fornitori. Conosco veramente a fondo le complessità e le necessità del settore e posso mettere in connessione la richiesta e l’offerta in modo un pochino più strutturato”.
La nomina arriva mentre Italy for Weddings lavora per consolidare le relazioni tra professionisti italiani e mercati esteri, con particolare attenzione alla capacità delle aziende di intercettare le richieste internazionali.
Carlotta Ferrari, presidente di Convention Bureau Italia, sottolinea come l’ingresso di Moneglia rientri in un progetto che comprende rapporti con buyer, attività commerciali, ricerca e formazione degli operatori. Tra i mercati sui quali si concentra la strategia figurano Stati Uniti, Regno Unito, Medio Oriente e India, aree caratterizzate da esigenze differenti per organizzazione, servizi richiesti e abitudini di viaggio.
Un ruolo importante sarà affidato anche all’Osservatorio del destination wedding, che dovrà approfondire non soltanto l’andamento economico del settore, ma anche i canali attraverso i quali arrivano le richieste e i tempi con cui vengono prenotati matrimoni e servizi.
“L’Osservatorio avrà in questo percorso un ruolo centrale, affiancando alla lettura quantitativa del destination wedding anche il punto di vista e l’esperienza degli operatori”, spiega Ferrari.
L’intenzione è raccogliere informazioni utili a chi lavora nella filiera, dalle wedding planner alle strutture ricettive, fino ai fornitori specializzati, per comprendere le caratteristiche della domanda e organizzare meglio l’offerta.
Il nuovo incarico di Moneglia si inserisce in questa attività di collegamento tra operatori italiani e interlocutori esteri. Un lavoro che dovrà tenere conto delle trasformazioni già visibili nelle richieste delle coppie: maggiore personalizzazione, interesse per luoghi meno frequentati, servizi digitali e attenzione alle differenze culturali.
Per il settore italiano la questione non è più soltanto attirare coppie straniere attraverso ville, castelli e paesaggi conosciuti nel mondo. Diventa altrettanto importante capire come desiderano organizzare il soggiorno, quali servizi considerano indispensabili e che cosa si aspettano dall’esperienza del matrimonio in Italia.



