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Grappa del Trentino 2025: accesi gli alambicchi, parte la nuova stagione di distillazione

La vendemmia è iniziata e, con essa, anche il lavoro degli alambicchi in Trentino. Le vinacce, fresche e profumate, stanno dando avvio alla produzione della Grappa del Trentino IG, un simbolo del territorio e della sua storia.

Secondo le prime valutazioni, la qualità delle uve è buona e la quantità in linea con le medie. «Dal punto di vista agronomico è stata un’annata particolare come sappiamo, ma nonostante le paure vissute in luglio e agosto possiamo dire che al momento della raccolta le varietà autoctone utilizzate anche per la distillazione della nostra grappa si sono presentate con una buona qualità in generale – spiega il presidente dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, Alessandro Marzadrocome sempre poi il grande lavoro di collaborazione tra viticoltori trentini e produttori di grappa ha ancora una volta permesso di avere delle ottime bucce da distillare in maniera rapida e sapiente come da tradizione dei distillatori Trentini e alla fine il risultato esalterà le singole varietà del nostro territorio».

Alessandro Marzadro, Presidente ITGT Credits ITGT ph. Nicola Boi

Il risultato finale dipenderà ora dall’esperienza dei mastri distillatori, chiamati a gestire aromi e struttura della grappa. «Le grappe da bacca bianca saranno sicuramente molto profumate, aromatiche», continua Marzadro, «ma anche con i rossi derivati da un’annata di clima favorevole potremo ottenere ottime basi, anche per l’invecchiamento, dalla Nosiola al Teroldego, passando per Muller o Moscato, potremo raccontare il nostro territorio attraverso le sue valli, ognuna rappresentata da un vitigno, cura e attenzione della buccia, dal viticoltore alla distilleria, sono il valore aggiunto in Trentino e l’Istituto in questo senso è da oltre cinquanta anni a garanzia di questo».

Alessandro Marzadro, Presidente ITGT Credits ITGT ph. Nicola Boi

Le condizioni climatiche hanno permesso una maturazione equilibrata, con uve caratterizzate da buona acidità. A questo punto, la fermentazione, i tempi di conservazione e soprattutto la sensibilità dei distillatori saranno determinanti per trasformare la materia prima in una grappa di livello.

Distillerie aperte al pubblico

L’autunno è il momento in cui molte distillerie del Trentino aprono le porte ai visitatori. Da settembre a novembre è possibile assistere al lavoro degli alambicchi, sentire i profumi sprigionati dal vapore e ascoltare i racconti dei mastri distillatori. Un’esperienza che permette di comprendere più a fondo il valore e la complessità delle grappe trentine. Sul sito www.grappatrentina.it sono disponibili tutte le informazioni per programmare visite e itinerari.

Uno degli elementi distintivi della produzione è la rapidità con cui si avvia la distillazione: già nei primi giorni di settembre gli alambicchi erano attivi, così da concludere il processo entro novembre. Questo permette alle grappe con marchio del Tridente, riconoscibile dal simbolo “Trentino Grappa, di rispettare il disciplinare che impone l’utilizzo esclusivo di vinacce locali entro il 31 dicembre. Una regola che rende la Grappa del Trentino un caso unico a livello mondiale.

L’Istituto Tutela Grappa del Trentino fondato nel 1960, riunisce oggi circa 30 soci, che rappresentano la quasi totalità dei produttori. Il suo compito è vigilare sulla qualità della produzione, promuovere il marchio e difendere l’identità della grappa realizzata solo con vinacce provenienti dal territorio provinciale.

Il comparto ha un peso rilevante per l’economia locale: ogni anno vengono prodotti circa 7.500 ettanidri di grappa, pari a 2,5 milioni di bottiglie da 70 cl. Si utilizzano circa 130 mila quintali di vinaccia e le tipologie più diffuse sono tre: grappe da uve bianche, da vitigni aromatici (che insieme costituiscono il 60% della produzione) e da uve a bacca rossa, che coprono il restante 40%.

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