Per due domeniche d’agosto Volterra cambia volto e riporta le lancette indietro di oltre sei secoli. Con Volterra A.D. 1398, il centro storico e il Parco di Castello ricostruiscono atmosfere, attività e personaggi della città medievale, trasformando strade e piazze in un grande racconto ambientato nell’Anno Domini 1398.
L’edizione 2026 si è svolta nelle domeniche del 9 e del 16 agosto, coinvolgendo alcuni dei luoghi più riconoscibili della città toscana, da Piazza dei Priori fino agli spazi ai piedi della Fortezza Medicea. Non una semplice successione di spettacoli, ma un percorso che modifica per un giorno il ritmo quotidiano di Volterra e invita il pubblico a scoprirla attraverso personaggi, mestieri, accampamenti e scene ispirate alla vita del tardo Medioevo.
Tra le vie compaiono mercanti e artigiani, dame e cavalieri, musici e giullari. Le botteghe si alternano alle taverne, mentre compagnie d’armi e figuranti attraversano il centro storico. Anche acquistare qualcosa da mangiare o bere segue le regole della rievocazione: prima di spendere è necessario passare dall’Offizio Cambio, dove la moneta contemporanea lascia il posto al Grosso Volterrano, utilizzato durante la manifestazione.
È uno dei dettagli che contribuiscono maggiormente alla riuscita dell’evento. Il pubblico non resta semplicemente davanti a una rappresentazione, ma viene coinvolto nei meccanismi della giornata, adattandosi per qualche ora a consuetudini e gesti costruiti sul modello della città medievale.
Tra gli appuntamenti più attesi ci sono le esibizioni degli sbandieratori, che attraversano piazze e strade scandendo il percorso della festa con il suono dei tamburi e il movimento delle bandiere. Nella prima domenica dell’edizione 2026 sono stati protagonisti il Gruppo Storico Sbandieratori Città di Volterra e il Gruppo Sbandieratori Quartiere di Canneti.
Le loro esibizioni hanno portato nel centro cittadino giochi di bandiera, evoluzioni e ritmi serrati, richiamando il pubblico lungo il percorso. Le bandiere lanciate in aria, le figure collettive e il rullo dei tamburi diventano così parte di un linguaggio visivo che accompagna la rievocazione e restituisce il senso pubblico e cerimoniale che questi simboli avevano nelle città medievali.
Dal centro storico il racconto prosegue nel Parco di Castello, dove gli spazi verdi ai piedi della Fortezza Medicea ospitano accampamenti, combattimenti, compagnie d’armi e dimostrazioni.
Qui uno degli appuntamenti più interessanti è stato quello dedicato alla falconeria. Con Il volo del falco di Falconarius, rapaci e falconieri hanno riportato l’attenzione su una pratica strettamente legata alla società medievale. I voli nell’arena e le dimostrazioni permettono di osservare da vicino il rapporto tra l’uomo e gli animali addestrati per una disciplina che, nei secoli, fu legata alla caccia ma anche al prestigio e alla vita delle corti.
La falconeria, del resto, non ha bisogno di molti artifici scenici: bastano il silenzio che precede il volo, lo sguardo degli spettatori rivolto verso l’alto e il ritorno del rapace al richiamo del falconiere. È uno dei momenti in cui la ricostruzione storica riesce a trovare una dimensione concreta, facendo conoscere al pubblico pratiche lontane dalla quotidianità contemporanea.
Intorno continuano duelli, spettacoli itineranti e attività delle compagnie d’armi. Le botteghe mostrano lavorazioni ispirate agli antichi mestieri, mentre nelle taverne la dimensione gastronomica accompagna il passaggio da una zona all’altra della manifestazione.
La forza di Volterra A.D. 1398 sta proprio nella sua diffusione nello spazio urbano. Non c’è un solo palcoscenico da raggiungere e poi lasciare, ma una città da percorrere. Piazza dei Priori, le vie del centro e il Parco di Castello diventano tappe di uno stesso itinerario, nel quale spettacoli e ricostruzioni si alternano all’architettura reale di Volterra.
È in questo continuo passaggio che convivono due città: quella contemporanea, con i suoi palazzi, le sue strade e i visitatori di agosto, e quella ricostruita nell’Anno Domini 1398, popolata da cavalieri, artigiani, falconieri e mercanti.
Più che cancellare il presente, la manifestazione lo mette a confronto con il passato. E proprio questo dialogo permette di guardare Volterra da una prospettiva diversa, seguendo passo dopo passo storie, mestieri e consuetudini che per due giornate tornano a occupare gli stessi luoghi nei quali, secoli fa, facevano parte della vita quotidiana.

















