Dal 28 febbraio al 2 marzo 2026 il Salone del Vino Torino torna alle OGR Torino per la sua quarta edizione, con un programma che mette al centro il vino piemontese e il racconto dei territori. Sabato 28 febbraio e domenica 1° marzo l’evento sarà aperto al pubblico, mentre lunedì 2 marzo l’accesso sarà riservato agli operatori professionali del settore.
Il tema scelto per il 2026 è “Degustare è scoprire“: un invito a leggere ogni assaggio come un cambio di prospettiva, tra denominazioni consolidate e nuove traiettorie produttive. Al Salone sono attese oltre 500 cantine, un calendario di più di 50 masterclass gratuite e un ciclo di talk ospitati sul palco delle OGR.
Ad anticipare la manifestazione c’è “Aspettando il Salone del Vino 2026“, palinsesto che dal 27 gennaio e per tutto febbraio propone oltre 50 appuntamenti tra cene, degustazioni ed eventi diffusi a Torino e in Piemonte, fino alla settimana del Salone. Il progetto, da questa edizione, si estende anche lungo l’arco dell’anno, con iniziative e collaborazioni pensate per consolidare il Salone come percorso culturale oltre le date della tre giorni.
La direzione resta quella dichiarata fin dall’inizio: raccontare il patrimonio vitivinicolo del Piemonte coinvolgendo territori, cantine, consorzi e comunità del vino, con attenzione alle trasformazioni in atto e alle nuove generazioni in vigna e in cantina, così come ai consumatori più giovani. Il Piemonte sarà proposto come sistema culturale fatto di paesaggi, storie, lavoro, ricerca e innovazione.
Il programma alle OGR e la giornata per gli operatori
Il Salone entra nel vivo nel weekend di sabato 28 febbraio e domenica 1° marzo con l’esposizione vitivinicola aperta al pubblico: sarà possibile degustare e acquistare le etichette, incontrare le cantine e partecipare alle masterclass gratuite (con iscrizione preventiva sul sito). Lunedì 2 marzo la giornata sarà dedicata al comparto professionale e, grazie al sostegno e all’organizzazione di Unioncamere Piemonte, sarà animata da buyer internazionali provenienti da Svezia, Danimarca, Paesi Bassi, Regno Unito e Repubblica Ceca.
Tra le novità dell’edizione 2026, un’attenzione specifica alle cantine di “First Generation”, incluse realtà anche fuori Piemonte: giovani aziende che stanno aggiornando linguaggi e pratiche, con particolare sensibilità alla sostenibilità. Cresce inoltre il dialogo con il cibo grazie a una nuova area food in collaborazione con i Maestri del Gusto di Torino e Provincia, selezione curata dalla Camera di commercio di Torino, con piatti da assaggiare e prodotti da acquistare.
Sul palco delle OGR sono previsti 10 talk di approfondimento, anche grazie alla collaborazione con DISSAPORE, che unisce giornalismo tradizionale e digitale. Previsto inoltre il coinvolgimento di narratori e creator digitali nelle masterclass, con attenzione ai vini di nicchia e alle sperimentazioni più recenti; tra i protagonisti annunciati Giuseppe Calabrese, presentatore di Linea Verde Rai Uno.
Prosegue e si amplia “Aspettando il Salone del Vino 2026“, con un evento al giorno per tutto febbraio, tra cene tematiche e appuntamenti speciali con cantine e consorzi. Tra le date in calendario, il 13 febbraio Go Wine presenta da Combo “La Notte dei Vini di Cantine d’Italia 2026”, con 20 cantine in degustazione. Torna anche la “Notte Rossa Barbera”, progetto ideato e organizzato dall’Associazione F.E.A, in programma venerdì 20 febbraio.
Il Salone 2026 si presenta anche con una nuova veste grafica firmata dall’illustratore torinese Jacopo Rosati, già collaboratore di testate internazionali e nazionali e di aziende come Pirelli, Campari e Lavazza.
Territori e realtà coinvolte
Il Salone dà spazio a una rete ampia di consorzi di tutela, enoteche regionali e associazioni di produttori, dai territori più noti alle denominazioni meno conosciute. Ampio spazio al progetto Torino DOC della Camera di commercio: dal Pinerolese alla Freisa di Chieri, dal Carema all’Erbaluce di Caluso, fino alla Val di Susa e alla Collina Torinese.
Il percorso attraversa l’Alto Piemonte, il Canavese, i territori alpini e prealpini, le colline torinesi, il Monferrato casalese, l’Astigiano, il mondo dell’Asti DOCG e del Brachetto d’Acqui, il Moscato, Roero e Langhe, fino all’Ovada DOCG e alle realtà più giovani come Gavi Giovani. Nel quadro generale trovano spazio anche il vino biologico, il Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo e il Consorzio Vermouth di Torino.
Nell’area food al Binario 3 saranno presenti, tra gli altri, Binario del Gusto di Piazza Nizza, Borgiattino Formaggi, Buatta Cucina Popolana, Cascina Blu di Ciriè, Monferrato Truffle di Moncalvo e Azienda Agricola Dammi di Cossano Belbo.
Lunedì 2 marzo sono attesi 2.000 professionisti del vino dal Piemonte e dall’Italia, tra giornalisti, ristoratori, enoteche, buyer e sommelier, con masterclass e incontri con le aziende. Continuano inoltre le collaborazioni con Fisar Torino e Go Wine, con AIS Piemonte, Onav Torino, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e con il mondo universitario: DISAFA e il Dipartimento di Management Walter Cantino. Prosegue anche il lavoro con scuole e ITS, tra cui ITS Academy Turismo Piemonte, l’Istituto Professionale Statale “G. Colombatto” e ITS Academy Agroalimentare Piemonte.
Grazie al Dipartimento Integrato Dipendenze dell’ASL Città di Torino sarà allestito uno spazio dedicato alla promozione della salute, con informazioni sul consumo consapevole di alcol.
Info e biglietti
I biglietti per il pubblico sono disponibili sul sito ufficiale. Sabato 28 febbraio e domenica 1° marzo l’accesso è previsto attraverso tre pacchetti che includono ingresso, degustazioni nell’area espositiva e una masterclass gratuita (con iscrizione preventiva online):
- pacchetto da 17 euro: 2 token (fino a 2 degustazioni) + 1 masterclass (4 degustazioni)
- pacchetto da 25 euro: 10 token (fino a 10 degustazioni) + 1 masterclass (4 degustazioni)
- pacchetto da 33 euro: 18 token (fino a 18 degustazioni) + 1 masterclass (4 degustazioni)
Lunedì 2 marzo l’accesso sarà consentito soltanto agli operatori professionali, con accredito sul sito del Salone.
Grazie alla convenzione con GTT e WE TAXI è prevista inoltre una soluzione dedicata per favorire spostamenti in sicurezza.
Dichiarazioni
«Raccontare il patrimonio vitivinicolo del Piemonte è un percorso di crescita culturale unico: ad ogni edizione scopriamo nuovi vini, tradizioni che vengono rinnovate, nuove cantine giovani e dinamiche – sottolinea Patrizio Anisio, direttore del Salone del Vino Torino – ma soprattutto vediamo come il pubblico è sempre alla ricerca di esperienze immersive, con una curiosità vivace, fluida e sempre più attenta alla sostenibilità».
Tra i soggetti che sostengono il Salone c’è la Camera di commercio di Torino, che annuncia anche una novità sul fronte degli strumenti dedicati al settore. «Anche quest’anno sosteniamo con convinzione il Salone del Vino che ha la forza di far dialogare diverse anime e che da anni favorisce la diffusione e valorizzazione dei vini torinesi e piemontesi – dichiara Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino – L’evento ci fornisce l’occasione per presentare una nuova piattaforma digitale, realizzata con il coordinamento del nostro Laboratorio chimico, uno strumento a disposizione di viticoltori e agronomi per supportarli concretamente nella gestione di trasformazioni e rischi dovuti al cambiamento climatico. Non mancheranno poi le degustazioni gratuite per far conoscere la nostra selezione di vini Torino DOC, comprese le produzioni più di nicchia che oggi attirano l’attenzione del pubblico. Infine, con l’obiettivo di incrementare le opportunità di mercato per 5 nostre aziende, prevediamo un ciclo di incontri dedicato ai buyer stranieri, realizzato in collaborazione con Unioncamere Piemonte».
Il Salone viene letto anche come leva di promozione turistica e culturale per la città. «Il Salone del Vino si conferma un appuntamento centrale nel calendario dei grandi eventi della nostra città, capace di trasformare Torino in una vera e propria capitale del vino – afferma Domenico Carretta, assessore ai Grandi eventi e Turismo della Città di Torino – Con questa quarta edizione, il Salone compie un ulteriore passo in avanti. Da vetrina espositiva, si amplia, esce dalle mura delle OGR Torino, diventando anche un progetto diffuso, grazie al palinsesto “Aspettando il Salone”, che per tutto il mese di febbraio coinvolgerà l’intero tessuto urbano, dai locali storici alle piole, fino ai luoghi della cultura. Il Salone del Vino è una manifestazione che rappresenta la Torino che vogliamo: una città capace di valorizzare le proprie radici, ma con lo sguardo rivolto al futuro, all’innovazione e soprattutto ai giovani. Il coinvolgimento delle cantine “First Generation” e l’attenzione alla sostenibilità dimostrano che il mondo del vino piemontese è più vivo e dinamico che mai. Un mondo che cittadini e turisti potranno scoprire lasciandosi guidare dal tema di quest’anno, “Degustare è scoprire».
Il quadro delle sfide del comparto viene richiamato anche dalla Regione Piemonte. Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte, sottolinea: «Oggi il vino piemontese è chiamato a due grandi sfide da condurre simultaneamente. La prima è andare con decisione alla conquista di nuovi mercati, alla luce del cambiamento economico e geopolitico che sta interessando gli scenari globali. Per questo stiamo lavorando a strutturare un Osservatorio del Vino che ci offra indicazioni scientifiche e non emozionali su dove traguardare. La seconda è impegnarci con la promozione e la narrazione per riconquistare le giovani generazioni, che un irresponsabile approccio ideologico di criminalizzazione del vino ha allontanato da un consumo consapevole. Con le sue degustazioni, pacchetti e percorsi aperti al grande pubblico e con il ricchissimo programma di eventi off che coinvolgono ristoranti e locali della movida metropolitana, il Salone del Vino di Torino offre sotto quest’aspetto un approccio innovativo e coraggioso, trait-d’union fra le storie straordinarie del nostro territorio e dei nostri produttori, il loro racconto e un’esperienza autentica di scoperta e conoscenza».
Anche la Città metropolitana di Torino sarà presente con uno stand dedicato. «La Città metropolitana patrocina e supporta il Salone del Vino e sarà presente con un suo stand, realizzato in collaborazione con il Distretto del Cibo del Canavese e della Collina Torinese – sottolinea Sonia Cambursano, Consigliera metropolitana delegata alle attività produttive, allo sviluppo economico, alla pianificazione strategica e al turismo – Saranno proposti in degustazione l’Erbaluce Docg, il Canavese Rosso Doc e 9 prodotti rappresentativi delle 9 aree in cui è suddiviso il Distretto. Racconteremo un territorio che spazia dalla Collina Morenica di Ivrea alle porte di Torino, passando per la pianura del Canavese. Un territorio in cui il cibo e il vino non sono solo produzione, ma paesaggio, cultura e identità».






