Alle OGR di Torino, la decima edizione di Grandi Langhe e il Piemonte del Vino 2026 ha riunito oltre 6.500 operatori tra buyer, importatori e professionisti del settore, offrendo una panoramica completa delle denominazioni piemontesi. In questo contesto abbiamo incontrato Isella della storica azienda Marchesi Alfieri, con sede a San Martino Alfieri, tra Asti e Alba.
La tenuta dei Marchesi Alfieri rappresenta una realtà radicata nella storia vitivinicola regionale. La presenza della famiglia sul territorio affonda le sue origini nei secoli e il progetto produttivo prende forma nel 1696, con la costruzione del castello di San Martino Alfieri, affiancato dalla cantina e dal parco che ancora oggi definiscono l’identità della proprietà.
Nel corso del tempo la tenuta ha attraversato diverse fasi di sviluppo, fino all’attuale gestione della famiglia San Martino di San Germano, che ha rilanciato l’attività puntando sulla valorizzazione dei vigneti e su una lettura contemporanea della produzione.
La gamma si concentra su vitigni come Barbera, Nebbiolo, Grignolino e Pinot Nero, a cui si affiancano metodo classico e altre etichette legate alle diverse parcelle aziendali. Negli ultimi anni si è aggiunto anche un progetto dedicato al Timorasso, con il debutto del Derthona Colli Tortonesi DOC Timorasso, che segna per la cantina il ritorno a questa tipologia dopo oltre venticinque anni.
I vigneti si distribuiscono su più colline, con una produzione che mantiene un rapporto diretto con i suoli e con l’identità delle Terre Alfieri, denominazione che negli ultimi anni ha rafforzato la propria presenza nel panorama piemontese.
L’incontro con Isella ha permesso di approfondire il lavoro di una tenuta che attraversa oltre tre secoli di viticoltura, mantenendo una linea produttiva coerente e attenta all’evoluzione del settore.



