HomeEventiMontalbera presenta il Ruchè Riserva Franco Morando e il Metodo Classico 140+1

Montalbera presenta il Ruchè Riserva Franco Morando e il Metodo Classico 140+1

Due vini molto diversi, ma nati dentro la stessa idea di cantina: da una parte il Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG Riserva “Franco Morando”, dall’altra il Metodo Classico Pas Dosé 140+1. Sono queste le due novità con cui Montalbera apre il 2026 e rilancia il proprio lavoro su identità territoriale, precisione enologica e capacità di allargare il raggio della produzione senza perdere riconoscibilità.

Montalbera presenta il Ruchè Riserva Franco Morando e il Metodo Classico 140+1

La prima etichetta ha un peso anche simbolico. La Riserva “Franco Morando” nasce da una selezione dei vigneti storici situati tra Castagnole Monferrato, Montemagno e San Vittore e rappresenta la seconda Riserva della cantina dopo Il Fondatore. È un vino che lega il nome di una figura centrale nella storia aziendale a una lettura del Ruchè pensata per la profondità e per la tenuta nel tempo. Con questa Riserva, il Ruchè viene portato verso una dimensione più ampia, costruita anche sulla capacità di evolvere.

Sul piano produttivo, la Riserva segue un percorso rigoroso. I vigneti sono allevati a Guyot basso, con rese contenute che non superano i 60 quintali per ettaro; la vinificazione avviene in rosso, con lunga macerazione sulle bucce, mentre l’invecchiamento prevede 18 mesi tra barriques e tonneaux di rovere francese, austriaco e di Slavonia, seguiti da ulteriori 6 mesi in bottiglia. Nel bicchiere il vino si presenta rubino intenso con riflessi granati, profilo olfattivo ampio, note che dal varietale si spostano verso cioccolato, cuoio conciato e mirtillo in cognà, e un sorso lungo sostenuto da tannino setoso e da una struttura ben misurata.

Montalbera presenta il Ruchè Riserva Franco Morando e il Metodo Classico 140+1

La seconda novità si muove su un terreno completamente diverso ma altrettanto ambizioso. Con il 140+1, Montalbera porta avanti il suo lavoro sul Metodo Classico da 100% Pinot Nero, evoluzione del progetto 120+1. Anche qui la scelta è netta: vinificazione in purezza, nessun dosaggio finale, oltre 140 mesi di affinamento sui lieviti e un’impostazione che punta a restituire il vitigno in una chiave essenziale e precisa. Il “+1” indica simbolicamente il giorno dedicato alla degustazione e alla definizione del blend finale.

Il lavoro tecnico è parte centrale del progetto. I grappoli vengono selezionati e sottoposti a un processo graduale di lavaggio, ammollo e asciugatura per ottenere un mosto molto pulito; i vini base provengono da mosti di primissima spremitura; la fermentazione alcolica avviene in piccole botti di rovere con legni selezionati e stagionati per almeno tre anni, dove il vino resta sui lieviti per circa sei mesi svolgendo anche la malolattica, prima del lungo affinamento in bottiglia. Il risultato, secondo la descrizione aziendale, è un Pas Dosé dal colore giallo paglierino con riflessi dorati, perlage fine e persistente, note di agrumi, fiori bianchi, nocciola tostata e crosta di pane, con un assaggio cremoso, sapido e strutturato.

La presentazione delle due etichette si è svolta a Torino, da Bifrò, il ristorante guidato da Roberto Pintadu, con un percorso costruito per accompagnare i vini attraverso gli abbinamenti. Si è iniziato con Alta Langa 2022 e Calypsos Viognier 2025, serviti con salame, lardo e pecorino sardo; il Pas Dosé 140+1 Magnum ha accompagnato antipasti e cotto del Bifrò.

La parte centrale è entrata nel vivo con il Ruchè Riserva Il Fondatore 2023 Magnum, proposto insieme a secreto di maiale iberico e diaframma di angus USA, mentre il nuovo Ruchè Riserva Franco Morando 2023 Magnum è stato servito con bistecca di vacca extra marezzata. Accanto alle nuove etichette, in degustazione anche altre referenze della gamma, dal Barolo al Barbaresco, a delineare l’ampiezza della produzione della cantina. In chiusura, pre dessert della casa e gelato alla crema, accompagnati da Moscato d’Asti San Carlo 2025.

È in questo contesto che si è colta con maggiore chiarezza la linea che unisce le due novità. Il Franco Morando lavora sulla continuità familiare, sulla memoria aziendale e sulla centralità del Ruchè nel percorso di Montalbera. Il 140+1 allarga invece lo sguardo verso una tipologia diversa, oggi sempre più centrale nel mercato, e mette in evidenza il versante più tecnico e progettuale della cantina. Due vini lontani per stile, ma coerenti dentro una stessa strategia: consolidare il presidio sul territorio storico e, insieme, mostrare la capacità di misurarsi con registri diversi.

Del resto, il percorso di Montalbera si legge anche nei numeri e nella storia aziendale. La cantina della famiglia Morando, con sede a Castagnole Monferrato e vigneti anche a Castiglione Tinella, nasce all’inizio del Novecento e oggi conta oltre 100 ettari vitati tra Monferrato e Langhe. Nella documentazione della cantina si sottolinea inoltre il peso produttivo raggiunto soprattutto sul Ruchè, con circa il 60 per cento del Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG e circa il 15 per cento del Grignolino d’Asti DOC provenienti dalle sue strutture.

Dopo la presentazione torinese, il prossimo passaggio sarà Vinitaly 2026, dove le due etichette verranno mostrate come anteprime internazionali dal 12 al 15 aprile a Verona, nel Padiglione 10, Stand G2. Sarà lì che Montalbera porterà ufficialmente il nuovo capitolo del proprio lavoro: da un lato una Riserva che rilancia il Ruchè come vino di spessore e durata, dall’altro un Pas Dosé da lungo affinamento che spinge al massimo la ricerca sul Pinot Nero.

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