A Torino, la quarta edizione del Salone del Vino si è chiusa il 2 marzo 2026 con oltre 19 mila visitatori, più di 500 cantine e un programma fitto di incontri e degustazioni, offrendo una lettura ampia e articolata del panorama vitivinicolo piemontese.
Tra le realtà presenti, Giacomo di Sant’Anna dei Bricchetti ha portato il percorso di un’azienda familiare radicata a Costigliole d’Asti, nel Monferrato. La storia prende forma nel 2012, quando Ruggero e Orsetta recuperano la collina di Sant’Anna, le vigne e la cascina sul bricco, dando vita a un progetto costruito interamente su uve di proprietà.
Oggi l’azienda si estende su circa cinque ettari in corpo unico, seguiti direttamente dalla famiglia. Una dimensione contenuta che consente un controllo puntuale del lavoro in vigna e in cantina, mantenendo una linea produttiva coerente.
La produzione si concentra principalmente su Barbera e Moscato, varietà che a Costigliole trovano condizioni favorevoli grazie al microclima del Monferrato e a una tradizione viticola consolidata.
È proprio sul Moscato che il progetto sviluppa una delle sue direzioni più interessanti. Accanto al Moscato d’Asti DOCG, Sant’Anna dei Bricchetti propone anche una versione vinificata secca, scelta ancora poco diffusa per questo vitigno, che ne mette in evidenza freschezza e sapidità, con una capacità evolutiva meno scontata. Il lavoro sulle bollicine comprende inoltre metodi classici in cui il mosto di Moscato entra nel processo produttivo, contribuendo a definire in modo più ampio l’identità della cantina.
Accanto a questa linea, la produzione include Barbera d’Asti e Barbera Superiore, con vinificazioni differenziate che puntano a valorizzare sia il profilo più diretto del vitigno sia le espressioni più strutturate.
Al Salone del Vino Torino 2026, Giacomo ha raccontato un progetto costruito su poche varietà, sviluppate in più direzioni, mantenendo un legame costante con le colline di Costigliole d’Asti e con una visione produttiva chiara e riconoscibile.



