A Cartagena, l’ospitalità passa dal bancone ma arriva molto più lontano. Alquímico, uno dei cocktail bar colombiani più conosciuti sulla scena internazionale, ha conquistato il Michter’s Art of Hospitality Award 2026, riconoscimento assegnato nell’ambito di The World’s 50 Best Bars al locale che ha offerto la migliore esperienza di accoglienza durante il periodo di votazione.
Il premio arriva alla vigilia della presentazione di The World’s 50 Best Bars 2026, sponsored by Perrier, la cui classifica sarà svelata a Milano il 7 ottobre. A scegliere Alquímico sono stati gli oltre 800 membri della The World’s 50 Best Bars Academy, professionisti del settore chiamati a votare in forma anonima. Ognuno di loro indica il bar che, nel corso dell’anno, ha saputo distinguersi maggiormente per la qualità dell’ospitalità, considerando non soltanto il servizio ma l’intera relazione costruita con l’ospite.
Per il locale colombiano è un riconoscimento che racconta bene l’evoluzione di un progetto nato dieci anni fa. Fondato nel 2016 dall’imprenditore franco-vietnamita Jean Trinh, Alquímico è cresciuto all’interno di un palazzo storico di tre piani in Calle del Colegio, nel centro di Cartagena, fino a diventare una delle destinazioni più osservate della mixology internazionale.
La forza del progetto non risiede soltanto nella qualità dei cocktail. Dietro ogni piano del locale c’è una diversa lettura della Colombia, dei suoi prodotti e delle comunità che li coltivano. La biodiversità del Paese entra nei bicchieri, mentre parte dell’attività economica viene destinata a programmi sociali, formazione professionale e iniziative ambientali.
Al piano terra, la carta mette al centro ingredienti provenienti da comunità agricole colpite dal conflitto colombiano. Una parte dei ricavi derivanti dalla vendita dei cocktail finanzia progetti di sviluppo territoriale, tra i quali figura anche una scuola prevista per il 2026.
Il secondo piano guarda invece alla formazione. I grandi classici della miscelazione vengono reinterpretati attraverso ingredienti e riferimenti colombiani, mentre parte dei proventi sostiene un’accademia dedicata ai bartender e una fondazione musicale rivolta ai giovani provenienti da contesti svantaggiati.
Sul rooftop cambia ancora il racconto. I cocktail prendono forma a partire dagli ingredienti coltivati nella fattoria di proprietà del team e contribuiscono a sostenere programmi locali di riforestazione. Tre livelli, dunque, ma una sola idea di fondo: fare del bar un luogo capace di raccontare il Paese attraverso ciò che si beve e attraverso le persone che rendono possibile ogni drink.
Anche lo spazio contribuisce a definire l’identità di Alquímico. Il palazzo storico mantiene il carattere architettonico di Cartagena, mentre illuminazione, musica e ritmo del servizio restituiscono una lettura contemporanea della città. Il risultato è un locale in continuo movimento, nel quale il patrimonio colombiano non viene trasformato in semplice elemento decorativo, ma entra nella costruzione dell’esperienza.
È soprattutto nel rapporto con gli ospiti, però, che il progetto guidato da Jean Trinh e Paola Oviedo ha trovato la propria cifra. I bartender non si limitano a preparare e servire i cocktail: raccontano la provenienza degli ingredienti, le persone che li producono e i progetti sostenuti attraverso il locale. Il servizio diventa così uno strumento narrativo, capace di mettere in relazione chi siede al bancone con una realtà molto più ampia.
Emma Sleight, Director of Content & Creative di The World’s 50 Best Bars, dichiara: «Al di là degli straordinari cocktail e dell’atmosfera vibrante, Alquímico ha ridefinito il significato e l’essenza dell’ospitalità a livello mondiale. Siamo felicissimi di rivolgere le nostre più sentite congratulazioni a Jean e all’incredibile team di Alquímico per questo riconoscimento assolutamente meritato. Per loro l’ospitalità non è un semplice servizio: è l’arte di far sentire le persone viste, apprezzate e parte di una storia più grande. Condividendo con tanta autenticità la ricchezza della cultura, degli ingredienti e delle comunità colombiane, Alquímico offre un’esperienza che rimane impressa ben oltre il momento in cui si lascia il locale».
Una filosofia che per Paola Oviedo e Jean Trinh, co-founder e owner di Alquímico, parte da un principio preciso: l’ospitalità come forma di cura che non riguarda soltanto chi entra nel locale, ma coinvolge anche dipendenti, produttori e comunità. «Vincere il Michter’s Art of Hospitality Award ha per noi un significato profondo, perché riconosce un principio che guida Alquímico fin dall’inizio: l’ospitalità è un atto di cura. Per noi significa prenderci cura non soltanto degli ospiti, ma anche sostenere il nostro team, i produttori e le comunità. Questa visione trova espressione nella nostra Hospitality School di Cartagena, creata insieme a Colectivo Canta, dove aiutiamo i giovani a sviluppare valori come empatia, lavoro di squadra, disciplina e rispetto attraverso la musica e l’ospitalità. Questo premio celebra tutte le persone coinvolte e conferma che l’ospitalità può essere una potente forza di cambiamento positivo».
La Hospitality School di Cartagena, realizzata insieme a Colectivo Canta, rappresenta uno degli sviluppi più significativi del progetto. Attraverso musica e formazione nel settore dell’accoglienza, il programma lavora con i giovani su competenze professionali e personali, dalla disciplina al lavoro di squadra, fino all’empatia e al rispetto.
Il riconoscimento ricevuto da Alquímico sottolinea così una trasformazione che riguarda l’intero mondo dei cocktail bar. Non basta più costruire una carta tecnicamente impeccabile o lavorare con ingredienti ricercati: i locali capaci di lasciare il segno sono sempre più quelli che riescono a dare un significato al servizio e a costruire una relazione tra il bicchiere, il territorio e chi lo abita.
Anche Matt Magliocco, Executive Vice President di Michter’s Distillery, ha sottolineato il valore del lavoro portato avanti a Cartagena: «Congratulazioni a Jean Trinh, Paola Oviedo e all’intero team di Alquímico per aver ricevuto il Michter’s Art of Hospitality Award 2026. A Cartagena hanno creato qualcosa di davvero speciale, offrendo a ogni ospite calore, generosità e un’attenzione autentica. A nome di tutti noi di Michter’s, siamo felici di celebrare questo straordinario traguardo».
Il Michter’s Art of Hospitality Award è il primo dei due riconoscimenti speciali annunciati prima della pubblicazione della classifica The World’s 50 Best Bars 2026. Per conoscere invece la posizione dei migliori cocktail bar dell’anno bisognerà attendere il 7 ottobre, quando la cerimonia approderà a Milano.
Il countdown sarà trasmesso in diretta sul canale YouTube di 50 Best a partire dalle 20, ora italiana, permettendo al pubblico internazionale di seguire la nuova geografia mondiale della mixology. Per Alquímico, però, un risultato è già acquisito: da Cartagena arriva un modello in cui il valore di un bar non si misura soltanto da ciò che finisce nel bicchiere, ma da quello che riesce a costruire intorno.





