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Giulia Saglietto a Sbarbatelle 2026: il Ponente ligure raccontato attraverso Vermentino e Pigato

Tra i filari terrazzati del Ponente ligure, dove la vite guarda il mare e convive da secoli con olivi e muretti a secco, prende forma il lavoro di Giulia Saglietto, giovane produttrice dell’Azienda Agricola Saglietto di Poggi, frazione collinare di Imperia. Una viticoltura segnata dalle pendenze, dalla luce mediterranea e da una presenza costante del mare, portata quest’anno a Sbarbatelle 2026 attraverso tre vini della Riviera Ligure di Ponente DOC.

L’appuntamento, ospitato il 21 e 22 giugno alla Tenuta Marchesi Alfieri di San Martino Alfieri, ha riunito produttrici italiane under 40 provenienti da diverse regioni. Banchi d’assaggio e incontri hanno restituito una fotografia di una nuova generazione del vino italiano, chiamata a confrontarsi con aziende familiari, territori spesso complessi e una sensibilità sempre maggiore verso il lavoro agricolo.

È in questo scenario che si inserisce la storia di Giulia Saglietto, espressione di una realtà familiare che ha costruito la propria identità sulle colline alle spalle di Imperia. Qui coltivare la vite significa lavorare su fasce terrazzate, affrontare forti pendenze e affidarsi in larga parte alla manualità. Il paesaggio non è soltanto ciò che circonda i vigneti: determina tempi, scelte e modalità di produzione.

L’Azienda Agricola Saglietto, certificata biologica, porta avanti insieme viticoltura e olivicoltura. Accanto alle vigne crescono infatti gli olivi di cultivar Taggiasca, da cui nasce l’olio extravergine prodotto dalla famiglia. Vino e olio condividono così lo stesso territorio, segnato dalla vicinanza del Mediterraneo, dai venti, dall’esposizione solare e da terreni che impongono un rapporto quotidiano con la collina.

A questa dimensione agricola si affianca l’ospitalità dell’Agriturismo Uliveto Saglietto, con appartamenti inseriti nel borgo di Poggi di Imperia. Un progetto che permette di leggere il territorio nella sua interezza, passando dai terrazzamenti alle vigne, dagli uliveti alle case del paese, fino alla vista che si apre verso la costa.

A Sbarbatelle 2026, Giulia Saglietto ha scelto di raccontare questa parte di Liguria attraverso tre etichette: Allantù 2025, da uve Vermentino; Tou Lì 2025, Pigato; e Barba Ninin 2023, Pigato Superiore.

Tre vini che mettono al centro due delle varietà bianche più rappresentative della Riviera Ligure di Ponente, interpretate attraverso profumi mediterranei, freschezza e sapidità. Se il Vermentino racconta una delle espressioni più conosciute della viticoltura costiera ligure, il Pigato assume qui un ruolo particolarmente identitario, legato a una lunga storia produttiva e alle caratteristiche delle colline che guardano il mare.

Barba Ninin 2023, nella versione Pigato Superiore, approfondisce ulteriormente questo percorso, mostrando come lo stesso vitigno possa essere letto con maggiore struttura e complessità senza perdere il legame con il territorio d’origine.

Dietro ogni bottiglia resta il carattere di una viticoltura difficile da meccanizzare e inevitabilmente legata al lavoro dell’uomo. Le fasce di Poggi obbligano a confrontarsi con spazi ridotti, dislivelli importanti e una gestione attenta dei vigneti. Sono condizioni che hanno modellato nel tempo il paesaggio agricolo del Ponente ligure e che continuano a determinare il modo in cui si produce vino.

La presenza di Giulia Saglietto a Sbarbatelle racconta così qualcosa di più di tre etichette: mostra il passaggio generazionale all’interno di una realtà familiare e il modo in cui una giovane produttrice sceglie di dare continuità a un territorio senza trasformarlo in una cartolina.

Tra Pigato, Vermentino, olio di Taggiasca e ospitalità, il progetto della famiglia Saglietto mantiene infatti un centro preciso: Poggi di Imperia e le sue colline. È da questi terrazzamenti affacciati sul Mediterraneo che parte il racconto di Giulia, portato a Sbarbatelle 2026 come una delle voci della nuova generazione del vino italiano.

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