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Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia, Alessio Planeta eletto presidente

Cambio alla guida del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia: il Consiglio di amministrazione ha eletto Alessio Planeta nuovo presidente, segnando un passaggio rilevante nel percorso dell’organismo.

La nomina è arrivata venerdì 10 aprile 2026, durante la prima riunione del nuovo CdA, a pochi giorni dall’Assemblea dei soci. Contestualmente è stata confermata per il prossimo triennio la composizione del Consiglio di amministrazione, che affianca il nuovo presidente: Antonio Rallo (amministratore delegato Donnafugata), Vincenzo Ampola (presidente Cantine Petrosino), Gaspare Baiata (presidente Cantine Paolini), Giuseppe Bursi (presidente Cantine Settesoli), Salvatore Chiantia (presidente Cantina La Vite), Rosario Di Maria (presidente Cantine Ermes), Giuseppe Figlioli (direttore Cantine Birgi), Roberto Magnisi (direttore Duca di Salaparuta), Filippo Paladino (vicepresidente Colomba Bianca), Letizia Russo (direttore Feudo Arancio) e Alberto Tasca (presidente Tasca d’Almerita).

La scelta del Consiglio conferma una linea orientata alla valorizzazione del patrimonio vitivinicolo siciliano, al rafforzamento delle attività di tutela e promozione e allo sviluppo sui mercati, in Italia e all’estero.

Nella lettera aperta diffusa dopo la nomina, Alessio Planeta traccia le priorità del mandato, alternando riconoscenza e consapevolezza delle sfide in corso:
«Vorrei esprimere, da un lato, la gioia per questo incarico così prestigioso, che rappresenta un grande onore per me, per la mia famiglia, per la nostra azienda e per tutti i nostri dipendenti. Dall’altro, desidero manifestare la mia gratitudine all’amico Antonio Rallo e a tutti i Consigli di amministrazione che hanno preceduto questa presidenza, per il lavoro straordinario svolto: prima la creazione del Consorzio, poi lo sviluppo di una struttura efficiente, fatta di persone e professionisti, capace di accompagnare e sostenere il vino siciliano sin dal 2012».

Uno sguardo che si allarga subito al contesto attuale, segnato da dinamiche complesse per il settore: «Sento un forte senso di responsabilità, legato alla complessità del momento che stiamo attraversando: siamo di fronte a grandi sfide, in un mercato sempre più complesso e in una congiuntura non facile, in cui il settore vitivinicolo è oggetto di pressioni e attacchi da diversi fronti, tra cambiamenti nei modelli di consumo, crescente attenzione – talvolta anche distorta – ai temi della salute, dinamiche internazionali instabili e una competizione sempre più globale. A tutto ciò si aggiungono tensioni sui costi, incertezze geopolitiche e una comunicazione che spesso non valorizza adeguatamente la cultura e il valore del vino, elementi che ci impongono lucidità, coesione e capacità di visione».

Accanto alle criticità, il nuovo presidente individua anche le leve su cui costruire il futuro del comparto: «Allo stesso tempo abbiamo davanti a noi straordinarie opportunità, che derivano dal vigneto più sostenibile d’Italia, da un patrimonio di varietà vastissimo – capace di rispondere alle esigenze del consumatore contemporaneo e di offrire basi solide su cui costruire i vini del presente – e dal crescente successo del turismo in Sicilia, che rappresenta un volano fondamentale per la crescita del comparto vitivinicolo».

Il legame tra territorio e produzione resta centrale nella visione delineata: «Sempre più visitatori scoprono il territorio attraverso il vino, contribuendo a rafforzarne il valore e la riconoscibilità nel mondo; in questo contesto emerge anche il patrimonio umano dei viticoltori siciliani – fatto di competenze, tradizioni e passione – che rappresenta la vera forza del settore e rende unico il nostro modello produttivo, rafforzando al contempo il valore del nome Sicilia, così fortemente evocativo, che dobbiamo essere capaci di riportare nel bicchiere con la stessa intensità con cui si esprime nel turismo, nella cultura e nel cibo».

Un passaggio che si traduce anche in una visione di sistema: «Sicilia DOC racchiude tutte le anime del vino siciliano – dalla cooperazione alle aziende verticalizzate – e lavoreremo per dare il giusto tono di voce a questo coro, affinché possa esprimersi come una vera orchestra. Le sfide sono molte, ma possiamo contare su un gruppo di lavoro solido e rodato, pronto a debuttare al Vinitaly e ad affrontare l’enorme mole di lavoro che ci attende, con l’obiettivo di contribuire alla definizione di un piano vitivinicolo regionale e di un progetto di lungo respiro, nel quale Sicilia DOC possa svolgere pienamente il proprio ruolo all’interno di un sistema più ampio.
A presto, dunque, sui mercati e nelle vigne siciliane.
Tuteliamo il nome Sicilia che è fortemente evocativo: dovremmo essere capaci di riportare dentro il bicchiere la reputazione che la Sicilia ha nel turismo nella cultura e nel cibo
».

Classe 1966, laureato in Scienze Agrarie, Alessio Planeta guida l’azienda di famiglia dal 1991 e ha contribuito in modo significativo al posizionamento dei vini siciliani sui mercati internazionali. È stato presidente di Assovini Sicilia dal 2017 al 2020 e siede nel CdA del Consorzio DOC Sicilia. Nel 2012 è stato nominato Accademico aggregato dell’Accademia dei Georgofili; nel 2023 ha ricevuto il titolo di “Winemaker of the Year” ai Wine Star Awards di Wine Enthusiast, riportando l’Italia al vertice del riconoscimento dopo sedici anni. Nel 2024, insieme alla sua azienda, ha ottenuto il premio “Famiglia del Vino dell’Anno” ai Meininger Awards Excellence in Wine & Spirit, mentre il brand Planeta è entrato nella classifica “The World’s Most Admired Wine Brands”, al 30° posto a livello globale.

Il nuovo incarico arriva in una fase considerata strategica per il settore, con l’obiettivo di consolidare il ruolo della DOC Sicilia come riferimento qualitativo e identitario del vino dell’isola.

Il Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia, nato nel 2012, rappresenta oggi una delle principali realtà del panorama vitivinicolo nazionale. Riunisce quasi 8.000 viticoltori e circa 500 imbottigliatori, impegnati nella promozione della denominazione e nella tutela dei produttori e dei consumatori. La Sicilia è inoltre la più estesa area vitivinicola biologica in Italia, con circa il 30% della superficie nazionale e oltre 42mila ettari coltivati secondo disciplinari biologici o di produzione integrata.

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