A Casale Monferrato, l’Anteprima Grignolino&Co. 2026 ha acceso il confronto sulla vendemmia 2025, con una giornata di lavoro al Castello dedicata a operatori Ho.Re.Ca. e giornalisti di settore.
La doppia masterclass di lunedì 11 maggio ha permesso di fare il punto non solo sull’ultima annata, ma anche sulle diverse interpretazioni del Grignolino del Monferrato Casalese e delle altre denominazioni tutelate dal Consorzio di Tutela Vini Colline del Monferrato Casalese.
A guidare l’analisi tecnica della vendemmia 2025 nei diversi areali di produzione è stato l’enologo Mario Ronco, che ha richiamato l’attenzione su un elemento decisivo: il meteo. Suoli, esposizione, altitudine, vitigno e lavoro dell’uomo restano fattori fondamentali, ma l’andamento climatico continua a incidere in modo determinante sulle caratteristiche di ogni annata.
Dopo stagioni segnate dalla siccità, in cui la media dei circa 600 millimetri di precipitazioni era rimasta disattesa, il 2024 aveva registrato valori molto più alti, intorno ai 900/1000 millimetri. Nel 2025, invece, le piogge sono tornate su livelli medi, come confermato anche dai dati raccolti dalle tre stazioni meteorologiche collocate nei diversi areali del Grignolino del Monferrato Casalese.
“Ovviamente” ha precisato Ronco, “ci sono piccole differenze tra i diversi areali e, ancora di più, tra i singoli vigneti, ma l’andamento generale è molto ben chiaro. Il 2025 è stata un’annata caratterizzata da un andamento più normale, dopo il 2022 (annata caldissima e secca), il 2023 (situazioni estreme) e il 2024 (fresca e piovosa), per quanto le temperature medie fossero comunque in aumento”.
Il 2025 si è dunque distinto per un quadro più regolare rispetto alle annate precedenti, pur all’interno di un contesto climatico in cui le temperature medie continuano a crescere. La riserva idrica accumulata nel terreno ha avuto un ruolo importante, soprattutto nella fase più calda della stagione.
“L’inverno 2024 ha registrato medie leggermente più alte, ma con buona riserva idrica, grazie anche alle abbondanti precipitazioni intercorse nell’anno” ha proseguito l’enologo. “Il germogliamento è stato registrato mediamente intorno al 24 di marzo (nel 2025 era stata intorno al 2 aprile). Poi, la primavera è stata interessata da piogge tipiche del periodo, con qualche piccolo problema di Peronospora prima e di Odio poi, ma fortunatamente non gravi. Maggio è stato nella norma; giugno molto caldo e secco, ma le viti non hanno patito grazie alla riserva idrica nel terreno. Il mese di luglio è stato perfetto, con temperature massime mai elevate e minime fresche per il periodo, con le viti che hanno lavorato molto bene senza soste, portando molto avanti la maturazione, come si è ben potuto vedere nelle basi spumante. Il mese di agosto ha invece registrato una prima anomalia: giorni di caldo estremo intorno a Ferragosto seguiti da una fase temporalesca, che ha generato una sofferenza nei vigneti molto ben esposti, ma le successive piogge hanno rigenerato quasi tutti gli areali. Tra gli effetti del clima/meteo, è stata diffusamente registrata la presenza di Tignoletta (Lobesia Botrana), come non si vedeva da anni. Infine, vendemmia anticipata e con una quantità modesta, ma di ottima qualità. In generale, meno antociani e più flavonoidi, rispetto all’anno precedente. Il Grignolino è un vitigno molto sensibile alle variazioni del terroir. Le gradazioni potevano essere più alte, ma la vendemmia un po’ anticipata è forse anche motivata dalla necessità di mercato. Acidità molto buone”.
Dal quadro tracciato da Ronco emerge quindi una vendemmia meno abbondante, ma con uve sane e una qualità giudicata molto positiva. L’anticipo della raccolta, insieme alla buona acidità e alla risposta dei vigneti dopo le piogge di fine estate, definisce un’annata destinata a essere letta con attenzione nelle diverse interpretazioni in cantina.
Durante le degustazioni è intervenuto anche Daniele Guaschino, delegato AIS di Casale Monferrato, soffermandosi sull’evoluzione del Grignolino dopo l’imbottigliamento. Secondo la sua lettura, il Grignolino affinato in acciaio dovrebbe avere almeno due anni di bottiglia prima di esprimersi pienamente, mentre per la Riserva il passaggio in legno dovrebbe restare discreto, capace di accompagnare il vino senza sovrapporsi alla sua identità.
L’evento è stato organizzato dal Consorzio di Tutela Vini Colline del Monferrato Casalese in collaborazione con la Città di Casale Monferrato e AIS.



