HomeNotizieGoodTrekking e l’Italia che cammina: i percorsi più desiderati del 2026

GoodTrekking e l’Italia che cammina: i percorsi più desiderati del 2026

Il turismo outdoor continua a crescere, ma cambia il modo di scegliere la destinazione: non basta più trovare un sentiero panoramico, oggi gli escursionisti cercano percorsi capaci di unire natura, storia, spiritualità e una gestione più consapevole del tempo all’aria aperta.

A raccontarlo sono i dati raccolti da GoodTrekking, portale di riferimento per gli appassionati di camminate e turismo lento del Network Valica, che ha analizzato le ricerche degli utenti, il traffico diretto sul sito e le tendenze social nei primi sei mesi del 2026. Ne emerge una mappa dell’Italia outdoor fatta di luoghi simbolici, vette accessibili, santuari sospesi tra fede e paesaggio, cascate dell’Appennino e itinerari adatti anche a chi non pratica trekking in modo professionale.

Il dato più interessante riguarda proprio l’evoluzione del pubblico. Chi cammina non cerca soltanto la prestazione fisica, ma un’esperienza più ampia, in cui il percorso diventa anche occasione di benessere, scoperta e contatto con territori meno affollati. In questo scenario, la tecnologia ha un ruolo sempre più centrale: mappe digitali, strumenti di pianificazione, contenuti personalizzati e supporti basati sull’intelligenza artificiale rendono le escursioni più sicure, leggibili e adatte a diversi livelli di preparazione.

La meta più cercata porta nel Lazio, a meno di un’ora da Roma. Il trekking al Santuario della Mentorella, nei Monti Prenestini, intercetta il desiderio di un luogo vicino alla città ma lontano dal ritmo urbano. Il percorso parte da Guadagnolo, il borgo più alto della città metropolitana di Roma Capitale, e si sviluppa lungo un anello di circa dieci chilometri, con cinque ore di cammino e 370 metri di dislivello. A quota 1.200 metri, il santuario è considerato tra i più antichi luoghi mariani d’Italia e d’Europa. È stato anche meta di visite pubbliche e private da parte di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Leone XIV. Il fascino dell’itinerario nasce dall’incontro tra la natura della Valle del Giovenzano e la dimensione spirituale del luogo, che lo rende una delle mete più ricercate da chi cerca un’escursione intensa ma non estrema.

Tra i luoghi di fede all’aperto, un forte interesse riguarda anche il Santuario Madonna della Corona, sulle pendici del Monte Baldo, nel versante veneto del Lago di Garda. L’itinerario ad anello misura circa undici chilometri, parte dalla piazza centrale di Ferrara di Monte Baldo e richiede circa quattro ore di cammino, con 570 metri di dislivello in salita. La sua forza è nell’impatto architettonico del santuario, costruito contro la parete rocciosa verticale, in una posizione che sembra sfidare il vuoto. Il percorso alterna fatica, silenzio e scorci aperti sul paesaggio, fino al passaggio sul ponte tibetano nei pressi di Malga Orsa, uno dei tratti più fotografati e ricercati dagli escursionisti.

L’Emilia-Romagna conquista due posizioni tra le mete più cercate. La prima è il trekking alla Cascata dell’Alferello, nel cuore dell’Appennino Tosco-Romagnolo. Il percorso parte da Alfero e si sviluppa lungo un anello di oltre quindici chilometri, per circa sei ore e mezza di cammino e più di 800 metri di dislivello complessivo. È un itinerario adatto a chi cerca un contatto più diretto con la parte selvaggia dell’Appennino, tra acqua, boschi e formazioni naturali. La Cascata delle Trote e la Pietra Spaccata, un grande masso diviso a metà, sono tra i punti più riconoscibili del cammino. L’area, insieme alle Balze di Verghereto e alle sorgenti del Tevere, conferma il valore di una zona ancora capace di attirare chi vuole camminare nel verde e nella memoria geologica del territorio.

La seconda meta emiliana è il Lago Scaffaiolo, nel comprensorio del Corno alle Scale. A quota 1.750 metri, il lago è uno degli itinerari d’alta quota più amati da chi cerca un’escursione breve, panoramica e accessibile. Il percorso richiede circa un’ora e mezza di cammino, con 290 metri di dislivello distribuiti su circa quattro chilometri. Proprio questa facilità lo rende una scelta frequente per famiglie con bambini, gruppi di amici, camminatori meno esperti e persone che vogliono affrontare un itinerario in montagna anche con il proprio cane. Il Lago Scaffaiolo conferma così la crescita di una domanda outdoor più trasversale, dove l’alta quota non è riservata soltanto agli escursionisti allenati.

A chiudere la top 5 sono le Dolomiti, con il trekking al Piz Boè in Alta Badia. Nel Gruppo del Sella, questa cima a 3.152 metri è spesso considerata uno dei tremila più accessibili dell’arco dolomitico. Grazie alla funivia che sale da Passo Pordoi, l’escursione a piedi si riduce a un sentiero alpino di poco inferiore ai tre chilometri, con circa 300 metri di dislivello. È proprio questa combinazione tra quota, panorama e relativa accessibilità a renderla una delle mete più cercate nel Nord Italia. Il percorso permette anche agli escursionisti non professionisti di raggiungere una vetta simbolica e di fermarsi al Rifugio Capanna Piz Fassa, il più alto delle Dolomiti.

La fotografia tracciata da GoodTrekking mostra un Paese in cui il cammino non è più soltanto attività sportiva, ma una forma di viaggio. I sentieri più cercati raccontano il bisogno di rallentare, scegliere mete con una forte identità e vivere la natura senza rinunciare alla sicurezza, alla pianificazione e all’accessibilità. Dalle montagne più note ai luoghi appartati dell’Appennino, il trekking italiano del 2026 sembra muoversi in una direzione chiara: meno corsa alla performance, più attenzione alla qualità dell’esperienza.

I dati del 2026 confermano che la community di GoodTrekking non cerca solo la prestazione sportiva, ma un’esperienza di escursionismo a 360 gradi“, spiegano dalla redazione del portale. “La riscoperta dei cammini storici e spirituali, unita alla curiosità verso meraviglie geologiche e vette iconiche rese accessibili grazie alla tecnologia e alla pianificazione, dimostra che l’outdoor in Italia è ormai sinonimo di benessere e di una pianificazione turistica che spinge sempre di più verso la qualità di viaggio e di vita.

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