All’Arena di Verona, la stagione lirica 2026 non passa soltanto dal palcoscenico: prima che si accendano le luci sugli spettacoli, la terrazza dell’anfiteatro romano diventa anche il luogo di una cena firmata da Emanuele Scarello, chef del ristorante Agli Amici, chiamato a curare la proposta gastronomica di Star Roof.
L’esperienza, legata all’offerta corporate di Fondazione Arena di Verona e gestita da Infront, unisce il rito dell’opera a quello della tavola in uno degli spazi più riservati del monumento. Fino al 12 settembre 2026, la terrazza accoglie soltanto 24 ospiti per sera, con un menu degustazione pensato come preludio allo spettacolo.
Star Roof si trova nel punto che collega il primo anello dell’Arena all’ala, la sola porzione dell’anfiteatro sopravvissuta al terremoto del 1117 e da secoli simbolo della città. Da qui lo sguardo si apre su Piazza Bra e sul Liston, tra il passaggio dei visitatori, il profilo dei palazzi storici e l’attesa che precede la rappresentazione.
Per questa edizione, Scarello ha costruito un percorso in quattro atti, seguendo il linguaggio della lirica. Il menu parte da Atto I – La Materia, con baccalà in acqua di pomodoro e accenti mediterranei. Prosegue con Atto II – Il Mare e la Terra, affidato a spaghetti tiepidi, melanzana e sarde affumicate. Il terzo passaggio, Atto III – La Brace, porta in tavola Garronese, alloro e ciliegie. La chiusura è Atto IV – Il Dolce, con zuppa di pesche alla salvia, crema di vaniglia bruciata e meringa.
Al termine della cena, gli ospiti lasciano la terrazza e raggiungono la platea per assistere allo spettacolo in programma. Il passaggio dalla tavola all’opera diventa così parte della serata: prima il racconto dei sapori, poi quello della musica, dentro lo stesso luogo.
Per Emanuele Scarello, il progetto nasce dal desiderio di portare fuori dal ristorante l’identità di Agli Amici, adattandola al contesto veronese e al pubblico dell’Arena. «Ci piace creare questi momenti con cura del dettaglio, studiando un menu che rimanga nello stile di Agli Amici ma omaggi il gusto veneto e la regione che ci ospita con prodotti del territorio.»
La collaborazione con Fondazione Arena di Verona si inserisce nel percorso della famiglia Scarello, da tempo impegnata anche in progetti di banqueting di alto livello e in esperienze gastronomiche costruite per luoghi e pubblici diversi. Un’attività sviluppata accanto a collaborazioni con grandi brand internazionali e confermata anche alla Bluenergy Stadium di Udine.
A definire il metodo è Michela Scarello, che richiama l’attenzione non solo sulla cucina, ma anche sul servizio. «Elaboriamo queste esperienze fuori casa con la stessa cura di quando siamo in casa, sia nella cucina che nel servizio in sala».



