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Canelli Città del Vino 2026, la sindaca Roberta Giovine rilancia l’identità spumantistica del territorio

Venerdì 10 luglio le Cantine Gancia hanno ospitato l’inaugurazione ufficiale di Canelli Città del Vino 2026, appuntamento dedicato al patrimonio vitivinicolo locale e alla nuova mappa “I Cru di Enogea: Canelli DOCG“, realizzata dal cartografo e giornalista Alessandro Masnaghetti.

La giornata ha riunito istituzioni, produttori e operatori del settore attorno a uno dei temi centrali per il futuro della denominazione: raccontare con maggiore precisione la geografia del Canelli DOCG, mettendo in evidenza le differenze tra vigneti, versanti e aree produttive.

A sottolineare il valore del progetto è stata la sindaca Roberta Giovine, che ha richiamato il ruolo di Canelli come città del vino e dello spumante. Un’identità formatasi nel corso dei decenni attraverso le cantine storiche, la cultura produttiva, le Cattedrali Sotterranee e il rapporto con il Moscato, varietà che ha segnato profondamente lo sviluppo economico e sociale del territorio.

La carta firmata da Masnaghetti non si limita a rappresentare i confini della denominazione. Il lavoro offre una lettura dettagliata delle zone, dei vigneti e delle caratteristiche che definiscono il Canelli DOCG, fornendo a produttori, professionisti e appassionati uno strumento utile per comprendere la complessità dell’area.

La pubblicazione arriva al termine di un percorso decisivo per il riconoscimento del vino locale. Dopo essere stato a lungo una sottozona del Moscato d’Asti, il Canelli ha ottenuto una denominazione autonoma, rafforzando il proprio posizionamento e la capacità di comunicare le peculiarità delle uve coltivate sulle colline comprese nell’area di produzione.

La mappa contribuisce ora a rendere più leggibile questa identità, indicando come esposizioni, altitudini e caratteristiche dei suoli possano incidere sull’espressione del Moscato Bianco. Una geografia del vino che permette di superare una lettura generica della denominazione e di riconoscere la pluralità dei suoi territori.

Parlare di Canelli significa inevitabilmente ripercorrere anche la storia dello spumante piemontese. La città è stata uno dei centri in cui si sono sviluppate competenze tecniche e produttive destinate a influenzare l’intero settore. Le sue aziende storiche e le gallerie scavate nel sottosuolo raccontano una stagione industriale che ha lasciato un segno ancora visibile nell’architettura urbana.

Le Cattedrali Sotterranee, inserite nel paesaggio vitivinicolo di Langhe-Roero e Monferrato riconosciuto dall’UNESCO, rappresentano uno degli elementi più riconoscibili di questa storia. Non sono soltanto luoghi di conservazione e affinamento, ma testimonianze di un sistema produttivo che ha modellato la città e contribuito alla sua notorietà internazionale.

L’edizione 2026 di Canelli Città del Vino punta dunque ad andare oltre il calendario delle degustazioni. La manifestazione diventa uno strumento per presentare il territorio, dare maggiore visibilità al Canelli DOCG e consolidare l’immagine della città come riferimento della cultura spumantistica piemontese.

Nel contributo video realizzato durante l’inaugurazione, Roberta Giovine illustra il punto di vista dell’amministrazione comunale e il ruolo che il vino può svolgere nella promozione turistica e culturale. Al centro resta la necessità di costruire un racconto chiaro, capace di collegare prodotto, paesaggio, storia industriale e lavoro dei produttori.

La sfida per Canelli è trasformare questo patrimonio in una narrazione accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta al territorio. La nuova mappa dei cru rappresenta un passo in questa direzione: dà un nome ai luoghi, ne evidenzia le differenze e restituisce al Moscato di Canelli una geografia precisa.

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