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Premio Masi 2026, ecco i premiati nel segno del “coraggio della responsabilità”

A Gargagnago di Valpolicella, il Premio Masi torna il 16 ottobre 2026 per la sua 45ª edizione e sceglie come filo conduttore “Il coraggio della responsabilità“, affidando i riconoscimenti a personalità e istituzioni che hanno segnato il dibattito contemporaneo nell’arte, nella scienza, nella cultura del vino e nella difesa dell’informazione.

Per la Civiltà Veneta saranno premiati Luigi Carlon, imprenditore e collezionista veronese; Nello Cristianini, scienziato e docente di Intelligenza Artificiale all’Università di Bath; e Venice Gardens Foundation, presieduta da Adele Re Rebaudengo. Il riconoscimento internazionale Civiltà del Vino va invece all’oncologo francese David Khayat, mentre il Grosso d’Oro Veneziano è stato assegnato a Reporters Sans Frontières, rappresentata dal direttore generale Thibaut Bruttin.

Dal 1981 il premio promosso dalla Fondazione Masi individua figure capaci di lasciare un segno nel proprio settore e, nello stesso tempo, di misurarsi con questioni che superano l’ambito professionale. Nell’edizione 2026 il tema scelto guarda direttamente al presente: instabilità geopolitiche, trasformazioni sociali, nuove tecnologie e sistemi democratici sottoposti a pressioni sempre più forti.

La responsabilità, nella lettura proposta dal premio, non è quindi un principio astratto ma una presa di posizione. Significa assumere le conseguenze delle proprie decisioni, difendere il bene comune anche quando entra in conflitto con interessi individuali e affrontare senza scorciatoie i cambiamenti che stanno modificando la società.

A sintetizzare il senso della scelta è Isabella Bossi Fedrigotti, presidente della Fondazione Masi: “Perché questa scelta? Perché mai come ora, nel disastro mondiale che ci circonda – sì, lo si può davvero chiamare disastro – abbiamo bisogno, noi tutti quanti, cittadini qualunque e politici di massimo grado, di forte senso di responsabilità come anche di coraggio per affrontare la realtà, per ostica che possa essere. È questo coraggio che ritroviamo nei nostri premiati per la Civiltà Veneta: in Luigi Carlon, per la scelta audace di aprire alla città la propria collezione privata d’arte; nella Venice Gardens Foundation, per l’impegno a generare armonia, pace e rispetto della natura in una Venezia tanto eccezionale quanto fragile; e in Nello Cristianini, per il contributo alla comprensione delle sfide e delle opportunità dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie.

Nel profilo dei premiati emerge così una pluralità di esperienze, accomunate dalla scelta di restituire alla società una parte del proprio lavoro.

Luigi Carlon, fondatore dell’azienda Index, ha trasformato una collezione privata costruita nel corso degli anni in un progetto culturale aperto alla città. Con Palazzo Maffei Casa Museo, nel centro di Verona, la raccolta è diventata accessibile al pubblico, creando un percorso che attraversa epoche e linguaggi artistici differenti. La motivazione del premio sottolinea proprio questo passaggio dalla dimensione privata a quella pubblica: “Per l’iniziativa di Palazzo Maffei Casa Museo, un progetto unico e significativo che sottintende la passione profonda di una vita e tanta competenza. Grazie alla Sua straordinaria generosità e sensibilità, questo patrimonio è messo oggi a servizio della città di Verona e dei suoi visitatori.

Con Nello Cristianini, il Premio Masi entra invece in uno dei campi più discussi del nostro tempo. Nato a Gorizia e docente in Inghilterra all’Università di Bath, Cristianini è tra gli studiosi impegnati nell’analisi dell’intelligenza artificiale e delle sue conseguenze sulla società. Il suo lavoro non si limita allo sviluppo tecnologico, ma interroga il rapporto tra sistemi automatizzati, comportamento umano, responsabilità ed etica. La motivazione recita: “Per il contributo offerto alla comprensione delle sfide e opportunità aperte dall’intelligenza artificiale, nonché per l’impegno nel promuovere un utilizzo consapevole e critico delle nuove tecnologie. Più in generale, vuole essere riconoscimento per un’opera di ricerca e divulgazione scientifica nel segno di un dialogo tra innovazione, etica e società e di una riflessione sulle grandi trasformazioni del nostro tempo.

La terza assegnazione della Civiltà Veneta riguarda la Venice Gardens Foundation, organizzazione senza scopo di lucro nata per tutelare e recuperare il patrimonio dei giardini storici di Venezia. Il lavoro della fondazione riguarda parchi, aree verdi e beni di interesse storico e culturale, elementi spesso meno visibili nel racconto della città ma fondamentali per la sua identità e per l’equilibrio di un ambiente particolarmente fragile. “Per la tutela e la valorizzazione del prezioso patrimonio paesaggistico di Venezia, costituito dai suoi parchi, giardini e altri beni di interesse storico e culturale. Un impegno che, attraverso i progetti di recupero promossi dalla Fondazione, contribuisce a preservare e restituire luoghi significativi della storia e identità veneziana.

Il Premio Masi Internazionale Civiltà del Vino, destinato alle personalità che hanno contribuito alla cultura vitivinicola a livello internazionale, viene assegnato nel 2026 a David Khayat, oncologo e divulgatore francese. Il riconoscimento guarda in particolare al suo lavoro sul rapporto tra prevenzione, alimentazione e salute, nonché alla sua posizione a favore di un approccio basato sulla moderazione e sulla consapevolezza. Nel suo lavoro divulgativo Khayat ha più volte affrontato il rapporto tra piacere, cibo e benessere, contestando letture che, a suo giudizio, rischiano di ridurre questioni complesse a divieti assoluti. La motivazione ufficiale precisa: “Per il contributo alla medicina attraverso la ricerca, la cura e il sostegno alla prevenzione. In particolare, per l’impegno a favore di un approccio equilibrato e culturale all’alimentazione e al vino, nel segno della dieta mediterranea ispirata alla moderazione, salute pubblica e dialogo tra scienza e società.
Sul significato del premio interviene Sandro Boscaini, vicepresidente della Fondazione Masi e presidente di Masi Agricola: “Il vino fa parte della nostra cultura e della nostra civiltà: se vissuto con equilibrio e consapevolezza è espressione di piacere e benessere. In questa visione, fondata sulla moderazione e sull’umanistico rapporto scienza e società, ci riconosciamo con David Khayat, premio Civiltà del Vino 2026. L’oncologo e divulgatore francese di fama internazionale in modo non convenzionale e coraggioso nel suo trattato “Arrêtez de vous priver!” ci invita a godere vino e cibo per restituire senso al nostro vivere“.
Il riconoscimento assume particolare rilievo perché tocca un terreno oggi molto discusso, nel quale ricerca scientifica, salute pubblica, stili di vita e cultura alimentare si confrontano spesso su posizioni differenti.

La dimensione civile del Premio Masi emerge con particolare forza nell’assegnazione del Grosso d’Oro Veneziano a Reporters Sans Frontières, organizzazione internazionale indipendente impegnata nella tutela della libertà di stampa, del pluralismo dell’informazione e della sicurezza dei giornalisti. Il premio è riservato a personalità e istituzioni che abbiano contribuito alla diffusione della cultura e alla comprensione fra i popoli. Nel 2026 la scelta porta quindi al centro del dibattito l’indipendenza del giornalismo, in una fase storica segnata da conflitti, pressioni economiche e politiche, disinformazione e crescenti rischi per chi lavora sul campo. La motivazione afferma: “Per il ruolo indispensabile che svolge nella difesa della libertà e della democrazia nel mondo, in un’epoca in cui la qualità e l’indipendenza della stampa sono sempre più minacciate dai poteri politici ed economici e in cui centinaia di giornalisti vengono uccisi nell’esercizio della loro professione.
Marco Vigevani, segretario generale della Fondazione Masi, lega il riconoscimento alla necessità di difendere il diritto dei cittadini a essere informati: “In un momento storico in cui la libertà di stampa è più fragile che mai, Reporters Sans Frontières, Grosso d’Oro Veneziano 2026, svolge un ruolo essenziale nella tutela dei giornalisti e nel contrasto a ogni forma di manipolazione e distorsione dell’informazione. Un impegno che richiede coraggio e determinazione, soprattutto quando sono in gioco la verità dei fatti e il diritto dei cittadini a un’informazione libera e affidabile“.

La cerimonia si terrà venerdì 16 ottobre e manterrà uno dei momenti simbolici che accompagnano il Premio Masi fin dalle sue edizioni storiche. I vincitori saranno prima accolti nelle cantine di Masi, dove apporranno la loro firma sulla Botte di Amarone, segno distintivo del riconoscimento.

La giornata proseguirà poi a Monteleone21, il nuovo complesso polifunzionale di Gargagnago di Valpolicella, dove si svolgerà la consegna dei premi. Alla cerimonia seguirà un confronto con i protagonisti dell’edizione, moderato dal giornalista Alessandro Milan.

Dall’intelligenza artificiale alla libertà di stampa, dalla tutela del paesaggio al rapporto tra medicina e cultura del vino, la 45ª edizione costruisce così il proprio racconto intorno a una domanda comune: quale responsabilità comportano oggi conoscenza, visibilità e potere di incidere sulla società. È su questo terreno che il Premio Masi 2026 mette a confronto esperienze molto diverse, scegliendo di premiare chi ha trasformato competenze, ricerca o patrimonio personale in un impegno capace di andare oltre il proprio interesse.

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