Nel 1961 Luigi Veronelli assistette nel cortile della Questura di Varese al rogo delle copie di Storielle, racconti e raccontini del marchese De Sade, libro che aveva pubblicato pochi anni prima con la sua casa editrice. Sessantacinque anni dopo, e nel centenario della sua nascita, quell’episodio torna al centro di Veronelli al Rogo, in programma domenica 20 settembre al Chiostro di Voltorre, a Gavirate.
La scelta di partire da un libro bruciato permette di ricordare un Veronelli meno conosciuto rispetto al critico di vini e gastronomia entrato nell’immaginario italiano. Prima delle guide, delle trasmissioni televisive e delle battaglie per i vignaioli, ci fu infatti l’editore.
Nato a Milano il 2 febbraio 1926, Luigi Veronelli fondò Veronelli Editore nel 1956. Il catalogo dice molto della sua curiosità intellettuale: filosofia, politica, letteratura, gastronomia, sport. Pubblicò Pierre-Joseph Proudhon, Anatole France e il marchese De Sade, oltre a periodici come Il Pensiero, Problemi del socialismo e Il Gastronomo. Era un’attività editoriale difficile da separare dalle sue posizioni sulla libertà individuale e sulla circolazione delle idee.
Proprio l’edizione di Storielle, racconti e raccontini, uscita nel 1957 e accompagnata dai disegni di Alberto Manfredi, gli costò un processo per oscenità. Dopo l’assoluzione in primo grado arrivò una condanna in appello a tre mesi, che non scontò. Il volume venne sequestrato e le copie furono bruciate nella primavera del 1961 a Varese, alla presenza dello stesso editore.
È da questa vicenda che prende il nome l’incontro organizzato dal Seminario Permanente Luigi Veronelli insieme al Comune di Gavirate. La sede sarà il Chiostro di Voltorre, complesso romanico costruito alla fine del XII secolo e riconosciuto monumento nazionale nel 1911.
Veronelli prima del vino
Alle 10, dopo i saluti istituzionali delle 9.30, inizierà la tavola rotonda “Luigi Veronelli editore e intellettuale di rottura“. Il rogo sarà il punto di partenza per ricostruire il lavoro editoriale, le scelte culturali e il rapporto di Veronelli con la libertà di espressione.
A condurre l’incontro sarà Aldo Tagliaferro, editorialista e presidente del Seminario Permanente Luigi Veronelli, insieme ad Alessio Fornasetti, imprenditore vitivinicolo, consigliere del Seminario e ideatore dell’iniziativa con il Comune di Gavirate, e Pierre Ley, giornalista e critico gastronomico. Interverranno anche Gigi Brozzoni e Marco Magnoli, critici enoici e curatori della Guida Oro I Vini di Veronelli.
Parlare del Veronelli editore aiuta anche a comprendere ciò che sarebbe venuto dopo. Il passaggio alla gastronomia e al vino non cancellò infatti l’impostazione culturale degli anni Cinquanta. Nei suoi scritti il vino non veniva isolato nella bottiglia: dietro c’erano il vignaiolo, la terra, il lavoro, l’economia agricola e l’indipendenza delle piccole produzioni.
Dagli anni Sessanta Veronelli contribuì a modificare profondamente il lessico della critica enologica italiana. Scrisse di produttori e territori quando il vino veniva ancora raccontato soprattutto attraverso categorie commerciali; difese il rapporto tra prodotto e luogo di origine e negli ultimi anni dedicò particolare attenzione alle produzioni locali e alle Denominazioni Comunali. Nel 1986 fondò, insieme ad alcuni importanti vignaioli italiani, il Seminario Permanente Luigi Veronelli, nato per diffondere la cultura del vino e degli alimenti.
Otto Nebbiolo tra Piemonte, Valtellina e Varesotto
Alle 11.30 il programma passerà dalla tavola rotonda alla degustazione con la Master Class “Nebbiolo“, impostata dal Seminario come una Lectio di enologia comparata. A condurla saranno Gigi Brozzoni e Marco Magnoli.
La scelta del Nebbiolo permette di osservare lo stesso vitigno in territori molto distanti per altitudine, suoli e condizioni climatiche. Nel confronto entreranno Langhe, Alto Piemonte, Valtellina e le colline moreniche del Varesotto.
Otto i vini selezionati. Si partirà dal Valtellina Superiore Prestigio 2018 di Triacca, per proseguire con il Gattinara Riserva 2018 di Torraccia del Piantavigna e il Boca Riserva Vigna Cristiana 2017 di Poderi ai Valloni. Dalle Langhe arriveranno il Barbaresco Roncaglie Tenuta Roncaglia 2018 di Poderi Colla, il Barolo Bricco delle Viole 2018 di G.D. Vajra, il Barolo Riserva Bricco Boschis Vigna San Giuseppe 2018 di Cavallotto e il Barolo Riserva Vignarionda 2018 di Oddero.
A chiudere la sequenza sarà Sommoclivo 2018 di Torre San Quirico, il Nebbiolo in purezza prodotto da Alessio Fornasetti sulle colline moreniche varesine. La vigna si trova sulla collina di San Quirico, ad Azzate, a circa 500 metri di quota, su terreni di origine morenica. La presenza di questo vino consente di confrontare una produzione varesina con denominazioni che hanno nel Nebbiolo una storia molto più nota e codificata.
Non sarà dunque una verticale né una gara tra territori. La struttura della degustazione permette piuttosto di leggere le differenze: la montagna valtellinese, l’Alto Piemonte, le colline di Langa e un’area prealpina lombarda nella quale la coltivazione del Nebbiolo ha dimensioni decisamente più limitate.
La Master Class costa 50 euro, è riservata ai maggiorenni e prevede un massimo di 40 partecipanti con prenotazione obbligatoria. La tavola rotonda delle 10 è invece a ingresso libero e gratuito. Dopo la degustazione sono previsti i saluti conclusivi e un buffet.




