Un disegno di Gustav Klimt, una ceramica di Pablo Picasso, un dipinto seicentesco di Andrea Vaccaro, le camere d’aria di Carol Rama e le fotografie di Michele Zaza. Dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 Flashback Art Fair torna a Torino per la quattordicesima edizione, negli spazi di Flashback Habitat in corso Giovanni Lanza 75, mettendo ancora una volta sullo stesso piano opere appartenenti a epoche lontane tra loro.
La fiera, diretta da Stefania Poddighe e Ginevra Pucci, sceglie per il 2026 il titolo IN TIME, preso in prestito dal film di fantascienza di Andrew Niccol nel quale il tempo di vita diventa una vera moneta di scambio. Il riferimento cinematografico apre una riflessione sul valore attribuito al tempo, sulla sua disponibilità e sul modo in cui viene utilizzato.
È un tema che si inserisce direttamente nel lavoro portato avanti da Flashback fin dalla nascita: superare la separazione rigida tra antico, moderno e contemporaneo e osservare un’opera per ciò che continua a dire nel presente, indipendentemente dalla data in cui è stata realizzata.
«Essere dentro il proprio tempo significa prima di tutto esserne consapevoli. Quale valore diamo al tempo che abbiamo a disposizione? — dichiara Alessandro Bulgini, direttore artistico di Flashback Habitat. Il film In Time, in cui il tempo di vita è moneta di scambio, rende evidente qualcosa che ci riguarda già: a ogni acquisto corrisponde il periodo di tempo che abbiamo impiegato per guadagnarne l’importo. 10.000 euro di un’auto per un impiegato corrispondono a 6 mesi di vita. Quanto della nostra vita siamo disposti a cedere per il superfluo? Quanta ne dedichiamo ad altro, agli altri, a noi stessi?»
Paolo Nespoli e la Terra vista da 28 mila chilometri orari
L’immagine guida dell’edizione porta la firma di Paolo Nespoli, astronauta italiano che in tre missioni ha trascorso complessivamente più di 313 giorni nello spazio.
La collaborazione nasce da un incontro avvenuto durante l’estate, quando Nespoli ha raccontato la percezione della Terra osservata dalla Stazione Spaziale Internazionale. A circa 28 mila chilometri orari, confini e distanze assumono proporzioni differenti e anche la percezione del tempo cambia.
La sua esperienza diventa così uno dei punti di partenza di IN TIME: allontanarsi da ciò che conosciamo per osservarlo da un’altra posizione.
Nespoli, selezionato dall’Agenzia Spaziale Europea nel 1998, ha volato per la prima volta nel 2007 con lo Space Shuttle Discovery durante la missione STS-120, partecipando all’installazione del modulo Harmony della Stazione Spaziale Internazionale. È tornato in orbita nel 2010 con MagISStra e nel 2017 con la missione VITA, durante la quale ha preso parte a più di sessanta esperimenti scientifici. Nel 2018 ha lasciato il corpo astronauti, continuando l’attività di divulgazione.
Lo sguardo dall’esterno diventa anche una metafora del lavoro dell’artista.
“Per Flashback, il luogo d’azione è la Terra e l’artista è il suo astronauta che esplora il mondo al quale appartiene, ne osserva le trasformazioni e ne restituisce immagini capaci di mettere in discussione le nostre certezze. Il suo è uno sguardo obliquo. La distanza da ciò che è familiare diventa uno strumento per comprendere, per tornare a guardare il mondo con maggiore consapevolezza“, affermano Ginevra Pucci e Stefania Poddighe.
Da Klimt a Picasso, il tempo attraversa le opere
Sono 35 le gallerie annunciate, provenienti dall’Italia e dall’estero, con presenze da Roma, Milano, Torino, Firenze, Verona, Parigi, Amsterdam, Varsavia, Karlsruhe, Lugano, Londra, New York e altre città europee.
Il percorso proposto dalle gallerie non segue un ordine cronologico. Le opere vengono accostate per temi, materiali e modi differenti di osservare la realtà.
Si parte idealmente da Neo-Terrestre del 1979 di Michele Zaza, presentato da Sangallo Fine Art. Dodici fotografie realizzate a Matera mettono il corpo dell’artista e quello dei suoi familiari davanti a un paesaggio che assume quasi una dimensione extraterrestre.
Lo spostamento del punto di vista ritorna in Chambéry e Nantes del 2018 di Georges Rousse, proposti da Photo&Contemporary. Attraverso l’anamorfosi, l’immagine acquista senso soltanto da una determinata posizione: basta muoversi perché la costruzione visiva cambi completamente.
La materia entra invece direttamente nel lavoro di Carol Rama. In Spazio anche più che tempo del 1970, presentato dalla Galleria del Ponte, le camere d’aria diventano parte della composizione. Nel Senza titolo del 2010 di Lara Favaretto, proposto da NP ArtLab, la lana viene applicata su un dipinto trovato, sovrapponendo un nuovo intervento a un’immagine precedente.
Il rapporto con la natura attraversa secoli molto lontani. Nathalie Motte Masselink presenta Un paesaggio, uno studio di albero e tre putti di Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma, datato alla prima metà del Cinquecento. Da Kollenburg Antiquairs arriva invece lo Studio di una leonessa, realizzato intorno al 1820 da Johann Wenzel Peter, mentre Nuova Galleria Morone porta Baumgruppe del 1931 di Paul Klee.
Dalla natura osservata si passa a quella trasformata in oggetto con il Gufo di Pablo Picasso, una brocca in ceramica del 1954 proposta da Antiques Par Force nella quale il recipiente assume le sembianze dell’animale.
La figura umana occupa un’altra parte importante della selezione. Galleria Ponti presenta il Ritratto di Pauline Teutsch del 1896 di Vittorio Matteo Corcos, mentre Aleandri Arte Moderna porta a Torino Nu assis de face, disegno realizzato da Gustav Klimt tra il 1914 e il 1915.
Con Carlo Carrà e Yves Klein la distanza cronologica diventa parte stessa del confronto. Venere Anadiomene II del 1944 e Vénus bleue mostrano due riletture radicalmente differenti della stessa figura mitologica, presentate dalla Galleria dello Scudo.
Dal Seicento alla protesta del Novecento
Tra le opere più antiche figura il Martirio di san Sebastiano del 1640 di Andrea Vaccaro, proposto dalla Galleria Canesso, mentre Galleria Giamblanco presenta il San Giuseppe con il Bambino di Giovanni Antonio Galli, detto lo Spadarino.
Il Seicento compare anche attraverso il Personaggio della Commedia dell’Arte, scultura di Orazio Marinali datata intorno al 1680-1685 e proposta da Botticelli Antichità.
Con Rustic Riot del 1981 di Sandro Chia, presentato da Richard Saltoun, il percorso arriva invece alla Transavanguardia e a una dimensione più esplicitamente contemporanea.
Anche i simboli politici vengono osservati attraverso la distanza temporale. Nel Senza titolo di Franco Angeli, datato alla metà degli anni Sessanta e presentato dalla Galleria Lombardi, compare la falce e martello. In Anonymous del 2016 di Sebastiaan Straatsma, portato dalla Galleria Antonella Villanova, è la maschera di Guy Fawkes a diventare immagine della protesta.
Due simboli appartenenti a epoche differenti, uno legato alle ideologie del Novecento e l’altro alla circolazione globale delle immagini nell’era digitale.
La sperimentazione tecnica attraversa infine opere come Heliographic Composition (XX) del 1938 di Karol Hiller, a metà tra pittura, grafica e fotografia, il Senza titolo su seta del 1992 di Wojciech Sadley, entrambi presentati da Ciacek Gallery, e il Senza titolo del 1960 di Tano Festa, realizzato con smalto e collage di carta.
Una fiera dentro Flashback Habitat
Dal 2022 Flashback Art Fair ha trovato casa in Flashback Habitat, il centro indipendente per le culture contemporanee diretto da Alessandro Bulgini in corso Giovanni Lanza 75. La sede ha permesso alla manifestazione di trasformarsi da appuntamento annuale in un progetto attivo durante tutto l’anno con mostre, residenze, interventi e attività culturali.
Durante i quattro giorni della fiera, all’esposizione delle gallerie si affiancherà il Public Program, con installazioni, incontri, laboratori, visite guidate e performance.
L’edizione 2026 continua così una ricerca iniziata nel 2013 con L’Enigma del tempo e proseguita negli anni attraverso temi come Il Labirinto, Energia: arte e vita, Metamemoria, Equilibrium? e, nel 2025, Untitled.
Quest’anno il tempo torna esplicitamente nel titolo, ma le opere evitano di trasformarlo in un concetto astratto. Un disegno cinquecentesco, una tela del Seicento, un Klimt, una ceramica di Picasso o una fotografia contemporanea arrivano nello stesso luogo senza essere costretti dentro una sequenza storica.
È su questa possibilità che continua a lavorare Flashback: guardare opere nate a secoli di distanza nel presente in cui vengono nuovamente osservate.
Flashback Art Fair 2026
Giornata inaugurale e press preview: mercoledì 28 ottobre 2026 dalle 11 alle 22
Apertura al pubblico: da giovedì 29 ottobre a domenica 1°novembre 2026 dalle 11 alle 20
Flashback Habitat
Corso Giovanni Lanza 75, Torino
Ingresso
Biglietto intero: 15€
Biglietto ridotto: 10€ (riduzioni previste per legge, possessori di Abbonamento Musei, Torino+Piemonte Card e tessera Amic* di Flashback Habitat)



