Sono 127 le cantine recensite tra Friuli-Venezia Giulia e Slovenia nella guida Slow Wine 2027, cinque in meno rispetto alla precedente edizione, con 378 etichette selezionate. I riconoscimenti assegnati alle aziende sono 30: 17 Chiocciole, 10 Bottiglie e 3 Monete, ai quali si aggiungono dieci nuovi ingressi nella pubblicazione di Slow Food Editore.
La diciassettesima edizione della guida restituisce un quadro positivo della produzione vitivinicola di queste terre di confine, nonostante le difficoltà provocate dagli eventi climatici degli ultimi mesi. Dalle visite alle aziende emerge soprattutto una maggiore attenzione alla provenienza geografica dei vini, con produttori che cercano di valorizzare le caratteristiche delle singole zone, andando oltre la semplice identificazione attraverso il vitigno.
Una questione particolarmente importante in un’area dove le stesse varietà vengono coltivate su entrambi i lati del confine, ma possono assumere caratteristiche differenti a seconda dei suoli, delle esposizioni e delle pratiche di vinificazione.
Dal Collio alla Primorska slovena, cresce l’attenzione alle singole zone
Il Friuli-Venezia Giulia e la vicina Primorska slovena condividono una storia vitivinicola segnata dagli spostamenti dei confini, dagli scambi tra le popolazioni e da una notevole varietà di condizioni ambientali.
I Colli Orientali del Friuli, il Collio e il Carso, insieme ai territori sloveni di Brda, Vipavska Dolina, Kras e dell’Istria slovena, costituiscono un’area nella quale la produzione vinicola ha sviluppato caratteri molto differenti, pur mantenendo numerosi elementi comuni. Secondo i collaboratori di Slow Wine, negli ultimi anni sta crescendo l’interesse per una lettura più precisa di queste differenze. L’obiettivo di diverse aziende, associazioni e realtà consortili è dare maggiore riconoscibilità alle singole zone di produzione, valorizzando non soltanto le varietà coltivate, ma anche la provenienza delle uve. Il percorso non è ancora condiviso da tutti i produttori e procede con velocità differenti. La varietà degli orientamenti produttivi rende difficile individuare una direzione comune, soprattutto in una regione dove convivono cantine legate a vinificazioni più convenzionali e aziende che da tempo lavorano con macerazioni prolungate sulle bucce e interventi ridotti in cantina.
I risultati più interessanti continuano ad arrivare soprattutto dai vini bianchi, sia nelle versioni ottenute attraverso vinificazioni tradizionali sia in quelle macerate, spesso indicate come orange wine. In entrambi i casi, la guida rileva un livello qualitativo elevato, con interpretazioni che risentono delle caratteristiche dei vigneti e delle scelte dei singoli produttori. Il Friulano, la Ribolla Gialla, la Malvasia e le altre varietà presenti nell’area trovano così espressioni differenti anche a pochi chilometri di distanza, un aspetto sul quale numerose cantine stanno concentrando il proprio lavoro.
Alluvioni, grandinate e siccità: un anno difficile per i vignaioli
Le valutazioni positive arrivano dopo un periodo particolarmente complicato dal punto di vista climatico.
Tra il 16 e il 17 novembre 2025, le province di Udine e Gorizia sono state interessate da precipitazioni eccezionali, con circa 300 millimetri di pioggia caduti in poche ore in alcune zone. Le conseguenze sono state allagamenti, frane e smottamenti che hanno danneggiato anche vigneti e strutture di vinificazione.
Tra le realtà maggiormente colpite figura Borgo del Tiglio, a Brazzano, con danni che hanno interessato anche il vigneto storico di Friulano del Ronco della Chiesa. Pur non essendo recensita nell’edizione 2027, l’azienda viene ricordata dalla guida, che rivolge un pensiero a Mattia e Nicola Manferrari per le difficoltà affrontate dopo l’alluvione.
Alle conseguenze delle piogge autunnali si sono aggiunte le grandinate diffuse dell’estate 2026 e una siccità particolarmente insolita per una regione che, normalmente, registra precipitazioni superiori alla media di molte altre zone vitivinicole italiane.
La gestione dei vigneti ha richiesto continui adattamenti, sia per contenere gli effetti degli eventi estremi sia per accompagnare la maturazione delle uve nelle condizioni determinate dalla scarsità d’acqua.
Nonostante questo, Slow Wine 2027 esprime un giudizio favorevole sul lavoro svolto dai produttori, con risultati convincenti anche per le annate precedenti, compresa la 2024, caratterizzata in diversi casi da vini meno strutturati e più delicati.
Per la vendemmia 2026, invece, le valutazioni definitive richiederanno di attendere l’evoluzione dei vini. Le prime osservazioni riportate dalla guida lasciano comunque spazio a un certo ottimismo.
Chiocciole, Bottiglie e Monete: tutte le cantine premiate
I riconoscimenti di Slow Wine vengono attribuiti attraverso degustazioni e visite nelle aziende, durante le quali vengono esaminate anche le pratiche agricole, la gestione della cantina e il rapporto con il territorio.
La Chiocciola distingue le aziende che interpretano con particolare coerenza i principi di Slow Food, considerando la qualità dei vini, il rispetto ambientale e un adeguato rapporto tra qualità e prezzo. La Bottiglia viene assegnata alle cantine che hanno presentato vini di eccellente livello durante le degustazioni, mentre la Moneta premia quelle che uniscono risultati qualitativi elevati a prezzi particolarmente convenienti.
Le 17 Chiocciole del Friuli-Venezia Giulia e della Slovenia
| Cantina | ||
|---|---|---|
| Borgo San Daniele | Burja | Damijan Podversic |
| Flaibani | Gravner | Guerila |
| I Clivi | Keber Edi | Klabjan |
| La Castellada | Le Due Terre | Ronco del Gnemiz |
| Ronco Severo | Skerlj | Skerk |
| Vignai da Duline | Zidarich |
Tra le 17 Chiocciole figurano produttori che hanno contribuito allo sviluppo della viticoltura contemporanea dell’area, dalle interpretazioni del Collio e dei Colli Orientali alle aziende del Carso, fino a quelle della vicina Slovenia.
La presenza di Gravner, La Castellada, Damijan Podversic, Skerk e Zidarich, accanto a realtà come Burja e Guerila, permette di osservare quanto sia articolato il panorama produttivo di queste zone, soprattutto per i vini bianchi e le macerazioni sulle bucce.
Nell’edizione 2027 non vengono assegnate nuove Chiocciole a cantine friulane o slovene: tutte le 17 aziende risultano già presenti tra quelle premiate nella precedente selezione.
Le 10 Bottiglie del Friuli-Venezia Giulia e della Slovenia
| Cantina | |
|---|---|
| Borut Blažič | Ferlat |
| Il Carpino | Marjan Simčič |
| Murva | Nikolas Juretic |
| Radikon | Reia |
| Stroppolatini | Zaro 1348 |
Le dieci Bottiglie comprendono aziende che operano su entrambi i lati del confine.
Tra i nomi selezionati figurano Radikon, Il Carpino e Nikolas Juretic, insieme a produttori sloveni come Marjan Simčič e Borut Blažič. Il riconoscimento è legato al livello dei vini presentati durante gli assaggi e non coincide necessariamente con quello riservato alle aziende premiate con la Chiocciola.
Le 3 Monete del Friuli-Venezia Giulia
| Cantina |
|---|
| Borgo Savaian |
| Ronc dai Luchis |
| Visintini |
Le tre Monete vengono assegnate a Borgo Savaian, Ronc dai Luchis e Visintini, aziende che si sono distinte per l’equilibrio tra qualità dei vini e prezzi di vendita.
Il riconoscimento assume un interesse particolare per chi cerca produzioni di buon livello senza orientarsi necessariamente verso le etichette più costose, soprattutto in una fase in cui il settore deve confrontarsi con una maggiore prudenza negli acquisti.
Le 10 novità di Slow Wine 2027
La guida segnala inoltre dieci cantine non recensite nella precedente edizione. Come avviene anche per le altre regioni, il termine novità non indica necessariamente aziende di recente costituzione: possono essere produttori attivi da tempo, ma non presenti nell’ultima selezione.
| Cantina | |
|---|---|
| Augusta Bargilli | Ca’ Lovisotto |
| Kabaj | Okús |
| Pitticco | Radikon |
| Ronk | Vigna Lenuzza |
| Vina Guštin | Zalatel |
Tra gli ingressi compare Radikon, presente anche nell’elenco delle Bottiglie. Una distinzione importante: la sua indicazione come novità riguarda il ritorno nella guida rispetto all’edizione precedente, non la nascita recente dell’azienda.
I dieci ingressi accompagnano una riduzione complessiva delle cantine recensite, passate da 132 a 127. Il saldo negativo di cinque aziende non esprime quindi, da solo, un giudizio sulla qualità del settore, ma riflette il ricambio delle realtà presenti nella selezione.



