Dal 2015, con sede a Milano, Sake Company lavora per diffondere in Italia la cultura del sake giapponese. Alla guida c’è Lorenzo Ferraboschi, affiancato da un team italo-giapponese di professionisti e appassionati che hanno scelto di trasformare una passione in un progetto concreto. La missione è chiara: selezionare, importare e raccontare etichette, costruendo un ponte tra Giappone e Italia attraverso questa bevanda millenaria.
Durante la nostra conversazione, Ferraboschi ha spiegato come l’attività non significhi soltanto importazione, ma anche divulgazione culturale. Ha raccontato la versatilità del sake, le possibilità di abbinamento con la cucina italiana e la sua capacità di entrare con naturalezza sulle nostre tavole, accanto a piatti tradizionali e contemporanei.
L’impegno di Sake Company passa anche dalla formazione. Con il progetto “Diventa Sake Sommelier” vengono offerti corsi riconosciuti a livello internazionale che permettono a curiosi, operatori e professionisti di acquisire competenze tecniche e culturali. Un percorso che contribuisce a creare in Italia una comunità consapevole, capace di dialogare con i produttori giapponesi e di proporre il sake con competenza.
Al centro ci sono le diverse tipologie: Junmai, Ginjo, Daiginjo, Honjozo. Stili che variano per lavorazione del riso e scelte di cantina, capaci di esprimere note delicate, aromi fruttati o strutture più intense. Conoscerne le sfumature è il primo passo per apprezzare davvero la ricchezza di questo fermentato.
L’attività di Sake Company va oltre la distribuzione: eventi, degustazioni e collaborazioni con chef e ristoranti diventano occasioni per avvicinare il pubblico italiano al sake, offrendo strumenti concreti per comprenderlo. Dietro ogni bottiglia c’è la volontà di dare voce ai produttori giapponesi e, allo stesso tempo, di aprire nuove prospettive di dialogo culturale e gastronomico.



