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Torino Drink Market 2025: il debutto che racconta territori, produttori e culture del bere

La prima edizione del Torino Drink Market, andata in scena il 30 novembre 2025, ha proposto un percorso di assaggi e incontri in uno spazio che riuniva vini piemontesi, etichette dal resto d’Italia e selezioni provenienti da Francia, Spagna, Portogallo e Georgia. Accanto ai vini, birre artigianali, spirits con botaniche locali, kombucha, kefir, prodotti enogastronomici e idee regalo pensate per chi desidera esplorare questo universo.

Il nostro percorso è partito dai produttori italiani, con una prima tappa all’Azienda Agricola Flavio Baudana, realtà di Serralunga d’Alba che lavora tra vigne e noccioleti. Alle loro etichette si affiancavano preparazioni a base di Nocciola Piemonte IGP delle Langhe, tra cui crema e torta di nocciole, a testimoniare il rapporto familiare con la zona.

Da lì il passaggio ai vini dell’Azienda Lorenzo Ramò, che riportano al cuore della Valle Arroscia. Accanto all’Ormeasco e alle altre produzioni dell’entroterra ligure erano presenti olive taggiasche e olio, elementi che completano il quadro del Ponente.

Il percorso ha proseguito con una sosta da Poggio Ridente, nella “Riviera del Monferrato” a Cocconato, dove la coltivazione segue criteri biologici. La produzione affianca le denominazioni locali a referenze come pet-nat, orange wine e vermouth, integrando scelte più contemporanee a una base radicata nella zona.

Spazio poi all’Azienda Agricola Roggero ad Albugnano: cinque generazioni sulle colline del Monferrato, oggi portate avanti da Mauro e Marina, con il Nebbiolo come filo conduttore e l’Albugnano DOC come espressione più rappresentativa.

Il pomeriggio è stato dedicato alla masterclass “Vini Fuori Confine”, un itinerario che ha toccato Spagna, Portogallo, Georgia e Francia. In sala sono stati presentati i vini di Galantéa, GDM Winery e Lusitania Vini: il pet-nat del Languedoc, il Dão portoghese, le due interpretazioni georgiane in anfora, la Ribera del Duero e il Porto del Douro.
La sessione, condotta da Roberta Guerra di TOWINE e Alfonso Mollo, ha messo in relazione vitigni, territori e stili di produzione, offrendo una chiave di lettura sulle differenze tra aree geografiche e modalità di vinificazione.

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