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Salone del Vino Torino 2026, oltre 19 mila presenze per l’edizione che si è estesa per un mese

Si chiude con oltre 19 mila visitatori la quarta edizione del Salone del Vino Torino, conclusa lunedì 2 marzo 2026 con la giornata B2B dedicata agli operatori professionali arrivati da tutta Italia e dall’estero.

La manifestazione, per la prima volta articolata lungo un intero mese di appuntamenti tra eventi OFF e weekend espositivo, ha registrato numeri significativi: più di 10 mila persone nelle due giornate di apertura al pubblico di sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo alle OGR Torino, oltre 5 mila partecipanti agli eventi diffusi in città e quasi 2 mila presenze tra accrediti e operatori del settore.

A questi si aggiungono più di 2 mila partecipanti alle oltre 50 masterclass del fine settimana, tutte esaurite, dedicate alla degustazione di più di 300 etichette provenienti dal Piemonte. Complessivamente sono state coinvolte oltre 500 cantine tra l’esposizione alle OGR Torino e gli appuntamenti OFF distribuiti sul territorio.

Durante la manifestazione sono stati utilizzati più di 19 mila calici, numero che riflette l’ampia partecipazione registrata nel corso dell’evento, accompagnata anche da un aumento delle bottiglie acquistate dal pubblico nel corso del weekend.

Il Salone del Vino Torino 2026 è stato organizzato da KLUG APS con il patrocinio e il sostegno di Camera di commercio di Torino, Città di Torino, Unioncamere Piemonte, Turismo Torino e Provincia, oltre al patrocinio e al sostegno di Regione Piemonte e Città Metropolitana di Torino, con il supporto di Fondazione CRT.

L’edizione di quest’anno ha coinvolto più di 500 cantine tra il weekend espositivo e gli appuntamenti di avvicinamento, tra cene, degustazioni ed eventi speciali dedicati al vino piemontese. Il filo conduttore scelto per il 2026 è stato “Degustare è scoprire, tema che ha accompagnato il pubblico lungo tutto il percorso della manifestazione.

Più felici di così non potremmo essere. Il Salone del Vino non cresce solo nei numeri, ma soprattutto come comunità: tante cantine tornano ogni anno, scelgono di lavorare con noi e di costruire insieme nuovi percorsi. Le iniziative e i momenti di approfondimento nascono dal basso, grazie a un grande lavoro collettivo” – commenta Patrizio Anisio, direttore del Salone del Vino – “ed è proprio questa partecipazione condivisa a rendere il Salone un progetto vivo, credibile e in continua evoluzione“.

Già dalla mattina di sabato 28 febbraio si sono registrate lunghe file all’ingresso delle OGR Torino, seguite da un’affluenza costante per tutta la giornata di domenica e durante la giornata B2B di lunedì 2 marzo, alla quale hanno partecipato aziende del territorio, enoteche, ristoratori e buyer internazionali, anche grazie alla collaborazione con Unioncamere Piemonte.

Grande partecipazione anche alle masterclass e alle degustazioni, che hanno proposto un percorso tra oltre 300 etichette provenienti da diversi territori del Piemonte: dall’Alto Piemonte al Roero e al Monferrato, fino al Canavese e alle colline torinesi.

Accanto alle degustazioni, il programma ha ospitato incontri e talk con produttori, esperti e ospiti speciali, dedicati ai temi che attraversano oggi il mondo del vino e al dialogo con altri ambiti culturali, dalla gastronomia alla cucina fino alla musica. La collaborazione con la piattaforma DISSAPORE ha ampliato ulteriormente il palinsesto, coinvolgendo narratori e creator digitali arrivati da diverse regioni italiane per guidare masterclass e degustazioni dedicate anche a produzioni di nicchia e nuove sperimentazioni.

Il Salone del Vino Torino ha proposto così un racconto collettivo dei territori vitivinicoli piemontesi, attraverso denominazioni, storie e generazioni diverse. Accanto al vino, spazio anche al cibo con l’area food realizzata in collaborazione con i Maestri del Gusto di Torino e Provincia, selezione curata dalla Camera di commercio di Torino per valorizzare le realtà gastronomiche del territorio.

La quarta edizione ha quindi posto al centro il lavoro delle cantine piemontesi, insieme agli enti di tutela e promozione, alle enoteche regionali e alle associazioni di produzione, coinvolgendo nel percorso anche realtà come Associazione Go Wine e Fisar Torino.

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