Michelangelo Mammoliti, chef di La Rei Natura a Serralunga d’Alba, entra tra le figure chiamate a rappresentare la cultura gastronomica italiana nel mondo. Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida lo ha nominato Ambasciatore della Cucina Italiana Patrimonio UNESCO, riconoscendo un percorso costruito sulla conoscenza della materia prima, sulla biodiversità e su una cucina nella quale il mondo vegetale occupa da anni un ruolo centrale.
L’incarico arriva pochi mesi dopo un passaggio storico per la gastronomia nazionale. Nel dicembre 2025 l’UNESCO ha iscritto la “Cucina italiana, tra sostenibilità e diversità bioculturale” nella Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, riconoscendone non soltanto ricette e tecniche, ma il sistema di conoscenze, gesti, relazioni familiari e sociali che ruota intorno alla preparazione e alla condivisione del cibo.
L’investitura di Mammoliti è ministeriale e si inserisce dunque nel lavoro di valorizzazione seguito a quel riconoscimento. Il titolo era già stato attribuito ad altri protagonisti della gastronomia italiana, tra i quali Gino Sorbillo e Pietro Zito.
Per lo chef piemontese il nuovo incarico arriva in una fase particolarmente significativa della carriera. La Rei Natura, il ristorante che dirige all’interno de Il Boscareto Resort & Spa nelle Langhe, ha conquistato nel novembre 2025 la terza stella Michelin, entrando nel gruppo ristretto dei ristoranti italiani ai quali la Guida riconosce il massimo livello. Anche nell’edizione 2026 il locale figura tra i quindici tre stelle italiani.
Il riconoscimento affidato dal ministro guarda soprattutto al lavoro compiuto negli anni da Mammoliti intorno alla biodiversità e alla materia prima. L’orto e la serra non rappresentano elementi accessori del progetto di La Rei Natura, ma sono parte del processo attraverso il quale lo chef studia stagionalità, consistenze e possibilità gastronomiche delle specie vegetali.
A questo si affianca una ricerca che parte spesso dalla memoria del gusto per arrivare a interpretazioni personali, senza cancellare il riferimento iniziale. Tecnica francese, prodotti piemontesi, ricordi familiari e lavoro sul vegetale convivono così in una cucina che ha trovato progressivamente un linguaggio riconoscibile.
«La Cucina Italiana è un Patrimonio vivo: nasce dalla terra, dalla biodiversità, dai gesti tramandati e dalla capacità di trasformare tutto questo in cultura. È ciò che provo a fare ogni giorno nel mio lavoro, partendo dalla natura e rispettandone tempi, identità e memoria. Ricevere questo riconoscimento dal Ministro Lollobrigida ha per me un valore profondo, perché supera il percorso individuale e mi dà una responsabilità molto più grande: custodire e raccontare un patrimonio che appartiene a tutti. Rappresentare la Cucina Italiana Patrimonio UNESCO significa difendere territori, prodotti, artigiani e saperi che rendono il nostro Paese unico nel mondo, ma soprattutto continuare a farli evolvere senza perderne l’identità. Ricevere questa nomina in occasione di Bra’s, evento che mette al centro le eccellenze e la cultura gastronomica italiana, rende questo momento ancora più significativo. È un riconoscimento che mi rende orgoglioso, ma soprattutto mi ricorda perché faccio questo mestiere: dare valore alle nostre radici e portarle nel futuro», commenta Michelangelo Mammoliti.
Dalla Val di Susa alle tre stelle Michelin
Nato a Giaveno nel 1985 e cresciuto ad Almese, all’imbocco della Val di Susa, Mammoliti ha costruito la propria formazione tra Italia ed estero. Dopo le prime esperienze professionali, il suo percorso lo ha portato a confrontarsi con cucine e maestri differenti, tra cui realtà legate a Gualtiero Marchesi, Stefano Baiocco, Alain Ducasse, Pierre Gagnaire, Yannick Alléno e Marc Meneau. Francia, Svizzera e Libano hanno contribuito ad ampliare una preparazione nella quale il rigore tecnico si è progressivamente affiancato allo studio della materia vegetale.
Il ritorno in Piemonte avviene nel 2014, quando assume la guida della cucina de La Madernassa a Guarene. Qui conquista due stelle Michelin e sviluppa ulteriormente il rapporto con l’orto, le erbe, gli ortaggi e le produzioni locali.
Nel 2022 prende forma il progetto al Boscareto Resort & Spa di Serralunga d’Alba e nel settembre 2023 apre La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti. Pochi mesi più tardi arrivano le prime due stelle Michelin; nel novembre 2025, a poco più di due anni dall’apertura, la Guida assegna al ristorante la terza.
È un percorso che aiuta a comprendere anche le motivazioni della nuova nomina. Nel lavoro di Mammoliti la sostenibilità non viene trattata come una dichiarazione separata dalla cucina, ma passa dalla scelta e dalla conoscenza degli ingredienti, dalla stagionalità, dall’utilizzo dell’orto e dalla relazione con produttori e filiere.
Per Michelangelo Mammoliti il nuovo ruolo aggiunge quindi una responsabilità a un percorso arrivato ai vertici della ristorazione italiana. Dopo le tre stelle Michelin, l’attenzione si sposta dal riconoscimento strettamente gastronomico alla rappresentazione di una cultura alimentare più ampia: quella che nasce dalle materie prime, passa attraverso il lavoro di agricoltori, allevatori e artigiani e arriva in cucina senza perdere il legame con i luoghi dai quali proviene.



