HomeNotizieOlio italiano 2026, Federolio stima un calo del 20% ma la qualità...

Olio italiano 2026, Federolio stima un calo del 20% ma la qualità tiene: il caldo anticipa la maturazione delle olive

Meno olio rispetto allo scorso anno, ma con prospettive favorevoli sul fronte della qualità. Alla vigilia della campagna olearia 2026/2027, Federolio stima per l’Italia una produzione in calo di circa il 20%, mentre le alte temperature degli ultimi mesi stanno anticipando la maturazione delle olive in diverse aree del Paese, fino a rendere possibile l’avvio della raccolta e della molitura già dalla seconda metà di settembre.

A indicare lo scenario è Tullio Forcella, presidente di Federolio, la Federazione nazionale del commercio oleario, che lega l’anticipo della maturazione agli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico sui cicli dell’olivicoltura. << Ci avviciniamo a una nuova campagna olearia con la consapevolezza che il settore sta vivendo una trasformazione profonda. Le temperature elevate registrate negli ultimi mesi stanno determinando un anticipo significativo dei tempi di maturazione delle olive, che potranno essere pronte per la raccolta e la molitura già da metà settembre. È un segnale chiaro di come il cambiamento climatico stia modificando i ritmi tradizionali dell’olivicoltura italiana. A tale cambiamento però non ha finora corrisposto un adeguamento della normativa relativa all’avvio della campagna olearia, fissato ancora al 1° di ottobre. Auspichiamo che le istituzioni prendano atto di questa situazione ed adeguino la disciplina alla nuova situazione climatica per non creare problemi e mancate opportunità a tutta la filiera olivicolo olearia italiana.>>

La questione sollevata da Forcella si inserisce però in un quadro normativo che distingue la campagna di raccolta da quella di commercializzazione. Il periodo dal 1° ottobre al 30 settembre è infatti quello stabilito dalla normativa europea per la campagna di commercializzazione dell’olio. L’ICQRF del Ministero dell’Agricoltura, con un chiarimento diffuso nel dicembre 2025, ha precisato che la campagna di raccolta segue invece il ciclo di fruttificazione dell’olivo e il momento effettivo della raccolta: l’olio ottenuto già nel mese di settembre può quindi rientrare nella relativa campagna di raccolta.

Il tema resta comunque significativo dal punto di vista produttivo. Temperature elevate, disponibilità idrica e andamento delle diverse fasi vegetative stanno modificando il calendario con cui molte zone olivicole erano abituate a confrontarsi. Anticipare il momento della raccolta, quando le condizioni lo richiedono, può incidere anche sulla gestione delle olive e sui tempi che intercorrono tra raccolta e molitura.

Produzione prevista in calo del 20%

Sul piano quantitativo, le prime valutazioni di Federolio indicano una campagna inferiore a quella precedente. Il settore entra infatti in quella che tecnicamente viene definita un’annata di “scarica”, legata alla naturale alternanza produttiva dell’olivo, con differenze però marcate tra le principali regioni italiane.

<< Volendo fare delle previsioni sul piano quantitativo, sappiamo che quella 2026/2027 sarà una campagna di scarica, ma, con una stima di produzione attesa inferiore di circa il 20% rispetto allo scorso anno, si può comunque ritenere la prossima come una campagna positiva. Sicilia, bassa Calabria e Puglia dovrebbero attestarsi su questa riduzione fisiologica, mentre Campania e alta Calabria mostrano prospettive più favorevoli. Per quanto riguarda la qualità, le condizioni agronomiche attuali ci consentono di prevedere una campagna molto buona.>>

La previsione del 20% è al momento una stima di Federolio e non un consuntivo produttivo. Se confermata, porterebbe la produzione nazionale al di sotto dei livelli raggiunti nella campagna 2025/2026, per la quale le stime più recenti indicano circa 325 mila tonnellate di olio di oliva.

Il dato dello scorso anno segnava una forte ripresa rispetto alle 248 mila tonnellate della campagna 2024/2025. Proprio questa oscillazione aiuta a leggere la previsione per il 2026/2027: l’olivicoltura italiana continua a essere caratterizzata da variazioni sensibili tra un’annata e l’altra, alle quali si aggiungono gli effetti delle condizioni meteorologiche sulle singole aree produttive. Il dato di 248 mila tonnellate per il 2024/2025 è riportato dal Consiglio Oleicolo Internazionale, mentre per il 2025/2026 la produzione italiana è stata stimata intorno alle 325 mila tonnellate.

A fronte della riduzione dei volumi, Federolio indica però condizioni favorevoli per la qualità dell’olio. È questo uno degli aspetti più rilevanti delle prime valutazioni sulla nuova raccolta: meno quantità non significa necessariamente un peggioramento delle caratteristiche del prodotto, che dipendono anche dallo stato sanitario delle olive, dal momento scelto per la raccolta e dalla rapidità della lavorazione in frantoio.

Le differenze territoriali saranno determinanti. Secondo le indicazioni fornite da Forcella, Sicilia, Puglia e la parte meridionale della Calabria dovrebbero risentire maggiormente della flessione, mentre Campania e alta Calabria presentano al momento prospettive migliori.

Sei campagne segnate dall’alternanza produttiva

Per inquadrare la previsione, Forcella richiama l’andamento della produzione italiana negli ultimi anni. << Queste stime si collocano perfettamente nel quadro della produzione nazionale degli ultimi sei anni, come riportato dal COI (Consiglio Oleicolo Internazionale): 274.000 tonnellate nel 2020/2021, 329.000 nel 2021/2022, 241.000 nel 2022/2023, 328.000 nel 2023/2024, 248.000 nel 2024/2025 e 325.000 nel 2025/2026. Una sequenza che conferma la fisiologica alternanza produttiva e la piena coerenza delle stime attuali con le dinamiche del settore.>>

I dati delle prime cinque campagne trovano riscontro nelle serie statistiche del Consiglio Oleicolo Internazionale: 274 mila tonnellate nel 2020/2021, 329 mila nel 2021/2022 e 241 mila nel 2022/2023; per il 2023/2024 il dato è nell’ordine delle 328 mila tonnellate e per il 2024/2025 di 248 mila.

La sequenza mostra con chiarezza quanto la produzione italiana possa oscillare da una campagna alla successiva. Ma alla naturale alternanza dell’olivo si sovrappone ormai una variabile meno prevedibile: un clima che può anticipare la maturazione, modificare la disponibilità idrica e rendere meno rigido il calendario della raccolta.

La campagna 2026/2027 partirà quindi con quantità previste inferiori rispetto all’ultima annata, ma con aspettative positive sulla qualità. Saranno le prossime settimane, con l’avvio effettivo della raccolta nelle diverse regioni e l’ingresso delle olive nei frantoi, a definire con maggiore precisione volumi e caratteristiche del nuovo extravergine italiano.

FLUX – Substract, nothing is everything: la nuova drink list di Drink Kong a Roma

Con Flux, Drink Kong firma la sua quarta drink list e continua a tracciare la rotta tra sperimentazione e ricerca. Il celebre cocktail bar...

Il Festival del Gelato Italiano porta in Piemonte i gusti di dieci regioni — Rivara, 4-7 giugno 2026

Dal 4 al 7 giugno 2026 il Parco di Villa Ogliani, a Rivara, nel Torinese, ospita la quarta edizione del Festival del Gelato Italiano,...

Go Wine porta a Monforte d’Alba I Grandi Terroir del Barolo tra M.G.A. e nuove annate – 28-29 marzo 2026

Nelle Langhe, a Monforte d’Alba, torna il 28 e 29 marzo 2026 "I Grandi Terroir del Barolo", appuntamento ideato da Go Wine che, giunto...

Ultimi Articoli